Le fumetterie vanno “ai materassi” con LC&G?

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Mentre si organizzano i primi campfire di questa edizione di Lucca Comics and Games Covid edition, non a tutte le realtà del territorio è piaciuta la modalità con cui la fiera più importante d’Italia per la cultura POP ha gestito i rapporti coi negozianti, in primis per l’accordo in via esclusiva con Amazon. Le librerie del fumetto che si riconoscono nell’ALF – Associazione Librerie del Fumetto hanno invitato chiunque fosse interessato (altre fumetterie, ludopub, associazioni e negozi di giochi) ad una manifestazione alternativa: ALF Comics and Games (che si terrà dal 24 ottobre al 1 novembre). Ne ho parlato col presidente di ALF, Giuseppe Palmentieri che ha risposto a qualche domanda per noi

Ecco un’altra occasione di fare Quattro chiacchiere con…

Presidente Palmentieri, come è andato questo 2020 per le fumetterie, avete dei dati dai vostri associati?
Diciamo che stiamo recuperando con molta fatica dopo un periodo in cui il livello di difficoltà è stato inimmaginabile.
Recuperando, faticando: perché abbiamo un grande valore aggiunto, che sono i nostri clienti: sempre presenti, sempre vicini alle nostre attività. Non è banale e non è affatto scontato!Per i dati, aspettiamo fine anno per tirare i conti…

LEGGI ANCHE: Che impatto avrà la pandemia sul settore?

La rete delle librerie e dei negozi è tradizionalmente il primo approdo per scoprire questa categoria di prodotti pop, andrebbero valorizzati dalle case editrici non crede?
Si, assolutamente si.
Ma questo non succede. Se organizziamo una iniziativa, ad esempio ALF COMICS AND GAMES a fine ottobre, ci cercano da altri settori. Ma non da quello del fumetto. Si fa fatica così: molta.
Cerchiamo di essere propositivi, ma non basta a volte.

Perché fare AC&G, cos’hanno i campfire di Lucca C&G che non vanno?
Partono da Lucca e tornano nel capoluogo toscano.
Hanno criteri non chiari: per carità, sono “di Lucca” e chi organizza può fare come vuole.
Ma… non “danno” nulla ai negozi: fanno pagare per offrire cosa? Eventi che il singolo negozio organizza da solo?
Le librerie fanno tanto durante tutto l’anno: tornei, corsi di fumetto, presentazioni con autori… perché farlo PER ALTRI e non PER SE STESSI?
Ecco: AC&G è un evento cui non interessa promuovere se stesso, quando chi partecipa. Parte e torna dalle fumetterie.

L’accordo tra LC&G e Amazon vi ha spiazzato?   
Lo sapevamo da prima, ma sinceramente si.
In compenso, non abbiamo sentito UN commento positivo in merito. 
Le persone stanno capendo…

LEGGI ANCHE: La crisi vista dai negozianti

Passiamo al lato Governo:  che tipo di aiuto c’è stato per il settore durante la crisi e cosa chiedete per il futuro?
Siamo riusciti a lavorare: le librerie erano aperte prima di altre attività.
Ma per il resto si è visto poco… 
Chiediamo investimenti: chi lavora nel settore della lettura non vende un bene qualsiasi, è un lavoro che va tutelato. 
Le cose sono migliori rispetto a qualche anno fa, c’è il tax credit, c’è la nuova legge sulla lettura (a proposito… ALF era in Parlamento a contribuire alla stesura della legge, unico soggetto del fumetto!), ma tanto va ancora fatto. Contratti di lavoro più leggeri, per poter assumere, promozione della lettura in scuole e biblioteche. La legge già c’è: il Governo la attui!

Librerie del fumetto e librerie indipendenti e negozi di giochi hanno problematiche simili? Pensa che questo esperimento possa portare a sinergie tra associazioni per fare lobby nei confronti di editori, festival e istituzioni?
Non mi piace il termine “lobby”, sa di losco.
Possono fare sistema per creare un circuito: tanti negozi di giochi aderiranno ad AC&G, magari è un inizio per partire dal basso….


QUI UN MAPPA DELLE REALTA’ CHE HANNO ADERITO

A questo si aggiunge un progetto parallelo ed inserito nella manifestazione per sostenere il gioco nelle librerie e i negozi aderenti

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Ecco i campfire di Lucca Changes

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Lucca Changes (l’edizione 2020 di Lucca Comics & Games all’insegna del cambiamento), presenta la lista definitiva dei 115 Campfire sparsi su tutto il territorio nazionale. Durante l’edizione di quest’anno, i negozi specializzati che partecipano all’iniziativa diventano gli avamposti della manifestazione consentendo a tutti gli appassionati di partecipare al festival. Un festival diverso dal solito e in linea con le norme di sicurezza anti Covid-19 previste dalla legge italiana.

Per l’occasione, Lucca Changes ha affidato all’illustratore Andrea Piparo il compito di realizzare la bellissima mappa fantasy che svela in una versione grafica inedita la collocazione di questi stargate in collegamento diretto con la manifestazione. Inoltre, all’interno dei 115 negozi aderenti all’iniziativa, Funko distribuirà due Funko Pop in una speciale edizione limitata: Iron-Man e Zombie Wolverine.

Durante tutta la durata del festival, i 115 Campfire saranno aperti a tutti e svolgeranno regolare attività. Ma non finisce qui, per stimolare una partecipazione ancora più immersiva nel mondo dei Campfire, sarà possibile acquistare il Campfire Pass, dal costo di 8 euro, un vero e proprio programma di “membership” grazie al quale sarà possibile accedere ad alcuni contenuti riservati. Di questi 8 euro, 2 euro saranno versati al negozio indicato in fase di registrazione in forma di crowdfunding. Con l’acquisto del Campfire Pass si otterrà accesso a una webapp grazie alla quale l’utente riceverà un coupon digitale per il ritiro della Bag of Lucca, una scatola contenente diversi gadget esclusivi: dai due mazzi del gioco di carte KeyForge ad uno speciale quaderno dei giochi con tre giochi creati appositamente dai game designer Pierluca Zizzi e Marta Tuveri, Stefano Castelli e Alan D’Amico e il team di Acchiappasogni per Lucca Changes.

I 115 avamposti che accoglieranno gli appassionati nel 2020 sono solo il primo tassello che porterà alla creazione, negli anni, di un festival diffuso. Il progetto Campfire, infatti, già allo studio dal 2017, ha posto da subito l’accento sulla riflessione specifica a proposito del ruolo dei negozi all’interno della filiera. Negli anni, infatti, si è venuta a creare un’ecologia felice che ha congiunto il festival Lucca Comics & Games a editori, pubblico e territorio. Con questo progetto, i negozianti trovano un punto di appoggio per inserirsi a loro volta come attori protagonisti di questo ecosistema.
Il 2020, quindi, vedrà l’avvio di una prima fase di sperimentazione del progetto Campfire, accolto con grande entusiasmo dai negozianti e che, nei prossimi anni, punta a includere direttamente anche soggetti territoriali diversi, dalle associazioni ai musei, coinvolti quest’anno con modalità differenti.

ECCO L’ELENCO COMPLETO!

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Le fiere al tempo del Covid (aggiornamento)

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Battendo tutti sul tempo la Milan Game Week ha annunciato che la fiera si farà, sarà a novembre ma sarà una fiera virtuale, la prima in Italia tra l’altro, l’annuncio proprio oggi, tra l’altro questa edizione (la decima) vede la fusione con l’altro evento meneghino: il Cartoomics, per cui la formula finale sarà molto attrattiva per tutto l’ambito della cultura geek. Le date di novembre sono dal 26 al 29 e quindi in competizione indiretta con Lucca Comics and Games (in teoria dal 28/10 al 1/11) con cui condivide almeno una parte dei temi.

Proprio LCG ha fatto sapere che tenterà la strada della fiera pur con alcuni accorgimenti, proprio mentre Play getta la spugna definitivamente (troppe le defezioni da parte degli espositori), e passa la mano rimandando tutto all’anno prossimo.

Come dice Repubblica:

La parte in presenza di Lucca sarà con incontri a numero chiuso quando e se possibile all’aperto, recuperando più luoghi adeguati possibile. Quella digitale punterà invece sul fandom. La comunità degli appassionati di fumetti e giochi su cui si basa la fiera è tra quelle storicamente più attive in rete. Non solo dirette, dunque, ma, dicono gli organizzatori, sarà prevista anche la partecipazione a distanza degli spettatori, magari con programmi appositi ed eventi esclusivi a pagamento. Una possibilità per moltiplicare il pubblico e ampliarlo rispetto a quello tradizionale. “L’obiettivo è, e sarà, crossmedializzare l’evento crossmediale”, dice Emanuele Vietina, direttore del festival, “e offrire quello che Lucca solitamente dava in un unico momento, stavolta attraverso molteplici piattaforme la cui somma possa produrre ‘l’effetto Lucca’”.

L’idea di Lucca C&G è quella di rendere la fiera diffusa, trovando accordi e partner nei negozi di giochi e di comics sparsi per l’Italia, è il progetto Campfire, ma i particolari (e l’efficacia) di questa modalità sono ancora tutti da scoprire.

L’augurio che facciamo a tutti è che siano un successo, sia di pubblico che di post evento, naturalmente continueremo a tenere occhi e orecchie aperte per eventuali cambiamenti!

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Lucca Comics and Games mette le mani avanti? Giustamente…

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Con il prolungamento della sospensione delle attività deciso dal Governo per contenere la diffusione del coronavirus è nato un intenso dibattito che sta coinvolgendo anche le attività culturali e i più importanti festival nazionali; così anche Lucca Comics & Games è stata sollecitata su molti fronti ad esprimersi in questa delicata fase. 

Il direttore Emanuele Vietina, dopo aver partecipato ai dibattiti organizzati da It.Comics (https://www.twitch.tv/videos/577329745?sr=a&t=390s) e da Lega Nerd (https://www.twitch.tv/videos/582260217) che hanno dato spazio all’approfondimento, e dando seguito alle interviste rilasciate alla stampa lucchese, spiega che “questo non è il momento degli annunci, e neppure il tempo per decidere in che modo potrà cambiare il festival. Il nostro impegno è quello di lavorare sui contenuti, coltivando le relazioni con le parti sociali, gli enti e le aziende della creatività che investono sulla manifestazione. È il momento dell’unità, dell’osservazione e della collaborazione così da costruire un trampolino per l’editoria e il futuro degli eventi culturali. Ma è anche il momento dell’attenta pianificazione economica e finanziaria e per questo stiamo parlando con le Istituzioni e le associazioni di categoria. Qualunque saranno le attività che potremo fare, la rinascita passerà attraverso investimenti che dovranno essere ben programmati e per farlo ci sarà bisogno dell’intervento di tutti: dei soggetti pubblici, privati e della città di Lucca, una città che ha ricevuto tanto dai settori del nostro amato Community Event, e che oggi è chiamata a fare la sua parte.” 

Guardando al panorama internazionale, e in costante dialogo con i partner esteri di LC&G, così come restano confermate le date delle grandi manifestazioni di riferimento, San Diego e Colonia (nelle cui comunicazioni di questi giorni LC&G si ritrova appieno), restano confermate quelle del Festival Lucchese. “Mancano più di sei mesi – sottolinea Vietina – proseguiamo quindi con il solito duro lavoro, tenendo aperti tutti gli scenari possibili: dalla digitalizzazione degli eventi a eventuali co-produzioni con i nostri partner. Sarà poi nel confronto con le autorità a giugno che potremo avere un quadro più preciso. Il gruppo di lavoro che rappresento è abituato a imprese titaniche e quando chiamato in causa risponderà come sempre”. 

Così Lucca Comics & Games fa quello che sa fare meglio: agire per dare potere a quegli spettatori che chiama Eroi, agire per realizzare una manifestazione dove il fare diventa esperienza e in cui i partecipanti sentono di poter cambiare le cose: becoming human. E al centro, in primis, la loro salute. Il 2020, sarà l’edizione più sentita innanzi a una prova così difficile. La pandemia è una grande sfida ma anche un acceleratore di processi, attività che sino a poche settimane fa erano in incubazione, adesso devono trovare compimento. 

Nel frattempo si susseguono gli appuntamenti digitali di Lucca Comics & Games, i cosiddetti digital days: oltre all’asta online dell’Area Performance andata in diretta streaming martedì 31 marzo sui canali social del festival, tre sono le puntate dedicate al Live Drawing insieme a Frafrog, Roberto Recchioni e Giacomo Bevilacqua, e tre le sessioni di gioco di ruolo con gli speciali di RPG Night Live insieme a Licia Troisi, Roberto Recchioni e Leon Chiro accompagnati dagli immancabili Nicola De Gobbis, (nelle veci dell’istrionico master), Roberta Sorge (aka Ckibe), Fabio Bortolotti e Antonio Bellotta (aka Kenobisboch), e Lorenzo “Moro” Morelli (de i Termosifoni).  Tutto il programma è online sul sito del festival

La Solidarietà – Infine prosegue l’impegno sul fronte della solidarietà e con i fondi destinati al Sistema Sanitario Toscano, raccolti attraverso l’asta delle opere originali donate degli artisti ospiti all’ultima edizione del festival, insieme all’associazione Area Performance Onlus e Catawiki, sono già stati allestiti e attrezzati 14 check point negli ospedali della Regione Toscana. 

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Quattro chiacchiere con Ennio Bilancini

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Copyright IMT School for Advanced Studies Lucca

Ultimo giorno di Lucca Comics and Games, fuori piove (strano!) e dentro la Sala Ingellis c’è un manipolo di scrittori ed editori di giochi di ruolo, qualche giornalista e alcuni membri di associazioni ludico-culturali afferenti al circuito di FederLudo. E poi c’è lui: Ennio Bilancini, un economista. Che parla a questa platea iperspecializzata di profilazione dei giocatori e di studio del comportamento umano. Una mosca bianca? Uno che ha sbagliato luogo? Oppure un viaggiatore del futuro che è venuto ad avvisare dove andranno gli sforzi del settore ludico nei prossimi anni? Fatto sta che parla e dice cose interessanti e controverse, ma il tempo è tiranno e ci vorrebbe un panel solo per lui, quindi Io non gioco da solo decide che sarà il caso di sentirlo in un secondo momento.

E’ arrivato il secondo momento. Ma chi è esattamente il nostro interlocutore? Ennio Bilancini è un professore ordinario, specializzato in economia comportamentale, docente del prestigioso IMT Scuola di Alti Studi di Lucca, dove dirige – ed è questo uno dei motivi che lo hanno portato un paio di mesi fa a partecipare ad una tavola rotonda sulle prospettive del GdR – il primo corso universitario dedicato al gioco da tavolo in presenza. Per ora è una Winter School, di cui si è celebrata la prima edizione a cavallo di LCG 2019 e in collaborazione con Lucca Crea e CMON, ma di cui possiamo anticipare già, ci sarà una edizione 2020. Ed è già una notizia questa ovviamente. Ma a questo punto possiamo chiedere al professore (raggiunto telefonicamente), perché un prestigioso centro di ricerca come l’IMT di Lucca dovrebbe occuparsi di giochi?

“Per due ordini di motivi – ci spiega – uno interno all’IMT e uno interno alla ricerca scientifica in quanto tale. Partiamo da quest’ultima: è un fatto evidente che l’attività ludica o il gioco, come interazione strategica sia un fenomeno vastissimo, che attiene alla storia dell’uomo, ma è altrettanto vero che mai come negli ultimi centomila anni, sia stato così diffuso come è oggi nelle nostre società. Da quando esiste il Sapiens sapiens, la complessità strategica è aumentata enormemente e mai come ora è stata così presente nelle nostre vite. Quindi è un fenomeno che vale la pena indagare di per sé. Per quanto riguarda perché IMT, è semplice: fa parte della sua mission istituzionale. Il gioco non è studiabile con una sola disciplina, non può farlo lo psicologo, non può farlo l’antropologo, né l’economista quello che serve è un approccio multidisciplinare che passi per una metodologia quantitativa. L’IMT è nato per la ricerca interdisciplinare e l’approccio tra più saperi, il fatto poi che abbiamo sede a Lucca e quindi che la cornice di Lucca Crea e LCG siano a portata di mano non fa che semplificare la cosa”.

Insomma siete il soggetto giusto al posto giusto?

“(ride) si può dire così…”

Ma come nasce l’idea di una Winter School tra designer e accademici e come è andata questa prima edizione?

“Nasce da una esigenza e da una ambizione, nonché da una domanda del mondo non-accademico: ci sono professionisti capaci di capire gli effetti del gioco nelle credenze e nei comportamenti delle persone? Un pezzo importante del settore education passa attraverso l’avvenimento “gioco”. Qualunque aspetto della nostra vita può essere influenzata dal gioco. Senza una expertise è difficile (se non impossibile) capire gli effetti del gioco e – soprattutto – quali giochi per quali effetti.

Al Game Science Research Center ci interessano giochi capaci di indurre comportamenti desiderabili, sia virtuosi (come il progetto per le scuole, BlueTube, che insegna a non sprecare l’acqua voluto da Geal e Lucca Crea e di cui noi del Game Science Research Center ci siamo occupati proprio di misurare l’efficacia) sia utili per l’educazione e la formazione. Mentre a New York c’è qualcosa di simile ma dedicato al digital game, per quanto riguarda il “gioco in presenza” c’è il quasi vuoto, in Italia siamo gli unici, per questo abbiamo iniziato con una Winter School per rendere i partecipanti edotti che sia la scienza che il mercato hanno richiesto che nascesse un percorso come questo.

Per poter capire davvero gli effetti di un gioco che ha un intento prosociale, non puoi che far interagire lo studente con il game designer professionista. Capire la difficoltà di inventare un gioco, passando il più possibile dal fallimento, per questo li facevamo provare subito a inventare perché venissero subito messi alla prova”.

Che tipo di profili volete formare?

“Non vogliamo creare solo accademici: vogliamo formare esperti da spendere nel mercato del lavoro con varie tipologie di figure professionali, dal game designer, al consulente fino al comunicatore professionista che con corsi come questo hanno una base più solida con cui proporsi. Ovviamente vogliamo anche formare nuovi accademici che studino questo settore di frontiera che è la Game Science“.

Chi ha partecipato alla vostra Scuola?

“Abbiamo avuto una dozzina di partecipanti per il nostro corso residenziale. Volendo essere molto pratico e seminariale non potevano essere più di così, e li abbiamo divisi in tre gruppi di lavoro. Un terzo di loro veniva da percorsi dottorali di economia, fisica e matematica applicata ma con zero nozioni di game design alle spalle, un terzo con qualche esperienza di game design e qualche nozione accademica e un ultimo gruppo con esperienza industriale di game design ma senza background accademici alle spalle”.

Una buona varietà….

“Un bell’esperimento che ci ha permesso di creare gruppi molto eterogenei tra loro capaci di imparare gli uni dagli altri!”

Cosa possiamo imparare dal gioco di ruolo e dal gioco da tavolo circa il comportamento umano e viceversa cosa le scienze comportamentali possono insegnare ai designer di oggi e di domani?

“Possiamo usare i giochi in due modi principalmente. Innanzi tutto il gioco come strumento per far emergere alcune caratteristiche della nostra umanità: per lo scienziato sociale è dunque innanzi tutto uno strumento di lavoro. Così come il chimico introduce un reagente per ottenere una reazione, così lo scienziato sociale può usare il gioco per misurare cose come: collaborazione, altruismo, intelligenza”

Insomma il gioco giusto per la misurazione giusta?

“Ovviamente sì! Il gioco poi può essere un valido strumento per costruire politiche pubbliche o aziendali, cioè implementare saperi o competenze o comportamenti ritenuti desiderabili. Per sapere però quale sia questo “gioco giusto” è necessario fare prove e tentativi al pari di un trial clinico, capire cosa va bene e cosa no, cosa è dannoso e cosa raggiunge lo scopo prefissato. Servono moltissime professionalità con curriculum precisi che è uno degli scopi del Game Center

Poi c’è un altro modo di usare i giochi…

“Certamente, il gioco non come reagente ma come lente di osservazione, cioè come strumento per osservare durante e non dopo le persone e permettere così una profilazione psicologica e delle competenze. Il gioco è un test di intelligenza molto profondo per capire certi elementi, ma servono le variabili e le competenze giuste. Possiamo mappare la “moralità” e l’etica, cioè il comportamento, ma è una tecnica difficile da padroneggiare”.

Sarà mai immaginabile un vero e proprio percorso di studi tipo un Master su questi argomenti?

“Noi ce lo auguriamo, ma siamo all’inizio di questo percorso, ed è presto per questo…”

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Di ritorno da Lucca Comics 2019. Un bilancio.

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Si è chiusa domenica la 53esima edizione di Lucca Comics and Games, una edizione quasi da record per quantità di biglietti staccati (270mila), ospiti, prodotti presentati, eventi, insomma un grande successo. Oppure no?

Lucca Comics è sicuramente la più grande kermesse che si occupa di immaginario pop in Italia, una realtà importante – nei suoi numeri – anche per il mondo dei “babbani” per cui anche le testate generaliste finiscono bene o male per parlarne, o più che altro per mostrare quel carnevale semi-permanente che è rappresentato non tanto dai cosplayer in pellegrinaggio nella Mecca dell’otaku italiano, quanto della umanità panzuta, occhialuta ed entusiasta che si aggira indisturbata e quasi riverita durante il periodo lucchese. Se si chiede ai ristoratori si sente dire che ce ne vorrebbero due (un po’ come la formula del Romics) per gli introiti che riescono a generare, e questo indotto è il vero motivo della pazienza con cui una cittadina storica come Lucca sopporta (letteralmente) di venire invasa ogni anno. Lucca non è ovviamente solo il suo centro storico interno alle mura, ma quello spazio concluso non è progettato per i picchi di 90 mila persone che la invadono per cinque giorni. Ed è qui che arriviamo alle note dolenti per così dire o meglio per qualche critica e perplessità, un po’ recepita chiacchierando, un po’ percepita vivendo questo carnaio. Lucca Comics and Games è bella MA.

MA forse sarebbe il caso di ripensare l’evento, la butto lì: perché davvero non splittare la kermesse e ritornare alla formula solo COMICS (e film/tv) e una solo GAMES (videogiochi e boardgame) in maniera tale da non drogare le presenze con pubblici misti che sono poi costretti a ore di fila, alla pioggia costante e a non avere spazi realmente fruibili?

Anche la tempistica è ormai “sospetta”. Se si vuole mantenere l’evento “unitario” davvero l’ultima settimana a cavallo tra ottobre e novembre col suo carico di maltempo, le ore di luce diminuite, è davvero la soluzione ottimale? Guardando la media degli ultimi quattro anni a settembre (rispetto ad ottobre) ci sono la metà dei giorni di pioggia. Si può prendere in considerazione la cosa? Forse sì…

Posto che per carità il mercato eccetera, i costi per alloggiare a meno di 30-40 minuti da Lucca durante i giorni della Fiera sono proibitivi. Io sono di Roma e so che vuol dire approfittarsi di ignari turisti (vedi certi scontrini in zona Borgo/San Pietro), ma anche nella “capitale del gaming” non si scherza…

A Lucca si macinano chilometri, tutto è vicino e lontano insieme, la cosa suggestiva di passeggiare per la splendida cittadina è funestata dalle strade occupate dagli stessi che vengono in città chi per farsi ammirare senza praticamente entrare negli stand (i cosplayer spesso non accedono alla Fiera, aumentando il traffico esterno ai padiglioni) rendendo tutto molto più faticoso. A questo si aggiunge la pioggia costante (dalla pioggerella agli scrosci) che fanno sì che chiunque abiti Lucca in quei giorni sia costantemente umido e costantemente di fretta per raggiungere un evento, una presentazione a 10-15 minuti teorici dalla distanza precedente. Ripetiamolo: teorici.

Qui infine ragioniamo della questione da “giocatori”. A Lucca si vende, ma non si gioca o comunque si gioca pochissimo, con spazi ridotti, in alcuni casi direttamente assenti, ci sono standisti che non hanno materialmente lo spazio per far provare i propri giochi con demo o partite intere, ma se poi non ci sono sconti significativi perché dovrei comprare in fiera, scarrozzandomi manuali e scatole, che posso farmi consegnare agevolmente da Amazon? Devo conoscere già il gioco? Devo averne letto magari su questo blog? Bene, ma quale occasione migliore per un giocatore-acquirente che poter provare un gioco e poi magari decidere sulla base dell’esperienza di comprarlo (in fiera o altrove)? Da questo punto di vista meglio l’esperienza più raccolta del Modena Play.

Tutto questo che scrivo non lo dico per denigrare quella che è una fiera di altissimo livello e che ha contribuito in maniera significativa all’espansione e alla legittimazione della cultura ludica italiana, offrendola ad un pubblico vasto, i numeri lo confermano e lo certificano, ma è evidente – anche in forza degli “incidenti” avvenuti quest’anno – che qualcosa va ripensato.

Con 270 mila biglietti staccati, gli standisti che pagano ogni metro quadro affittato col sangue, gli sponsor (pubblici e privati) generano sicuramente un introito importante che però non ha ricadute sociali equamente distribuite (vedi questione dei felpati sottopagati).

Oltre 100 persone (e chissà quante altre) truffate con case/alloggi inesistenti, fa capire che la bolla degli affitti attorno alla Fiera è esplosa definitivamente, e che il Comune ma anche Lucca Crea deve vigilare e forse investire in modo da calmierare i prezzi.

Non parlerò dei deficienti con la svastica perché aggrapparsi ad un singolo episodio per rappresentare un’intero evento non ha senso ed è capzioso, però apriamo una riflessione sulla alt-right nel mondo nerd? Forse è il momento anche in Italia.

PS: nei prossimi giorni parlerò di alcune cose belle a cui ho potuto partecipare grazie a Lucca Educational!

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Quattro chiacchiere coi CattoNerd

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Lucca Comics and Games è casa di innumerevoli diverse sfumature di “nerdismo”, ma il successo crescente di questa manifestazione e l’interesse da parte di sempre maggiori case produttrici di fiction ha decretato lo sdoganamento nella cultura popolare di tutti i generi che una volta erano appannaggio di pochi. Tra le “50 sfumature di Nerd” c’è anche chi – con grande pazienza e molta ironia – getta ponti tra culture apparentemente lontane: la Chiesa e la cultura pop. Chi lo fa? Il blog CattoNerd, che anche quest’anno sarà a Lucca con delle iniziative svolte sotto il patrocinio tanto di LCG che dell’Arcidiocesi di Lucca. Ma chi sono e come nascono i CattoNerd? Parrocchia, università o ritrovo di cosplayer? L’ho chiesto a loro

Può sembrare fatto apposta, ma ci siamo conosciuti la prima volta ad una fiera del fumetto, il Romics del 2011 e siamo diventati amici durante il percorso spirituale dei 10 comandamenti di don Fabio Rosini, iniziato pochi giorni dopo. Alla fine degli incontri ci ritrovavamo ad un pub karaoke e, tra una birra e una canzone a squarcia gola, abbiamo iniziato a discutere di teologia e cultura nerd senza soluzione di continuità. La creazione di Cattonerd è forse la naturale conseguenza di questa strana commistione di fede, passioni… e alcol. Non è una forzatura nata per arrivare ad un pubblico lontano dalla chiesa, ma è stata un’espressione di ciò che siamo: dei nerd cattolici. Avevamo il desiderio di parlare a chiunque condividesse con noi l’amore per questi due mondi o, perché no, magari solo per uno di essi. Perché alla fine quando sei appassionato di qualcosa ti viene naturale quell’entusiasmo che ti porta a parlarne con tutti. A noi piace avvicinare il mondo cattolico ad una cultura che non di rado viene demonizzata, e parlare ai geek superando ogni pregiudizio che molti di loro hanno nei confronti del cristianesimo. Insomma, non ci interessa chi sei o in cosa credi, se per qualche motivo sei interessato a quello di cui stiamo parlando, prenditi da bere e vieni a discuterne con noi.


Una passione grande per il fumetto e il cinema di animazione, la cultura nerd e l’ideale della bellezza. Dio si trova più spesso in opere “non cristiane” come si dice spesso?


Non sappiamo dire con certezza se Dio si trovi più spesso nelle opere non cristiane, ma essendo minori come quantità le opere cristiane rispetto a quelle non, anche per un semplice dato statistico, se è vero che Dio ama tutti, è molto probabile che sia vero. Perché alla fine, se non ci limitiamo ad approcciarci all’arte solo per cultura o per intrattenimento, ma riusciamo a trovarci anche tracce di Dio Padre, è proprio perché crediamo fermamente che Lui parli nel cuore di ognuno. Dio parla anche in quello di un mangaka scintoista del Sol Levante, o nel cuore di uno sceneggiatore ateo e magari pure anticlericale. Se una persona cerca il bello, se una persona mette a frutto i suoi talenti, o se semplicemente lascia esprimere la sua parte più vera, quello che creerà non potrà che avere tracce di Colui è la bellezza e la verità.


Sacro e Profano” a Lucca Comics and Games conferma il vostro blog come cerniera tra diversi mondi. Cosa direte, qualche anticipazione?

Approfondiremo le domande a cui abbiamo risposto in questa intervista, e andremo alla ricerca delle basi teologiche che ci permettono di affermare che, sì, Dio parla attraverso tutti. Cercheremo inoltre esaminare quali sono state le cause che hanno portato nella nostra cultura ad uno scollamento così netto fra ciò che è Sacro e ciò che è profano, e parleremo di come questo abbia portato molti cattolici ad una vita a tratti bipolare. Non sarà una classica lezione frontale, ma ci confronteremo con il pubblico e andremo anche a braccio… sperando che il Signore ci assista!

Quanti di voi sono anche giocatori? E cosa vi piace di più?

Alcuni di noi sono giocatori di ruolo di vecchia data, principalmente di D&D. Ci siamo anche spesi per difendere il GdR quando è stato attaccato da alcuni cattolici che lo accusavano di portare i ragazzi verso il satanismo o l’esoterismo. Non penso che ci sia bisogno di affermare qui che noi pensiamo esattamente il contrario, e potete trovare più di un articolo che tratta l’argomento sul nostro blog. Siamo inoltre amici di Marco Scicchitano, psicologo che utilizza proprio i giochi di ruolo fantasy per accompagnare i ragazzi durante la turbolenta fase adolescenziale, e per aiutare i giovani con la Sindrome di Asperger a sviluppare empatia e socialità. Neanche a dirlo, amiamo Videogame e di Giochi da Tavolo e, ovviamente, l’Area Games di Lucca è una delle nostre mete preferite. Chissà che prima o poi non organizzeremo un incontro dedicato completamente alla “Teologia del gioco”.

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Il caso della maxi truffa degli affitti a Lucca

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Boom di biglietti staccati, proteste dei felpati per gli stipendi da fame, e ora questo: almeno 100 persone rimarranno senza alloggio per via di una truffa operata nell’ambito del booking online degli affitti nella città toscana. Così il Corriere Fiorentino:

L’organizzazione del festival è naturalmente del tutto estranea alla truffa, messa in atto da un privato che utilizzando due diversi nominativi falsi, ha adescato le sue vittime sulle tante pagine Facebook sorte in questi anni da parte di chi cerca e offre case o camere in affitto per i giorni della manifestazione. Il successo di quest’ultima (nel 2016, anno dei record, furono venduti 271 mila biglietti), infatti, rende sold out con mesi di anticipo l’intera offerta ricettiva della città e dei suoi dintorni: a chi si decide a prenotare con un po’ di ritardo di conseguenza non resta che rivolgersi o ad hotel o B & B lontani da Lucca oppure a privati cittadini che offrono le proprie abitazioni.

Secondo quanto raccontato dalle persone truffate, che in queste ore si stanno radunando tramite i social per promuovere una denuncia collettiva, il signore in questione contattava direttamente gli aspiranti affittuari dopo averne letto gli annunci e proponeva loro case che sosteneva di possedere in via Buia e in vicolo San Carlo, nel cuore del centro storico. In via Buia addirittura sosteneva di possedere sei appartamenti di una intera palazzina. Peccato che in quella strada di palazzine non ce ne siano. Comunque gli appassionati di fumetti abboccavano e finivano per versare i soldi pattuiti per l’acconto su un conto corrente il cui numero veniva regolarmente fornito dallo sconosciuto truffatore, che una volta incassati i soldi è poi sparito nel nulla. Fra i casi emersi sinora, c’è chi racconta di aver versato fino a 600 euro. Nelle prossime ore partiranno le prime denunce, ma nel frattempo per le persone truffate c’è un problema più stringente da risolvere: l’inizio del festival è alle porte e devono trovarsi una sistemazione per dormire.

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Le novità di Acchiappasogni per Lucca

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E’ comunicazione di queste ore che Acchiappasogni, che collabora con Red Glove sul piano della distribuzione, ha indicato una serie di novità riguardanti il suo catalogo per l’imminente Lucca Comics and Games. Vediamoli rapidamente:

Le Notti di Nibiru – Oltre il Tempo e la LuceTutta la verità su Nibiru!
Scopri la vera storia del pianeta… l’origine dei Tonal… la nascita dei Dolem… l’arrivo della Virgo su Nibiru!
I misteri più reconditi del pianeta saranno svelati.
Andremo oltre il confine del tempo. Nuovi mondi si apriranno per noi al di là delle luci dell’Alusea!
Gioca nei panni degli HEXer, gli esploratori spaziali con poteri telecinetici, o in quelli dei Qerberus, bambini tonalisti dotati di enormi poteri ma senza controllo.
Viaggia con noi verso il cuore del mistero ed esplora storie millenarie, che solo pochi prescelti possono dire di sapere del tutto!
Manuale in brossura, tutto a colori, 100 pagine, 24€. 


Augusta Universali: Ex Oriente LuxUn nuovo potere sorge da Oriente.
Dalle profondità esotiche e misteriose dell’Asia…
Sontuosi templi ospitano monaci che intonano canti polifonici fra banche dati di possenti Sutra in onore del Buddha Avalokiteshvara.
Valorosi Samurai si immolano sul fronte sovietico per difendere il loro Imperatore Dio su colossi di ferro, i sacrari digitali dei propri antenati.
Brahmani in assetto blindato multiarto impongono tonanti Mudra contro servitori del Deimos nelle profondità delle jungle del Borneo.
Tre nuove Guardiae, nuovi Tracta, nuovi Systemata, occulti segreti di ambientazione, i titani di ferro Tatsu-Kyogin del Nihon-koku e molto, molto altro vi attendono fra le esotiche spire di Imperi più antichi di Roma stessa.
Questo è Ex Oriente Lux
Saprai esserne degno?
Manuale in brossura, tutto a colori, 100 pagine, 24€. 

Dungeon 6 – Lunghe Ombre su Alphazyr Avventura dimostrativa per Dungeon 6, il Gioco da Tavolo fantasy di esplorazione di labirinti, epiche battaglie e meravigliosi tesori, dotato di un immediato sistema di generazione procedurale. Per chi non ha fatto in tempo a partecipare al Kickstarter di Dungeon 6, sarà possibile contribuire scegliendo una ricompensa tra quelle disponibili nella raccolta fondi. In questo modo si potranno ottenere le magnifiche esclusive del Kickstarter e prenotare la propria copia di Dungeon 6, in uscita per Modena Play 2020. Libro spillato, tutto a colori, 34 pagine, prezzo variabile in base alla ricompensa scelta.

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Crossmedialità? InnTale con “Luxastra” lo sta facendo bene

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Il claim del primo volume a fumetti tratto dalla campagna di Inn Tale, arrivata su youtube alla sua seconda stagione, recita così per spiegare cos’è il loro spin off “Luxastra”:

Dietro a ogni gruppo di eroi… c’è un intero mondo popolato da persone comuni! E, ogni tanto, capita che le loro strade si intreccino.
Tamara e Adain, due giovani in forze presso le guardie della città di Fatumastra, si uniscono ai più famosi avventurieri Dalia, Galgith, Hann, Letho, Rendar e Shiran contro gli spaventosi esseri detti Elfi delle Macerie.

Il volume è acquistabile online ed è possibile ritirarlo di persona al Lucca Comics che si svolgerà dal 30 ottobre al 3 novembre nella omonima città toscana. Al Lucca Comics ci sarà anche la presentazione ufficiale del progetto, palcoscenico perfetto per incarnare entrambi i lati della kermesse: fumetto e gioco.

Il progetto di Inn Tale ricalca per alcuni aspetti l’esperienza di Matt Mercer e da essa trae sicuramente ispirazione, ma è un progetto che va anche molto per conto suo e che è stato capace di inventarsi uno spazio autonomo anche grazie all’importante assetto grafico che lo caratterizza e che vede in Luxastra – chiaramente – il suo sbocciare. Non mi stupirebbe se – in un futuro nemmeno troppo lontano – diventasse una campagna per la 5a edizione di D&D da completare con un bel kickstarter. Le professionalità e gli agganci ci sono tutti, vedremo. Intanto l’idea di mettere il gdr in video, e poi in fumetto, fa capire che questi ragazzi hanno un progetto crossmediale ben piantato in testa.

Ne riparleremo…

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