La “nuova” Guerra delle Lance? In tribunale…

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Purtroppo non stiamo parlando del seguito degli amatissimi romanzi fantasy della Saga di Dragonlance di Margareth Weis e Tracy Hickman ambientati nel mondo fantasy di Krynn, bensì di una disputa legale tra gli autori dei diversi cicli di romanzi che hanno modellato quell’ambientazione di D&D e la proprietaria di quella IP, la Wizards of the Coast che dopo l’acquisizione della TSR nel 1997 si è ritrovata con molti di questi marchi (da Forgotten Realms a Dark Sun fino appunto a Dragonlance) frutto dell’attività precedente della casa editrice fondata da Gygax e Arneson. Ma cosa succede esattamente?

L’accusa da parte di Weis e Hickman sembra essere molto circostanziata, il progetto di una nuova trilogia fu proposto nel 2017 alla Wizards, e nel marzo del 2019 si era concluso un accordo vincolante che riguardava anche la Penguin come editore fisico dei romanzi che sarebbero scaturiti dal lavoro dei due autori. La Wizards – dicono i querelanti – ha avuto voce in capitolo su tutto: arco narrativo, dettagli anche considerevoli (sono state riscritte diverse parti per assecondare le richieste del proprietario della IP), così come l’approvazione dell’editore. Gli accordi di lavoro erano così avanzati che nel gennaio del 2020 la Wizard aveva già dato il via libera, approvandolo, del “Libro 1“, evidentemente soddisfatti del lavoro fin qui svolto. Addirittura avevano già approvato i diritti per le edizioni straniere e le traduzioni (intanto quella tedesca)

Cosa è successo?

I querelanti spiegano come attivamente si siano adeguati agli standard moderni di inclusività nelle loro storie esattamente come richiesto dalla Wizards, al punto di ricevere per l’appunto anche il nulla osta sul primo volume, e in ogni caso – secondo quanto riportato negli accordi di Licenza tra le parti – sarebbero stati da un lato disponibili ad ogni aggiustamento, ma soprattutto nel pieno diritto di avere la possibilità di farlo. In pratica – secondo Weis e Hickman – il secco niet arrivato come una doccia fredda il 13 agosto 2020 sarebbe ingiustificato (non ci sono mai stati problemi) né giustificabile (nel contratto c’è scritto che ad ogni richiesta di modifica i due hanno un tempo stabilito per fare correzioni e controproposte). Né la Wizards ha accusato il duo di inadempimenti o rotture contrattuali. La rottura sarebbe dunque arbitraria e fuori dal contratto stesso tra le parti. Inoltre – ben sapendo quali fossero gli accordi tra i Creatori e la Penguin – la scelta di bloccare la licenza ha un effetto immediato anche sull’altro contratto. Si parla di potenzialmente diversi milioni di dollari di mancati introiti.

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Ma cosa è cambiato alla WotC?

Nel frattempo – dicono i querelanti – alla WotC erano piovute addosso critiche e querele per comportamenti razzisti e sessisti, comprese della cause di lavoro riguardanti la misoginia, che però non avevano nulla a che fare con il brand di Dragonlance e che WotC e la casa-madre Hasbro abbiano voluto soffocare sul nascere i nuovi libri della famosa IP per evitare nuove polemiche o accuse di razzismo. Intanto cambiavano i punti di riferimento in WotC per il progetto ed entrava nel team, come Head of Story and Entertainment il discusso Nic Kelman, oggetto nella querela di alcuni accenni ad un suo controverso romanzo accusato apertamente di promuovere misoginia e pedofilia sulla rete. Un modo probabilmente per accusare indirettamente la Wizards di ipocrisia e di applicare una sorta di “doppio standard”? Probabile, ma tutte le richieste portate avanti da Kelman (dall’uso della Pozione d’Amore come riferita nel regolamento della 5a edizione, fino ai potenziali connotati negativi di nomi e a situazioni riguardanti il sessismo) sono state accolte – dicono – dai Creatori. Il problema sono le critiche di razzismo che abbiamo visto questa estate riguardante Magic che ha poi portato ad escludere certe carte (poi espunte dai mazzi ufficiali) e alcuni dei suoi artisti o testimonial. Al contempo mentre Hasbro-WotC doveva surfare tra le varie accuse di razzismo e sessismo si è scoperto che avrebbe contattato la Penguin interferendo direttamente con il contratto tra essa e i Creatori. In tutto questo molte caparre e anticipi sono stati versati sia ai Creatori sia alla WotC…

In conclusione…

Allo stato attuale dunque la questione è in mano ai legali, Weis e Hickman chiedono i danni per almeno 10 milioni di dollari alla WotC e soprattutto chiedono alla Corte giudiziaria un ordine vincolante che imponga alla Wizards di permettere la pubblicazione della trilogia. Le accuse in sostanza sono tre: 1) danni per inadempimento di contratto; 2) violazione della buona fede e della corretta contrattazione e 3) interferenza indebita nel contratto con la Penguin. Attendiamo e speriamo…

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Aggiornamenti dragonici

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Un un-due molto tosto quello che la casa di Seattle ha tirato giù in questi giorni concitati. La Wizards of the Coast ha infatti fatto due annunci molto importanti ancorché molto diversi tra di loro: il primo – in ordine di tempo – è che rivedrà la sua politica “razziale” all’interno dei propri manuali di regole e avventure, la seconda sulla nuova campagna ufficiale che verrà prodotta e che uscirà dopo l’estate negli USA: Icewind Dale: Rime of the Frostmaiden, ambientata nei Reami Dimenticati. Ma andiamo con ordine.

Un giugno particolare

Giugno è tradizionalmente il mese in cui si svolgono la maggior parte dei Pride in Occidente, ma quest’anno le cose sono andate diversamente a causa – ma non solo – del Coronavirus. A questo bisogna aggiungere l’imponente e diffusa rivolta razziale che ha mobilitato milioni di persone (tra l’altro questo è un anno elettorale e in palio c’è niente meno che la Casa Bianca…) dopo il brutale assassinio di George Floyd durante un arresto a causa della brutalità operata dalla polizia, una brutalità che – negli USA – colpisce in maniera sistematica la comunità afroamericana. Ne sono conseguite, come sicuramente sapete, molte mobilitazioni internazionali e i temi delle due minoranze (quella LGBTQI+ e Afrodiscendente) si sono inevitabilmente incrociate. Anche in DnD.

Fine delle “razze malvagie”?

Probabilmente sì, almeno quelle che sono anche giocabili diventeranno meno granitiche nelle loro convinzioni, in particolare il comunicato rilasciato dal team di DnD parla esplicitamente solo di Orchi (a cui dovrebbe venir rimosso il malus all’intelligenza) e Drow e – ma per altre questioni di caratterizzazione e fuoriuscita da uno stereotipo – i Vistani (tra l’altro la notizia che ben due libri riguarderanno i Vistani fa ben sperare per gli amanti di Ravenloft, ndr). Andiamo a leggere:

Dungeons & Dragons insegna che la diversità è un punto di forza, poiché solo un gruppo eterogeneo di avventurieri può superare le molte sfide che una storia di D&D presenta. In questo spirito, rendere D&D il più accogliente e inclusivo possibile è diventata una delle nostre priorità negli ultimi sei anni. Vorremmo condividere con voi ciò che abbiamo fatto e ciò che intendiamo fare in futuro per affrontare i contenuti dell’eredità di D&D che non riflettono chi siamo oggi. Riconosciamo che fare questo non significa arrivare ad un punto in cui possiamo riposare sugli allori ma continuare a dirigerci nella giusta direzione. Riteniamo che essere trasparenti al riguardo sia il modo migliore per consentire alla nostra comunità di aiutarci a continuare a calibrare i nostri sforzi.

Uno degli obiettivi espliciti di progettazione della 5a edizione di D&D è quello di rappresentare l’umanità in tutta la sua meravigliosa diversità raffigurando personaggi che rappresentano una serie di etnie, identità di genere, orientamenti sessuali e credenze. Vogliamo che tutti si sentano a casa attorno al tavolo da gioco e che possano vedere riflessi positivi di loro stessi all’interno dei nostri prodotti. “Umano” in D&D significa tutti, non solo versioni fantasy dei nord europei, e la comunità D&D è ora più diversificata di quanto non sia mai stata.

Nel corso dei 50 anni di storia di D&D, alcuni dei popoli del gioco – gli orchi e i drow sono due dei primi esempi – sono stati caratterizzati come mostruosi e malvagi, usando descrizioni che ricordano dolorosamente quanto i gruppi etnici del mondo reale sono stati e continuano ad essere denigrati. Non è giusto, e non è qualcosa in cui crediamo. Nonostante i nostri sforzi coscienti nella direzione contraria, abbiamo permesso che alcune di quelle vecchie descrizioni riapparissero nel gioco. Riconosciamo che per vivere i nostri valori, dobbiamo fare un lavoro ancora migliore nella gestione di questi problemi. Se commettiamo errori, la nostra priorità è mettere le cose a posto.

Ecco nello specifico cosa alla Wizards vogliono migliorare o implementare in maniera diversa e con una attenzione più costante. Dal comunicato:

– Presentiamo orchi e drow in una nuova luce in due dei nostri libri più recenti, Eberron: Rising from the Last War ed Explorer’s Guide to Wildemount. In quei libri, orchi e drow sono moralmente e culturalmente complessi tanto come gli altri popoli. Continueremo questo approccio nei libri futuri, descrivendo tutte le persone di D&D in modi in cui ci si possa riconoscere e chiarendo che sono liberi, come gli umani, di decidere chi sono e cosa fanno.
 

– Quando ogni manuale di D&D viene ristampato, abbiamo l’opportunità di correggere gli errori che noi o la più ampia comunità di D&D abbiamo scoperto in quel manuale. Ogni anno, sfruttiamo queste opportunità per risolvere una varietà di cose, inclusi errori di giudizio. Nelle recenti ristampe di Tomb of Annihilation e Curse of Strahd, ad esempio, abbiamo cambiato il testo che era insensibilmente razziale. Queste ristampe sono già state stampate e saranno disponibili nei prossimi mesi. Continueremo questo processo, rivedendo ogni manuale man mano che ne esce una ristampa e correggendo tali errori dove sono presenti.
 

– Entro la fine dell’anno rilasceremo un prodotto (non ancora annunciato) che offre un modo per personalizzare le origini del personaggio, inclusa la possibilità di modificare gli aumenti dei punteggi di Caratteristica che derivano dall’essere un elfo, un nano o una delle molte altre persone giocabili in D&D. Questa opzione sottolinea che ogni persona nel gioco è un individuo con capacità proprie.
 

– Curse of Strahd includeva un popolo noto come Vistani e presentava l’eroina Vistani Ezmerelda. Purtroppo, la loro rappresentazione fa eco ad alcuni stereotipi associati al popolo dei gitani nel mondo reale. Per ovviare a questo, non solo abbiamo apportato modifiche a Curse of Strahd, ma, lavorando con un consulente gitano, in due libri in uscita mostreremo anche i Vistani in un modo che non si basa su stereotipi riduttivi.
 

– Abbiamo ricevuto preziose informazioni dai lettori sensibili su due dei nostri libri recenti. Stiamo incorporando lettori sensibili nel nostro processo creativo e continueremo a contattare esperti in vari campi per aiutarci a identificare i nostri punti ciechi.
 

– Cerchiamo in modo proattivo nuovi e diversi talenti da unire al nostro staff e al nostro pool di scrittori e artisti freelance. Abbiamo coinvolto collaboratori che riflettono la meravigliosa diversità della comunità di D&D per lavorare sui libri che usciranno nel 2021. Investiremo ancora di più in questo approccio e aggiungeremo una vasta gamma di nuove voci nel nostro coro di narratori di D&D

Fin qui la notizia in sé, che non ha mancato di far dividere la community in due fazioni – almeno di chi ha voluto dare un contributo – una molto favorevole a questa dichiarazione di intenti e una (con varie sfumature) più reticente, convinta che la cosa sia dettata più da ipocrisia che da sincero interesse per la questione oppure che queste continue trasformazioni di alcuni capisaldi del gioco rischino di snaturarlo e renderlo diverso da ciò che è, in sostanza rovinandolo solo per inseguire il politicamente corretto.

Ora è vero che la modalità con cui – di solito – in ambito americano vengono affrontate le questioni di questo genere tendono ad essere molto spesso un incrocio tra ipocrisia e convinzione (infantile) che basta depurare il linguaggio per risolvere un problema. Personalmente non sono contrario ad affrontare una nomenclatura di gioco se essa è considerata razzista o sessista, quel che so per certo è che tutto questo può contribuire al massimo a migliorare la comfort zone del tavolo da gioco, ma non cambierà minimamente le cose al di fuori di esso, dove il drago (il razzismo istituzionalizzato) è forte davvero. Per cambiare le cose devono cambiare i rapporti di forza, devono cambiare le allocazioni delle risorse dalla repressione alla prevenzione del crimine, e quindi dalle carceri (gli USA hanno la più grande popolazione carceraria del mondo, ndr) alle scuole (tra le peggiori dell’OCSE) tanto per cominciare.

Non solo “etica”, anche bei manuali

Come dicevamo l’annuncio in grande stile di una campagna (livello 1-12) nelle remote regioni a nord della Spina Dorsale del Mondo, nella mitica Icewind Dale (già celebrata da ben due bellissimi videogame) resa celebre dai primissimi romanzi di R.A. Salvatore che – si può dire – ha plasmato i Reami almeno quanto Ed Greenwood. Nello specifico nel modulo i PG affronteranno l’ira di Auril ma soprattutto una campagna in larga parte sandbox con forti tinte investigative e con la possibilità di giocare un nuovo aspetto del proprio background: gli Oscuri Segreti…

Al di sotto dell’incrollabile cielo notturno, vi trovate dinanzi a un ghiacciaio torreggiante e recitate un’antica rima, causando una crepa nella grande muraglia di ghiaccio. Al di là di questa fenditura sbadigliante, le Caverne della Fame (Caves of Hunger) attendono. E oltre questo dungeon ghiacciato si trova un segreto così antico e terrificante che pochi osano parlarne. I maghi pazzi della Fratellanza Arcana (Arcane Brotherhood) bramano di possedere ciò che la furia del dio dell’inverno ha così freddamente preservato – e così pure voi! Quali fantastici segreti e tesori sono sepolti nel cuore senza sole del ghiacciaio, e che cosa potrebbe significare la loro scoperta per gli abitanti di Icewind Dale? Sarete in grado di salvare le Dieci-Città (Ten-Towns) dalla notte perpetua della Fanciulla del Gelo (Frostmaiden)?

(Dragon’s Lair)

Assieme al volume anche una serie di ulteriori accessori: mappa, carte personaggi, un fumetto che accompagnerà i lettori in questa nuova campagna ufficiale e un bellissimo set di dadi!

Niente male davvero, chissà quando arriverà in italiano? Dovremo chiedere ad Asmodee, ma speriamo presto (anche se dubito che per Natale 2020 possa arrivare).

DnD agli albori del videogaming

Caso ha voluto che in questi stessi giorni sulla piattaforma Gog.com venisse rilasciato il pacchetto completo di tutti e tre i capitoli del mitico Eye of the Beholder, avventura pixellosissima degli anni ’90 quando ancora esisteva la TSR. Sviluppato da Westwood Studios e basata sui Forgotten Realms e le regole di AD&D è stato forse il primo gioco basato sulle regole del nostro amato gdr o comunque il più fortunato dell’epoca. Scaricateli è gratis!

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E’ in vendita la Asmodee. Vi avanzano du’ scudi?

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Effettivamente era una notizia di cui si era già iniziato a parlare qualche tempo fa. Il meccanismo, per quello che ho capito, è quello di una necessaria alienazione della Asmodee da parte del gruppo che lo ha acquisito qualche anno fa secondo le leggi francesi che sono incentivate a fare investimenti strategici in piccole aziende per poi uscirne e investire in nuovi settori e così via. Il vantaggio, sarebbero, di tipo fiscale, ma anche un volano per l’economia, almeno in potenza. Quando la notizia circolò la prima volta però si parlava di un possibile accordo con la Wizards Of The Coast, cioè quindi della Hasbro. L’acquisizione da parte di Mattel invece è una novità. Se ci fosse una lotta al rialzo sarebbe un bene per il fondo Eurazeo, ma il rischio è che poi a patirne possa essere il Gruppo editoriale. Speriamo di no. Secondo me, a naso, la cosa migliore sarebbe che fosse la Mattel a prendersela, essendo totalmente estranea a questo segmento, probabilmente lascerebbe campo libero e non toccherebbe una azienda che – si è dimostrato – fa bei giochi, su diversi segmenti di pubblico, dal gdr al boardgame (confronta qui).

La mia paura è che la WotC possa chiudere linee che ritenesse dannose per i suoi prodotti storici. Mie sensazioni eh, le condivido con voi…


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