Quattro chiacchiere con l’Associazione Lokendil

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Ricominciamo con qualcosa che non facevo da un po’: le interviste. Ma si può intervistare una associazione? Sì, se poi l’associazione è la benemerita Lokendil di Fabriano allora ne vale ancora di più la pena. Ecco allora qualche domanda in questo anno difficile che coincide con il traguardo più ambito: 30 anni di Convention, un obiettivo che in Italia nessuno – specie tra le associazioni – ha mai raggiunto. Ma procediamo.

“Cari Lokendil”: 30 anni di FabCon nell’anno del Covid. Il traguardo più bello, nelle condizioni più dure, non solo organizzative, ma di mood generale del paese. Come vi siete preparati a questo doppio” appuntamento?

Per noi, Fabcon è sempre stata un momento cruciale della vita dell’associazione: è nata addirittura 4 anni prima della Lokendil!

Abbiamo cercato a lungo di capire quale potesse essere il suo futuro: nel 2018, abbiamo anche organizzato un piccolo seminario con Glauco Babini, dell’organizzazione di Play Modena, e con altri organizzatori di eventi e convention ludiche, per riflettere su quale direzione dare al nostro evento.

L’idea a cui siamo arrivati è che Fabcon fosse un evento unico perché era una convention di giocatori per giocatori : partite lunghe ed appassionanti, personaggi complessi, tanti giochi non solo da provare ma da gustarsi appieno.

La conferma che fosse la direzione giusta ce l’hanno data Andrea Lucca, Alex Melluso e Roberto Rossi, che abbiamo avuto come ospiti lo scorso anno: FabCon doveva essere il luogo in cui giocare, ma giocare davvero e tanto.

Ci siamo preparati alla nostra “normale” FabCon per mesi: anche negli scorsi anni, tanto del successo dell’evento era stato dovuto ai rapporti di amicizia e di gioco con associazioni e gruppi di gioco, quindi abbiamo iniziato a girare come trottole, da Camerino a Milano a Firenze a Modena, per trovare nuovi amici e invitarli. Avevamo avuto anche la disponibilità di Matthew Dawkins, della White Wolf, a venire di persona alla Fabcon.

Il nostro trentesimo compleanno avrebbe dovuto essere una grande celebrazione del giocare e dello stare insieme.

Quando è arrivata la quarantena, abbiamo aspettato a lungo, non solo per capire se fare una FabCon sarebbe stato possibile, ma anche per capire se ce la saremmo sentita, se la community dei giocatori avrebbe voluto ritrovarsi insieme di persona.

Abbiamo deciso di provarci, perché per noi in ballo non c’era un evento, ma prima di tutto un modo per stare insieme e dire, tutti quanti, che questo assurdo 2020 non ci avrebbe tolto anche la voglia di immaginare.

Ovviamente, ci siamo mossi subito per affrontare con rigore il lato sicurezza : per noi, non è concepibile divertirsi mettendo in pericolo gli altri. L’evento si farà totalmente all’aperto, in bellissimi chiostri e loggiati medievali che ci permettono di usare postazioni di gioco molto ampie, con distanze tra giocatori superiori a un metro e tra tavoli di tre-cinque metri. Sarà obbligatorio indossare la mascherina durante tutti gli eventi, e potranno partecipare alla Convention solo i registrati agli eventi, non i semplici visitatori. Abbiamo rinunciato a giochi da tavolo e di carte per ridurre gli usi promiscui, metteremo gel disinfettante ad ogni tavolo e abbiamo portato online tutti gli eventi culturali, per ridurre al massimo gli assembramenti.

Ma abbiamo cercato di preservare lo spirito della convention : giocare, giocare, giocare. Ci saranno il torneo di Cthulhu più grande d’Italia, un LARP di Vampiri, un esperimento di LARP misto online e offline che concluderà un ciclo narrativo di alcuni anni…

Grazie alla reazione davvero entusiasta della community, delle associazioni, degli editori, avremo oltre 50 eventi in presenza e oltre 20 su Discord per tutti i gusti.

Siamo stati sommersi di affetto, e di entusiasmo, e siamo davvero commossi per questo: questo non era il Trentesimo compleanno che ci eravamo immaginati, ma lo avete già reso un compleanno bellissimo.

L’associazione Lokendil è davvero un punto di riferimento nazionale per il GdR, quasi 30 anni di attività sono un record in Italia. Qual è la vostra storia? Come nascete?

La Lokendil è nata come un prodotto della FabCon, che a sua volta è una inaspettata conseguenza del movimento della Pantera. Quando un gruppo di giovani fabrianesi occupò una scuola, tanti anni fa, si rese conto che fare eventi autogestiti per giovani da giovani non era impossibile.

La prima Fabcon fu fatta nel 1990: in quei primi mitici anni si giocava in palestre, ai giardini pubblici con le tende… La Lokendil è nata per dare continuità a quell’esperienza, nel 1994.

Abbiamo soci che hanno iscritto i figli adolescenti: ci sono intere generazioni di giocatori tra noi.

Abbiamo avuto momenti duri: c’è stato un lungo periodo in cui, in assenza di una sede, eravamo ridotti a meno di 20 iscritti. Il momento di massima popolarità degli MMORPG sembrava aver reso il gioco di ruolo classico obsoleto.

Ma abbiamo resistito, anche grazie alla FabCon e all’affetto per quel modo di stare insieme e divertirsi che aveva segnato anni della nostra vita. Anche il gioco di ruolo dal vivo, spingendoci a uscire, incontrarci, investire tempo e attenzione, ci ha aiutato a cementare lo spirito associativo. Le Cene con delitto, che abbiamo sempre costruito come eventi più simili a un LARP, invece ci hanno fatto trovare nuovi amici e giocatori, e esercitare con eventi dai grandi numeri.

Abbiamo lavorato tanto sul valore educativo e culturale del gioco, partendo nel 2014 con un incontro con Vanni Santoni , ma anche con convegni e seminari per docenti, e eventi per bambini e ragazzi.

Uno dei momenti più belli delle ultime FabCon per noi è diventata proprio la domenica pomeriggio, quando potevi trovare ragazzi, adulti e “senior” allo stesso tavolo di D&D, gli adolescenti ai tavoli di Kids & Dragons, e i bambini con i nonni o i genitori a giocare da tavolo o con i libri game.

Vorremmo fare di più, perché per molti di noi il gioco di ruolo è stata un’esperienza che ci ha arricchiti prima di tutto a livello umano, di relazioni e anche di capacità di comunicare e stare insieme: la sfida più grande, quella per cui dobbiamo metterci in discussione, non è tanto far giocare le persone, ma appassionarle al lato associativo, costruire un ambiente in cui si cresce insieme.

Quest’anno oltre ai tavoli per le partite – moltissimi e con molti editori a farvi da “spalla”, segno di un riconoscimento chiaro – ci sono molti panel importanti con autori, traduttori, editori, influencer, mi pare di intuire che il mood sia: “dove va il GdR” in Italia in particolare. Voi che idea vi siete fatti, pre e post Covid?

Negli anni d’oro della nostra adolescenza, venivamo ovviamente visti come matti dai dirimpettai della nostra sede: quando Vanni Santoni nel 2017 venne da noi presentarci “La stanza profonda” quell’immagine era ancora diffusa, ma in pochi anni si è del tutto ribaltata e il gioco di ruolo è diventato davvero un fenomeno di massa, grazie al connubio tra D&D, serie TV, videogiochi, fumetti…

Dove va il gioco di ruolo? La nostra è un’associazione fortissima sui “classiconi”, come Cthulhu e il Mondo di Tenebra, ma abbiamo sempre avuto anche una forte vena narrativa e sperimentale, con giochi come Kult o Angeli e Demoni.

La Fabcon e gli altri eventi per noi sono stati un’occasione fantastica di scoprire giochi nuovi, e Internet ha fatto il resto: parlando da giocatori, non c’è mai stata tanta offerta ludica, anche grazie all’impegno di case editrici coraggiose. Need Games, Wyrd, Raven, Dreamlord e tante realtà indipendenti stanno localizzando prodotti a ritmi mai visti.

E la bella notizia è che autori, artisti e game designer italiani si stanno facendo sotto, con prodotti capaci di sbancare in Italia, fare cose bellissime dal punto di vista del game design e dell’artwork, sbalordire anche all’estero. Lex Arcana, i progetti di Mana Project, Brancalonia, Not the End, Two Little Mice, Kids & Dragons, Duralande, i LARP della Chaos League… Siamo felicissimi che l’Italia torni a dire la sua, o meglio inizi davvero a dire la sua, nel mercato ludico.

Come avete vissuto la vita associativa in questo periodo? Cosa avete potuto organizzare per il territorio? E se il lockdown dovesse ritornare che ne sarà dell’associazionismo territoriale secondo voi?

Ci siamo lanciati su Discord per cercare di non perdere il ritmo! Abbiamo fatto tre eventi online, con grande partecipazione, sia dei nostri sia di esterni e di autori ed editori. C’era tanta voglia di stare insieme, di vedersi. È stato un primo esperimento, da lì abbiamo aperto varie campagne online.

Ci è dispiaciuto tantissimo dover interrompere un ciclo di eventi che avevamo lanciato con la Biblioteca di Fabriano, Young Adults, che abbinava letture di grandi autori con sessioni di gioco di ruolo a tema.

Un ritorno del lockdown ci riporterebbe dietro lo schermo: l’Italia però è un paese in cui l’associazionismo coinvolge milioni di persone, ce la faremo. Anche perché essere giocatori è associati per noi significa essere amici, prima di tutto.

Il mondo del gdr ha sempre visto nella sua modalità “analogica” un punto di forza, anche pedagogico e di promozione sociale, la sua versione “Discord“, cioè quindi digitale snatura il “pen and paper“?

Il digitale dev’essere visto come complementare all’analogico: tutti noi preferiamo giocare dal vivo, ma durante il lockdown abbiamo anche aperto campagne con amici di tutta Italia, persino con una ragazza francese. E il digitale ha permesso al mondo del gioco di estendere la sua portata e fruibilità a livelli mai visti.

Come spesso accade, bisogna prendere il buono delle innovazioni e unirlo al buono della tradizione : in questa convention sperimenteremo un evento ibrido, un LARP con 25 giocatori in presenza e 8 collegati su Discord che giocheranno in simultanea con noi. Il tema che abbiamo scelto per la nostra Con è proprio l’alleanza tra sogno e tecnologia per sconfiggere l’incubo : insieme ce la faremo!

Grazie! E in bocca al lupo!

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Lucandrea "Jarluc" Massaro

Con il nick di Jarluc lo trovate loggato qua e là sul web, è il boss di questo blog
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