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Buon Dantedì a tutti…

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Perché parliamo di Dante oggi? Perché sono 700 anni da quando egli “entrò” nella Selva Oscura per il suo straordinario viaggio letterario, ma anche metafisico, spirituale e politico. Nell’opera magistrale della Commedia c’è tutto: la situazione politica della Firenze del XIV secolo, le tensioni religiose interne alla cristianità e quelle relative all’incontro/scontro con l’alterità musulmana. C’è spazio – amplissimo, come in poche altre opere – all’animo umano, alle sue contraddizioni, ai suoi eccessi e alla sua psicologia. E c’è la lingua italiana. C’è già in Dante una lingua che – seppure con fatica – riusciamo già a comprendere, a riprova che se l’unità politica e amministrativa dell’Italia è cosa relativamente recente, l’italiano invece no, è cosa che può risalire a quel povero Medioevo così bistrattato dall’ignoranza mediana. Per fortuna che in questo periodo abbiamo un nuovo Magister, il professor Alessandro Barbero che a suon di conferenze rende giustizia ad un epoca forse né peggiore né migliore della nostra.

Ma che c’entra Dante coi giochi?

Non moltissimo in verità, eppure poiché Dante ha avuto – e speriamo avrà – un ruolo nell’educazione nazionale e nella costruzione dell’immaginario, allora per chi si arrovella su come costruire storie e avventure con una certa caratura, e che siano di un qual certo interesse per il proprio uditorio, con il nonno (o il bisnonno) della lingua italiana una qualche forma di debito ce l’ha. O dovrebbe averlo. E poi sì dai sappiamo tutti che c’è in questi giorni un kickstarter succosissimo a tema dantesco. Ora ci arriviamo. Prima un po’ di consigli di visione e di lettura. Tornando a bomba su Barbero, sappiate che il professore piemontese ha scritto una vita di Dante molto interessante per i tipi della Laterza. E trovate una sua trasmissione sul tema qui:

Ma non c’è solo il simpatico professore a darci degli stimoli, ve ne propongo un altro, già a mezza strada tra gli interessi squisitamente letterari e quelli ludici. E’ in uscita per Carocci, un libro dal titolo promettente: “Cerbero e gli altri. I mostri della Divina Commedia” di Lorenzo Montemagno Ciseri, già autore tra l’altro di un altro libro “Mostri: la storia e le storie“, sempre Carocci. Potrebbe essere una occasione per aumentare il proprio armamentario narrativo, recuperando bestie – spesso dell’antichità, ma non solo – della tradizione mediterranea, e la loro genesi. Davvero interessante.

Qualche titolo daccelo suvvia…

Eccolo! Federico Latini di Sir Chester Cobblepot ha realizzato un gioco a tema per conoscere l’Inferno, edito da Top Hat Games. Il titolo è attualmente esaurito – ne erano state preparate 700 copie in versione limited edition che sono finite – ma sul sito promettono che da Aprile tornerà disponibile. Dare una occhiata non fa male…

Dante Alighieri: Comedia – Inferno, che permette ai giocatori di accompagnare Dante e Virgilio tra le perdute genti, attraverso i cerchi dell’Inferno, in un gioco di carte semplice da spiegare e con un regolamento originale di draft a spirale. Collezionare incontri permette di guadagnare punti, ma attenzione a cadere in tentazione: prendere troppe copie uguali della stessa carta impedirà di fare punti.

Wired

Ma arriviamo al piatto forte della serata: Inferno – Dante’s Guide to Hell, attualmente in KS, che potete pledgiare qui. Nel momento in cui scrivo siamo oltre quota 175K, e oltre 1500 backers e davvero molti stretch goal sbloccati. Una solida fan base per un prodotto pensato e realizzato sia per il mercato italiano che per quello internazionale. Ma diamogli una occhiata più da vicino.

Inferno – Dante’s Guide to Hell

E’ un progetto dalla lunga gestazione, che vede uniti i Two Little Mice (Household, Broken Compass) con Epic Party Games (Brancalonia, Shattered Tower, Primi Re) sotto la tutela editoriale di Acheron Games, lo spin off ludico di Acheron Books.

Già da queste immagini si vede la cura per un prodotto che – per uscire nel settecentenario – non poteva che puntare ad una qualità superiore. Di nuovo qui si vede la grande bravura e soprattutto la versatilità di una artista come Daniela Giubellini che qui è main artist (quindi non tutto sarà suo alla fine, ma tutto il tono e le immagini più importanti sì), ma che negli altri progetti dei Two Little Mice era l’unica illustratrice. E la qualità si vede. Straordinarie poi sono le mappe di Fabio Porfidia, vera autorità in materia. Ma non di solo arte è fatto un gioco – seppure ne è un elemento fondante quasi quanto il regolamento – ma anche di una idea narrativa, di uno storytelling e delle meccaniche che aiutino a svolgere al tavolo quello storytelling. Ora coi kickstarter è sempre un problema dare un giudizio definitivo, perché ovviamente manca il grosso del lavoro ancora, possiamo solo cogliere qua e là le intuizioni di un progetto. In questo – ascoltando anche le live con gli autori Rico Sirignano e Simone Formicola si coglie qualcosa, e quel qualcosa è decisamente straordinario. Qui il quickstart.

Un lavoro filologico notevole

Bisogna mettersi in testa che la Divina Commedia è un’opera teologica: ha a che fare con concetti come il Peccato, la dannazione ma soprattutto la redenzione. Lo scopo degli Smarriti, i bellissimi archetipi che i giocatori potranno impersonare (archetipi in questo caso è davvero da intendersi in senso proprio) sono all’Inferno esattamente come ci finì Dante: da vivi. Non sono morti, non sono ancora attesi alla loro collocazione definitiva, sono vivi e sono peccatori e potranno vedere in che veste hanno tradito Dio, in loro c’è ancora la Speranza (virtù teologale, ma anche risorsa vitale del gioco) di tornare nel mondo, convertirsi e sperare in un esito migliore quando dovessero morire davvero. In questo Inferno non si muore tanto facilmente, ma le sconfitte nella lunga battaglia per uscire dall’Inferno, l’ambiente stesso e gli incontri che essi faranno, consumerà questa scintilla che guida le loro anime verso l’Altissimo. Usare i propri poteri – che sono una rappresentazione del proprio Peccato – consuma Speranza, ma qua e là la Divina Fiamma riscalda i cuori degli Smarriti e rinsalda la loro Speranza. Se perduta essi diventano Dannati, perduti per l’eternità. Già questa meccanica è davvero notevole e molto ben ancorata al mondo di gioco. Gli Archetipi stessi sono a loro volta dei piccoli capolavori e sono interessanti anche per come tutta la campagna dantesca può essere inserita dentro una già presente di DnD come una sorta di fuori programma. Un momento cruciale dell’avventura precedente potrebbe portare gli eroi a confrontarsi con la propria fallibilità, e coi propri demoni: il paladino scoprire di essere un ipocrita, il mago una persona avida e così via e risvegliarsi con una nuova sembianza, nuovi poteri e una sentenza sul capo.

In Inferno – Dante’s Guide to Hell si entra dalla Selva Oscura e si esce da esso solo attraversando lo sguardo di Lucifero in persona, affrontando il digradare del gran buco che l’Angelo caduto ha provocato quando fu scacciato, scendendo pian piano Girone dopo Girone, affrontando creature, dannati e i loro carcerieri. Non c’è Speranza per loro se non quella che riusciranno a conservare. Sono davvero ammirato per il lavoro che è stato svolto e alla prima occasione chiederò loro anche quali letture hanno fatto per questo lavoro che è durato tre anni. Insomma le premesse per una bella cosa ci sono tutte.

Il prodotto si divide in 3 parti: la Dante’s Guide che è il manuale del giocatore, quello più filologicamente accurato e vicino all’opera dantesca. La Virgilio’s Untold Tales che è il manuale per il master, e contiene anche il bestiario e l’Inferno trattato come una sandbox.

Infine – per chi vorrà – c’è anche la versione dell’Inferno in italiano e inglese arricchito con le immagini del manuale, un oggetto puramente letterario, ma che impreziosisce il tutto.

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Lucandrea "Jarluc" Massaro

Con il nick di Jarluc lo trovate loggato qua e là sul web, è il boss di questo blog
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