Feltrinelli ci riprova

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Nel settembre del 2020 apparve, decisamente a sorpresa, una call-for-ideas dedicata al mondo del gioco da tavolo e promossa dal noto editore milanese: Feltrinelli. Il bando proponeva di finanziare al 50% (e fino a 15mila euro) un gioco da tavolo che sarebbe stato poi venduto nel circuito – abbastanza grande sebbene in contrazione – delle librerie Feltrinelli in giro per l’Italia e tramite i canali online della stessa oltre che IBS. Oggettivamente una novità, da qualche tempo Feltrinelli ha dedicato – almeno nei suoi punti vendita più grandi – dello spazio al gioco da tavolo, segno che c’è un segmento (quello dei family game) che è in grande ascesa, al punto da interessare anche l’editoria mainstream, ma che essa fosse disponibile anche a produrre e parzialmente finanziare progetti ex novo è – e resta – davvero interessante. Ora Feltrinelli ci riprova, nel senso che a quanto pare il progetto va avanti e che a breve vedremo la prima creatura, frutto di quel bando iniziale, un titolo di nome Aster, un progetto di Mensa Italia

Un gioco, si legge, “di intuito e di logica spaziale (da 2 a 4 giocatori), in cui, attraverso semplici regole, dovrai generare, muovere sulla mappa e distruggere stelle con un unico obiettivo: ricostruire le costellazioni come le vediamo dalla prospettiva terrestre per reclamarle prima degli altri giocatori” che ha raccolto 18 mila euro su Produzioni dal Basso e che quindi verrà co-finanziato per altri 15 mila. Cifre molto modeste se comparate con la media dei kickstarter nell’ambito boardgame.

La sensazione quindi è quella per cui Feltrinelli crede nel progetto a sufficienza da portare avanti il progetto, ma non ancora abbastanza da mettere su un team editoriale che – come per i libri – faccia scouting delle proposte estere da portare in Italia o dell’inedito italiano da pubblicare per la prima volta facendo una scommessa, il che non fa che confermare la delusione per chi scrive, che vedrebbe con grande favore un interesse – e un investimento – di tipo “industriale” che una casa editrice solida e famosa come Feltrinelli potrebbe essere, e che sicuramente contribuirebbe alla vivacità e alla crescita di tutto il settore del gioco, non più relegato alle nicchie (ancorché in crescita costante) ma definitivamente consacrato al mainstream.

Di nuovo peccato, anche perché – di nuovo – le tempistiche per il bando sono troppo strette per chiunque non abbia un gioco già pronto in mano: c’è tempo dal 1 marzo fino alle ore 12 del 30 aprile 2021 per candidare la propria idea, che verrà sottoposta ad una giuria. Una e una sola delle idee proposte verrà ammessa al crowdfunding e andrà finanziata entro giungo 2021.

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Giocare contro “fascismo” e “capitalismo”

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Cambia il mondo, cambiano le percezioni del mondo, cambia il modo di giocare i mondi. Sempre di più nella narrativa fantastica si aprono questioni politiche e di politica. Dalla sessualità dei personaggi, fino al loro credo politico. In fondo non è un caso che pur in chiave satirica nel periodo di massima diffusione di Game of Throne, in Italia prendesse piede una pagina come “Comunisti per Daenerys Targaryen” (per altro spassosa). E per quanto riguarda la controparte ludica? Del gioco da tavolo ci eravamo occupati qui, con una lista certamente non definitiva, ma nel mondo del gioco di ruolo? Ci sono due novità di cui vorrei parlare oggi. Una è uscita a Lucca 2019 ed è edita da MS Edizioni, che ha deciso di puntare su un titolo molto particolare e sicuramente niente affatto neutrale: “Sigmata. This Signal Kill Fascists” in cui i personaggi interpretano dei resistenti ad un regime oppressivo negli anni ’80 a cui un misterioso segnale in FM risveglia le capacità speciali dei loro corpi cibernetici per affrontare i pericoli rappresentati dalle forze dell’ordine e non solo. Un po’ supereroi contro la municipale che incontra Robocop nel mondo di Watchman. Si scherza eh, l’ambientazione e il gioco sono molto seri e molto intriganti. In questo gioco si parla di situazioni reali o realistiche, del ruolo dei media nello screditare movimenti antagonisti o di protesta rispetto allo status quo, sul ruolo della repressione poliziesca e la censura. Fascist nell’originale americano non è totalmente assimilabile al “Fascista” italiano, è un termine che conosce la propria origine, ma che viene usato per qualunque regime oppressivo, al di là del colore politico. I personaggi fanno parte di una ristretta cerchia di partigiani, appartenenti alla Resistenza, lo scopo è sia combattere il Regime che migliorare la consapevolezza della popolazione che quella della Comunità Internazionale. Lo scopo è rovesciare il Regime.

Di genere abbastanza diverso e tutto italiano è un progetto di una etichetta indie al suo primo crowdfunding: Dura-Lande, di cui avevamo già parlato con una intervista alla game designer Marta Palvarini (che recuperate qui) poco dopo l’annuncio alcuni mesi fa. Nel frattempo il playtest è proseguito, il gioco è stato provato in diverse occasioni e soprattutto è arrivato sulla piattaforma etica “Produzioni dal Basso“, a testimonianza che l’impegno politico del gioco è a 360 gradi (piattaforme indipendenti, copyleft, ecc).

Quello che colpisce del progetto di Asterisco Edizioni è una critica serrata al capitalismo e al consumismo per creare una versione parodistica dell’Italia del futuro, dove tutte le caratteristiche attuali sono accentuate e portate al parossismo. Il modulo su Milano/Expo è molto bello e davvero dimostra di avere un approccio innovativo. Mi sento di sposare la definizione di Michele Bellone su Wired:

Uno dei temi centrali di Dura-Lande, infatti, è la riorganizzazione del capitalismo in nuove e diverse forme, che caratterizzano le nuove strutture societarie sorte dalle ceneri della società precedente. Questi neo-gruppi societari sono chiamati Clade, definite come “gruppi tassonomici di riferimento” dal saggio Borso Caladri detto “Lo Sterling” – in omaggio a Bruce Sterling, che aveva usato questo termine nel romanzo La matrice spezzata.

Quello a Sterling non è l’unico richiamo al cyberpunk: prima della guerra la società si era evoluta nelle direzioni immaginate dagli autori della corrente letteraria di cui Sterling, insieme a William Gibson, è stato uno dei principali esponenti. Una società iperveloce, popolata da esseri umani potenziati con innesti tecnologici e biologici, e dominata da corporazioni potenti come stati – che infatti hanno scatenato la Poliorcesi.

Dal cyberpunk si passa all’ecopunk, dove la componente “eco” è data dal peso che hanno nell’ambientazione le dinamiche ecologiche ed economiche che si instaurano fra le tante comunità che popolano le Dura-Lande (cioè quella che un tempo era chiamata Italia). Oltre alle già citate Clade ci sono le Corp – eredi delle megacorporazioni prebelliche, ciascuna definita da una propria visione economica e ancora abbastanza potenti da formare dei proto-stati – e le Org, la cui matrice è di tipo ideologico, che possono andare dalla piccola setta che crede nel potere rigenerativo delle rocce appenniniche alla Chiesa Cattolica. La componente “punk” è invece incarnata dallo spirito di lotta e ribellione in un mondo che gli autori definiscono «un luogo di oppressioni e privilegi, discriminazioni ed esclusioni».

Un cyberpunk italiano (ma senza spaghetti), segno di una vitalità della comunità ludica nostrana e una ambientazione che meriterebbe di essere esplorata anche narrativamente a mio avviso. Molto interessante la risposta di Martu Palvarini su Cercatori di Atlantide:

Dura-Lande è un gioco anticapitalista. Parla del capitalismo e della sua riorganizzazione in un’epoca in cui è costretto a prendere dal passato antiche forme di sfruttamento e integrarle con nuove forme di
sfruttamento. Corp., tecnica per il profitto, OGM, sistema imperialista, economia rapace, nelle Dura-Lande il “business” è tutto.

A questo si oppongono alcune Clade, gruppi, organizzazioni che sono attivamente anticapitaliste, costruiscono mutuo soccorso sui territori, autogestione degli spazi, favoriscono l’idea di “vivere senza padroni” e senza Corp. Sono la Teppa Solare, i Solar Punk, e anch’essi non sono privi di contraddizioni, come un accentramento dei poteri decisionali su di un “politburo” della Clade Officina 52 o l’estrema disorganizzazione anarco-raver della Clade Dégagé.

Per approfondire consiglio anche l’intervista su VICE, molto approfondita su questo aspetto. Nel frattempo buon gioco ma soprattutto, pledgiate

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Un nuovo kickstart per il Cypher System

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La Wyrd Edizioni lancia oggi un nuovo kickstart per produrre una versione, in italiano, del Cypher System, il regolamento che Monte Cook (lavorò con la ICE e soprattutto con la TSR  per la seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons ed ebbe un ruolo centrale anche nella definizione del d20 System alla base della 3a edizione di D&D), una vacca sacra del gioco di ruolo americano, ha elaborato per il suo Numénera, un gioco di ruolo dalle ambientazioni all’incrocio tra Dune, Mad Max, Nausicaa della Valle del Vento e molto altro. Già dopo poco era uscita una seconda ambientazione The Strange, anch’essa già disponibile in italiano.  Con quella mossa la casa americana che prende il nome dal suo fondatore, la Monte Cook Games, svincolava il sistema dall’ambientazione e rendeva utilizzabile il proprio personaggio per qualsiasi altra ambientazione, e quindi gli ingredienti per essere definito un regolamento universale c’erano già tutti. Ora il passaggio definitivo: 3 nuove ambientazioni che si possono intuire dal “trailer” realizzato dalla Wyrd:

Qui il link al kickstart per chi volesse partecipare, ricchi premi e cotillon per chi lo facesse entro le prime 24 ore come spiega Elisabetta Albini, cofondatrice della Wyrd con questo post:


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Chi vuole far aprire il Centro Studi Tolkeniani?

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Anche in questo caso si tratta di un crowdfunding, questa volta sulla piattaforma Indiegogo, ma il tema è decisamente diverso. Non un gadget o un gioco, qui si tratta di aprire il primo Centro Studi dedicato a JRR Tolkien d’Italia, promosso dall’Associazione Studi Tolkeniani che, come spiegano sul loro sito:

Gli ambiti di indagine dell’Associazione sono strettamente legati alle competenze specifiche dei suoi iscritti e i suoi fini sono esclusivamente letterari e artistici. Le opere del professore di Oxford sono anche lo spunto per conoscere altre opere letterarie coeve e autori che fecero il suo stesso percorso artistico. L’Associazione è inoltre aperta alla collaborazione con altre organizzazioni che abbiano analoghe finalità presenti in Italia e all’estero.

Di seguito il video esplicativo del loro progetto:

In caso di successo il Centro aprirà i battenti a Dozza, in provincia di Bologna:

Un affascinante borgo medievale posto su una collina e dominato da un’imponente Rocca sforzesca, a pochi passi dalla città universitaria di Bologna. Dove  ogni due anni si svolge il FantastikA, un evento tutto dedicato all’arte e alla cultura del fantastico.

Di seguito i vari obbiettivi che il CST si propone in base alle risorse che riuscirà ad ottenere. Al momento si è garantita la possibilità di “aprire i battenti” raggiungendo – e superando – la quota di 5 mila euro. Il vero prossimo step è raggiungere i 18 mila che apriranno e renderanno realmente operativa la Tana del Drago…


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Una spilla che vale un tesoro…

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Segnaliamo volentieri l’iniziativa di questi giovani designer italiani, anche perché li abbiamo incontrati dal vivo al Modena Play (poi ne parliamo) di quest’anno con in mostra la versione precedente (che se possibile era ancora più figa) di questa che attualmente è in attesa di finanziamento su Kickstarter.

Lo diciamo subito: noi sottoscriviamo e alla prossima occasione la indosseremo sicuramente.

Per dare una mano qui c’è il loro progetto su KS


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