Asmodee Italia e Aconyte Books si stringono la mano

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Asmodee Entertainment è lieta di annunciare che la sua nuova casa editrice di narrativa, Aconyte Books, ha siglato un accordo pluriennale con Asmodee Italia per la traduzione e la distribuzione sul mercato italiano della sua linea di romanzi.

L’offerta di Aconyte include serie basate sui mondi che fanno da background ai giochi più famosi di Asmodee, tra cui Arkham Horror, Twilight Imperium, KeyForge, La Leggenda dei Cinque Anelli, Descent e Pandemic. I romanzi raccontano storie fantasy e di avventura completamente inedite ambientate nel ricco immaginario creato dai giochi, capaci di attrarre sia fan devoti che un pubblico più generico di lettori. I primi titoli dovrebbero arrivare nelle librerie e negli hobby store nella primavera del 2021.

Marc Gascoigne, Editor di Aconyte, ha dichiarato: “Per noi è molto importante avere i partner giusti. Nel mercato italiano, Asmodee ha due vantaggi naturali: vanta precedenti esperienze di pubblicazione di libri e sta già traducendo e promuovendo i giochi ambientati negli stessi mondi a cui appartengono i romanzi. Siamo estremamente lieti di lavorare con Asmodee Italia per portare i nostri libri ai lettori italiani.”
Un entusiasmo condiviso anche da Massimo Bianchini, Country Manager di Asmodee Italia, che ha dichiarato: “Abbiamo iniziato a costruire la nostra realtà imprenditoriale proprio sui libri, pubblicando romanzi e localizzando manuali di giochi di ruolo. Questa nuova sinergia con Aconyte ci permette di vivere in modo ancora più profondo un aspetto che è sempre stato presente nel DNA della nostra azienda: siamo certi che sarà un’avventura appassionante e stimolante.”

Il Gruppo Asmodee

Asmodee Entertainment è una piattaforma appartenente all’editore e distributore di giochi Asmodee. La sua missione è estendere le proprietà intellettuali di Asmodee a programmi TV / film, romanzi e fumetti, intrattenimento basato su luoghi e prodotti di consumo, lavorando a stretto contatto con Asmodee Boardgames e Asmodee Digital. Attraverso le migliori partnership selezionate fra le opportunità presenti in ogni ambito, Asmodee Entertainment creerà proprietà intellettuali e marchi realmente globali.

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La “nuova” Guerra delle Lance? In tribunale…

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Purtroppo non stiamo parlando del seguito degli amatissimi romanzi fantasy della Saga di Dragonlance di Margareth Weis e Tracy Hickman ambientati nel mondo fantasy di Krynn, bensì di una disputa legale tra gli autori dei diversi cicli di romanzi che hanno modellato quell’ambientazione di D&D e la proprietaria di quella IP, la Wizards of the Coast che dopo l’acquisizione della TSR nel 1997 si è ritrovata con molti di questi marchi (da Forgotten Realms a Dark Sun fino appunto a Dragonlance) frutto dell’attività precedente della casa editrice fondata da Gygax e Arneson. Ma cosa succede esattamente?

L’accusa da parte di Weis e Hickman sembra essere molto circostanziata, il progetto di una nuova trilogia fu proposto nel 2017 alla Wizards, e nel marzo del 2019 si era concluso un accordo vincolante che riguardava anche la Penguin come editore fisico dei romanzi che sarebbero scaturiti dal lavoro dei due autori. La Wizards – dicono i querelanti – ha avuto voce in capitolo su tutto: arco narrativo, dettagli anche considerevoli (sono state riscritte diverse parti per assecondare le richieste del proprietario della IP), così come l’approvazione dell’editore. Gli accordi di lavoro erano così avanzati che nel gennaio del 2020 la Wizard aveva già dato il via libera, approvandolo, del “Libro 1“, evidentemente soddisfatti del lavoro fin qui svolto. Addirittura avevano già approvato i diritti per le edizioni straniere e le traduzioni (intanto quella tedesca)

Cosa è successo?

I querelanti spiegano come attivamente si siano adeguati agli standard moderni di inclusività nelle loro storie esattamente come richiesto dalla Wizards, al punto di ricevere per l’appunto anche il nulla osta sul primo volume, e in ogni caso – secondo quanto riportato negli accordi di Licenza tra le parti – sarebbero stati da un lato disponibili ad ogni aggiustamento, ma soprattutto nel pieno diritto di avere la possibilità di farlo. In pratica – secondo Weis e Hickman – il secco niet arrivato come una doccia fredda il 13 agosto 2020 sarebbe ingiustificato (non ci sono mai stati problemi) né giustificabile (nel contratto c’è scritto che ad ogni richiesta di modifica i due hanno un tempo stabilito per fare correzioni e controproposte). Né la Wizards ha accusato il duo di inadempimenti o rotture contrattuali. La rottura sarebbe dunque arbitraria e fuori dal contratto stesso tra le parti. Inoltre – ben sapendo quali fossero gli accordi tra i Creatori e la Penguin – la scelta di bloccare la licenza ha un effetto immediato anche sull’altro contratto. Si parla di potenzialmente diversi milioni di dollari di mancati introiti.

LEGGI ANCHE: Aggiornamenti draconici

Ma cosa è cambiato alla WotC?

Nel frattempo – dicono i querelanti – alla WotC erano piovute addosso critiche e querele per comportamenti razzisti e sessisti, comprese della cause di lavoro riguardanti la misoginia, che però non avevano nulla a che fare con il brand di Dragonlance e che WotC e la casa-madre Hasbro abbiano voluto soffocare sul nascere i nuovi libri della famosa IP per evitare nuove polemiche o accuse di razzismo. Intanto cambiavano i punti di riferimento in WotC per il progetto ed entrava nel team, come Head of Story and Entertainment il discusso Nic Kelman, oggetto nella querela di alcuni accenni ad un suo controverso romanzo accusato apertamente di promuovere misoginia e pedofilia sulla rete. Un modo probabilmente per accusare indirettamente la Wizards di ipocrisia e di applicare una sorta di “doppio standard”? Probabile, ma tutte le richieste portate avanti da Kelman (dall’uso della Pozione d’Amore come riferita nel regolamento della 5a edizione, fino ai potenziali connotati negativi di nomi e a situazioni riguardanti il sessismo) sono state accolte – dicono – dai Creatori. Il problema sono le critiche di razzismo che abbiamo visto questa estate riguardante Magic che ha poi portato ad escludere certe carte (poi espunte dai mazzi ufficiali) e alcuni dei suoi artisti o testimonial. Al contempo mentre Hasbro-WotC doveva surfare tra le varie accuse di razzismo e sessismo si è scoperto che avrebbe contattato la Penguin interferendo direttamente con il contratto tra essa e i Creatori. In tutto questo molte caparre e anticipi sono stati versati sia ai Creatori sia alla WotC…

In conclusione…

Allo stato attuale dunque la questione è in mano ai legali, Weis e Hickman chiedono i danni per almeno 10 milioni di dollari alla WotC e soprattutto chiedono alla Corte giudiziaria un ordine vincolante che imponga alla Wizards di permettere la pubblicazione della trilogia. Le accuse in sostanza sono tre: 1) danni per inadempimento di contratto; 2) violazione della buona fede e della corretta contrattazione e 3) interferenza indebita nel contratto con la Penguin. Attendiamo e speriamo…

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Ecco i campfire di Lucca Changes

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Lucca Changes (l’edizione 2020 di Lucca Comics & Games all’insegna del cambiamento), presenta la lista definitiva dei 115 Campfire sparsi su tutto il territorio nazionale. Durante l’edizione di quest’anno, i negozi specializzati che partecipano all’iniziativa diventano gli avamposti della manifestazione consentendo a tutti gli appassionati di partecipare al festival. Un festival diverso dal solito e in linea con le norme di sicurezza anti Covid-19 previste dalla legge italiana.

Per l’occasione, Lucca Changes ha affidato all’illustratore Andrea Piparo il compito di realizzare la bellissima mappa fantasy che svela in una versione grafica inedita la collocazione di questi stargate in collegamento diretto con la manifestazione. Inoltre, all’interno dei 115 negozi aderenti all’iniziativa, Funko distribuirà due Funko Pop in una speciale edizione limitata: Iron-Man e Zombie Wolverine.

Durante tutta la durata del festival, i 115 Campfire saranno aperti a tutti e svolgeranno regolare attività. Ma non finisce qui, per stimolare una partecipazione ancora più immersiva nel mondo dei Campfire, sarà possibile acquistare il Campfire Pass, dal costo di 8 euro, un vero e proprio programma di “membership” grazie al quale sarà possibile accedere ad alcuni contenuti riservati. Di questi 8 euro, 2 euro saranno versati al negozio indicato in fase di registrazione in forma di crowdfunding. Con l’acquisto del Campfire Pass si otterrà accesso a una webapp grazie alla quale l’utente riceverà un coupon digitale per il ritiro della Bag of Lucca, una scatola contenente diversi gadget esclusivi: dai due mazzi del gioco di carte KeyForge ad uno speciale quaderno dei giochi con tre giochi creati appositamente dai game designer Pierluca Zizzi e Marta Tuveri, Stefano Castelli e Alan D’Amico e il team di Acchiappasogni per Lucca Changes.

I 115 avamposti che accoglieranno gli appassionati nel 2020 sono solo il primo tassello che porterà alla creazione, negli anni, di un festival diffuso. Il progetto Campfire, infatti, già allo studio dal 2017, ha posto da subito l’accento sulla riflessione specifica a proposito del ruolo dei negozi all’interno della filiera. Negli anni, infatti, si è venuta a creare un’ecologia felice che ha congiunto il festival Lucca Comics & Games a editori, pubblico e territorio. Con questo progetto, i negozianti trovano un punto di appoggio per inserirsi a loro volta come attori protagonisti di questo ecosistema.
Il 2020, quindi, vedrà l’avvio di una prima fase di sperimentazione del progetto Campfire, accolto con grande entusiasmo dai negozianti e che, nei prossimi anni, punta a includere direttamente anche soggetti territoriali diversi, dalle associazioni ai musei, coinvolti quest’anno con modalità differenti.

ECCO L’ELENCO COMPLETO!

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Torna Hero Quest! Poteva anche evitare

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screenshot dalla pagina del crowdfund

Oltre dieci giorni di attesa per un progetto che sapeva di infanzia, amici sdraiati per terra attorno al tabellone, eroi, mostri, merendine e nostalgia. Insomma c’era davvero tutto, e in questo periodo in cui il dungeon crawling è tornato di moda, cosa c’è di meglio del ritorno di uno dei monarchi del genere? Questo era un po’ il livello di attesa mio e di molti nella community a proposito dell’annuncio di Hasbro (!) e Avalon Hill di una sua riedizione. Scaduto il countdown però ci si trova di fronte ad un prodotto un po’ troppo paraculo. Mi spiego.

E’ tutto molto “Hero Quest”, ma gli è stato tolta quella patina di sporco che era tipica delle vecchie miniature e immagini marchiate Games Workshop. E’ un dungeon pulitino, con personaggi pulitini. Apparentemente è una riproposizione fedele, ma troppo patinata.

Per realizzarlo servirà un crowdfund su una piattaforma diversa dal solito Kickstarter, cioè quella proprietaria di Hasbro: PULSE. La quale tra le altre cose non prevede di spedire in Europa. Il prodotto è dunque SOLO per USA e Canada. Grazie tante. A questo ci si aggiunge un doppio pledge a 100 e 150 dollari (centesimo più, centesimo meno), un goal a 1 milione e streatch goal non proprio succosi. Per avere il “pacchetto completo” (cioè 5 miniature in più, 6 dadi e un libro di avventure) bisognerà arrivare a 2 milioni di dollari.

Obbiettivamente per quella cifra CMON ci avrebbe dato molto di più, e avrebbe inserito moltissimi add-on per personalizzare l’esperienza, avrebbe messo molte più esclusive nel KS. L’impressione qui è che dopo 30 anni non si sia sviluppata che pochissima roba in più: se mi devi spennare ne deve valere la pena.

Una cosa interessante però è che il progetto viene chiamato “Game System”, a riprova che quanto detto dalla Tana dei Goblin sul fatto che HQ fosse – di fatto – un eccellente editor di missioni non è lontano dal vero. Vorranno sfruttare la cosa se il lancio va bene, logicamente.

Personalmente sono molto deluso, e voi che ne pensate?

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dV Giochi in prima serata: un talk settimanale per famiglie

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Tutti sono impegnati nel coinvolgere un pubblico sempre più ampio nel mondo del gioco da tavolo, alcuni lo sono più di altri e lo fanno con maggiore incisività e preparazione. Mi pare di poter dire che dV Giochi fa parte di questa seconda categoria. La casa umbra infatti ha deciso di dedicare dello spazio sui suoi canali social per un talk settimanale che coinvolga esperti del settore ma soprattutto esperti di bambini, che possano quindi consigliare davvero i genitori circa il coinvolgimento dei più piccoli coi giochi da tavolo. Si comincia mercoledì 23 settembre alle ore 21, modera gli incontri Roberta Scotto, giornalista e fondatrice del gruppo Facebook “Giochi da tavolo e di società per bambini“, ma vediamo nel dettaglio:

Gli ospiti, tra cui annoveriamo il docente e divulgatore Luca Raina, l’autore di giochi e game trainer Gabriele Mari, le neuropsicologhe Dr. Elisa Riboni e Dr. Chiara Dallatomasina, racconteranno il mondo del gioco e dell’educazione secondo diversi punti di vista e partendo da background differenti. Altri professionisti dell’educazione, esperti del settore ludico, genitori e influencer saranno annunciati prima di ogni puntata.

Lo show sarà rivolto a genitori che desiderano introdurre il gioco da tavolo nelle loro abitudini familiari, a quelli che vogliono approfondirne la valenza educativa e l’impatto sullo sviluppo della sfera cognitiva, relazionale e valoriale, a chi conosce e usa regolarmente i giochi e a chi ne è completamente digiuno. “Giocare in famiglia” significa divertirsi e crescere insieme; i dV Talk offriranno un’occasione di dialogo basato sullo scambio di esperienze e su suggerimenti pratici, al fine di divulgare i valori positivi del gioco da tavolo in famiglia.

I genitori saranno parte attiva della conversazione: ogni settimana il tema della puntata settimanale sarà oggetto di un dibattito con la community sui social, e i commenti saranno lo spunto per la discussione tra gli ospiti.

Grazie alla collaborazione di autori di giochi esordienti o già affermati, in ogni puntata ci sarà spazio per un “Game Attack”: un gioco originale da creare a casa propria, utilizzando semplici materiali di riciclo.

Di seguito le date e gli argomenti delle puntate, suscettibili di variazioni.

23 settembre – ore 21:00Accendere le menti con i giochi da tavolo
30 settembre – ore 21:00Saper vincere, saper perdere e collaborare
7 ottobre – ore 21:00 Rispettare le regole, i tempi, i materiali
14 ottobre – ore 21:00 Acquisire fiducia in sé stessi e autonomia
21 ottobre – ore 21:00 Uscire dagli schemi e stimolare la creatività

Buona visione e buona fruizione!

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Eric Lang lascia la guida di CMON

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Un po’ a sorpresa, ma apparentemente senza strappi con CMON che ha guidato con successo per tre anni (con lanci record come Marvel Avengers e Ankh), il mitico Eric Lang, game designer di grande talento e fama, lascia il suo ruolo di direttore esecutivo della casa che più di tutte ci ha abituato a giochi con un tripudio di miniature di altissima qualità. Nel comunicato si legge:

“Gli ultimi tre anni sono stati fantastici, sia professionalmente che personalmente,” ha spiegato Eric. “Negli ultimi mesi, abbiamo redatto un piano di rilascio a lungo termine con alcuni titoli veramente eccellenti, che continueranno a portare frutti per molti anni a venire. Ora mi sembrava il momento giusto per tornare alle mie radici, concentrandomi sul game design e nell’attivismo per il nostro fantastico hobby.”

David Preti, COO di CMON, ha detto: “Eric ha avuto una corsa senza precedenti alla CMON, e ogni gioco che ha progettato per noi ha alzato un po’ il livello. Insieme, abbiamo costruito da zero il team di progettazione e sviluppo del settore. Sono orgoglioso del nostro lavoro insieme e di poterlo definire un caro amico, e gli auguro ogni bene. Non vedo l’ora di lavorare con lui in questo nuovo modo.”

L’uscita da CMON sarà effettiva dal 1º settembre 2020. “Sono così orgoglioso di questa squadra – dice ancora Lang -, e di quanto siamo cresciuti insieme. In effetti, mi sento molto fortunata di poter continuare a lavorare con CMON in questa nuova veste di freelance nel futuro. Tieni d’occhio gli incredibili giochi che ci aspettano.” I prossimi giochi CMON di Eric includono adattamenti da tavolo di Cyberpunk 2077, un sequel di Blood Rage, un gioco per famiglie co-progettato con Mike Elliot dal nome provvisorio di Barrrge, così come più di una dozzina di altri progetti in diverse fasi di sviluppo.

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“From Salerno to Rome” l’unboxing del prof Barbero. Only love reaction!

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Svegliarsi al mattino e trovare che due delle proprie passioni si sono incontrate così nobilmente è emozionante. Essendo un fan – anzi un #barberosessuale – del professore piemontese, sapevo della sua passione per il genere wargame (tra l’altro lui nasce come storico militare) ma vederlo spiegare il nuovo gioco di Sergio Schiavi per Dissimula Edizioni è davvero bellissimo. C’è tutta l’energia di questo grande divulgatore e tutta l’esperienza di un giocatore con diversi anni di gioco alle spalle. Vi lascio alla visione e credo all’acquisto sulla fiducia…

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Le fiere al tempo del Covid (aggiornamento)

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Battendo tutti sul tempo la Milan Game Week ha annunciato che la fiera si farà, sarà a novembre ma sarà una fiera virtuale, la prima in Italia tra l’altro, l’annuncio proprio oggi, tra l’altro questa edizione (la decima) vede la fusione con l’altro evento meneghino: il Cartoomics, per cui la formula finale sarà molto attrattiva per tutto l’ambito della cultura geek. Le date di novembre sono dal 26 al 29 e quindi in competizione indiretta con Lucca Comics and Games (in teoria dal 28/10 al 1/11) con cui condivide almeno una parte dei temi.

Proprio LCG ha fatto sapere che tenterà la strada della fiera pur con alcuni accorgimenti, proprio mentre Play getta la spugna definitivamente (troppe le defezioni da parte degli espositori), e passa la mano rimandando tutto all’anno prossimo.

Come dice Repubblica:

La parte in presenza di Lucca sarà con incontri a numero chiuso quando e se possibile all’aperto, recuperando più luoghi adeguati possibile. Quella digitale punterà invece sul fandom. La comunità degli appassionati di fumetti e giochi su cui si basa la fiera è tra quelle storicamente più attive in rete. Non solo dirette, dunque, ma, dicono gli organizzatori, sarà prevista anche la partecipazione a distanza degli spettatori, magari con programmi appositi ed eventi esclusivi a pagamento. Una possibilità per moltiplicare il pubblico e ampliarlo rispetto a quello tradizionale. “L’obiettivo è, e sarà, crossmedializzare l’evento crossmediale”, dice Emanuele Vietina, direttore del festival, “e offrire quello che Lucca solitamente dava in un unico momento, stavolta attraverso molteplici piattaforme la cui somma possa produrre ‘l’effetto Lucca’”.

L’idea di Lucca C&G è quella di rendere la fiera diffusa, trovando accordi e partner nei negozi di giochi e di comics sparsi per l’Italia, è il progetto Campfire, ma i particolari (e l’efficacia) di questa modalità sono ancora tutti da scoprire.

L’augurio che facciamo a tutti è che siano un successo, sia di pubblico che di post evento, naturalmente continueremo a tenere occhi e orecchie aperte per eventuali cambiamenti!

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Un webinar gratuito su “Gioco e Storia”. Vi interessa? Leggete qui!

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Giovedì 4 giugno, dalle ore 17.00 alle ore 19.00, Il Salotto di Giano APS organizza e promuove il webinar “Storia in Gioco“. Un evento che vuole contribuire alla riflessione, in atto in questi ultimi anni, sulla valenza del gioco in ambito didattico-divulgativo. Un momento virtuale di dialogo tra ambiti che da tempo si rincorrono e che, in questo momento di crisi dovuta al Covid-19, cercano una nuova sintesi per poter costruire percorsi per una didattica innovativa. “Storia in Gioco” vuole essere il primo di una serie di appuntamenti formativi, un’occasione di confronto tra il mondo accademico e quello ludico, rivolto a professionisti del settore, docenti di ogni ordine e grado, appassionati di gioco e studenti.

Si mostrerà come il metodo d’indagine storica e le discipline umanistiche possano applicarsi all’ideazione, sviluppo e produzione di giochi e come essi possano contribuire alla loro divulgazione, con un focus sull’Impero Romano. Gli interventi spazieranno su tre diversi ambiti: giochi in realtà aumentata, giochi di ruolo e giochi da tavolo.
L’evento vede la partecipazione di Gino Roncaglia, professore di Digital Humanities presso l’Università di Roma Tre, Francesca Garello, archeologa e consulente storica per giochi (quali, ad esempio, Lex Arcana e I Misteri delle Catacombe), Giuseppe Tamba e Alessandro Lanzuisi, Responsabili di Ergo Ludo Editions, casa editrice di giochi da tavolo specializzata in prodotti a tema storico-letterario. La moderazione dell’incontro è a cura di Laura Cardinale, vicepresidente de Il Salotto di Giano e Coordinatrice della Giano Academy – Accademia del Gioco di Ruolo.

«Abbiamo sempre creduto nell’importanza di creare momenti di riflessione e dialogo fra gli esponenti della realtà ludica e accademica, per poter creare nuovi percorsi da intraprendere, nell’incessante ricerca di crescita individuale e collettiva» afferma Orietta Albertini, presidente de Il Salotto di Giano APS. «Il gioco è uno strumento efficace per incentivare la socializzazione, l’inclusione e il confronto intergenerazionale»
Il Salotto di Giano è da anni impegnato nella promozione della cultura ludica e letteraria, attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni a carattere storico e scientifico che coniughino l’aspetto didattico all’intrattenimento. Attraverso la Giano Academy – Accademia del Gioco di Ruolo contribuisce alla formazione e/o specializzazione di figure professionali in ambito ludico.

L’evento è patrocinato da Federludo (Federazione Italiana di Associazioni Ludiche), impegnata dal 2017 nella diffusione della Cultura del Gioco, cosiddetto “Intelligente”.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, necessaria l’iscrizione tramite il link:
http://www.ilsalottodigiano.it/event/storia-in-gioco-webinar/

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Silence of Hollowind: l’urban fantasy a tinte noir raddoppia!

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Forte di una sua community attenta e partecipata e reduce dal successo del kickstarter di Brancalonia a cui ha partecipato, Ludiblood, il collettivo ludico narrativo capitanato da Luca Bellini, sta per portare sulla piattaforma di crowdfunding più famosa del mondo, il secondo volume dell’ambientazione di The Silence of Hollowind.

Se il primo – di cui parleremo tra poco – è un setting di base dove si spiegano gli aspetti principali della società e della storia della megalopoli di Hollowind e della sua vita a circa quarant’anni dalla rivolta della popolazione (assai variegata invero) contro i disastri perpetrati dai maghi, nel nuovo volume, dal 2 giugno su KS, si approfondiranno gli aspetti legati ai dipartimenti che mantengono l’ordine in città.

Il titolo del nuovo volume è “Investigative Agencies” (qui potete trovare una prima preview) “contenente approfondimenti su tutti i Dipartimenti presenti a Hollowind, fino alle sotto-sezioni che mantengono l’ordine nelle città. Più di 70 tra uffici, sezioni, istituti e divisioni!“. Inoltre si aggiungerà la possibilità di giocare – cosa non prevista finora – non solo agenti di polizia, ma anche investigatori privati, cacciatori di taglie o giornalisti. Gli spunti sono davvero molteplici e possono aiutare i Narratori a costruire meglio campagne di lungo periodo, immaginando anche una progressione di carriera dei personaggi tra i vari ingranaggi della macchina amministrativa della Città o introducendo rivalità e lotte di potere tra i dipartimenti.

Ma che cos’è Silence of Hollowind?

Mi sono imbattuta in Silence of Hollowind mentre passeggiavo tra gli stand di Lucca 2019 in attesa che mio marito finisse uno dei seminari che stava seguendo. Subito sono stata attratta dai tratti noir dello stand , dal telefono di bachelite, da una serie di documenti (che poi ho scoperto essere i dossier dei casi) e dalla mappa della città . Ammetto di essere un’amante dei giochi di investigazione ma ero del tutto nuova al mondo del gdr se non per qualche sporadica one shot. The Silence of hollowind mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti nerd!

TSOH si presenta come un gdr investigativo, all’interno di una metropoli che ricorda molto le città americane degli anni’30 , popolate però non solamente da umani bensì anche da elfi, nani, orchi e altro ancora… ma a differenza del fantasy tradizionale la magia è un elemento proibito e anche i più semplici oggetti magici possono essere perseguiti come una fiaschetta di whiskey durante il proibizionismo.

La caratteristica principale di questo progetto è che non gira su un sistema predeterminato (generico o proprietario) ma è aperto alla fruizione tramite diversi tipi di regolamento, come ad esempio OGL 5ed, Savage Worlds e Fate.

Oltre al manuale base, che si presenta con un design editoriale accurato ricco di spiegazioni (ma anche di ritagli di giornale, appunti scritti a mano e locandine dall’aspetto retrò), a supporto sono stati pubblicati già diversi dossier contenenti vari casi, ottimi sia come one shot, in quanto del tutto completi e ricchi di suggerimenti per il narratore, che come canovaccio per avventure e campagne più lunghe. A questo si aggiunge il volume “Pin-up Adventure” contenente 13 nuove avventure.

L’ambientazione di TSOH racconta di una città dai connotati appena abbozzati nella sua storia primitiva, si sa solo che ad un tratto gli esperimenti delle famiglie dei maghi che direttamente o indirettamente controllavano la città hanno provocato una serie di disastri che hanno spinto la cosmopolita cittadinanza a ribellarsi, bandire le forme più avanzate di magia e arrestare o cacciare le famiglie dei maghi. Da quel momento si è costituita una nuova società, che ha sfruttato solo gli aspetti meno appariscenti della magia trasformandola in un volano tecnologico per ottenere quegli oggetti che conosciamo come ad esempio il telefono, il treno, le auto tutte alimentate dalla manalite e sviluppato una cultura che assomiglia – come detto – all’America dei ruggenti anti ’20-’30. I PG sono agenti della forza di polizia che mantiene sia l’ordine nelle strade ma che protegge la città dalle influenze residue della magia dei maghi, dei loro artefatti, dei nostalgici del vecchio ordine. Una città da esplorare e da difendere dunque, con intrighi e omicidi dietro ogni angolo.

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