Come si diventa inventori di giochi?

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Intervista al Senior Game Designer Andrea Chiarvesio

L’industria del gioco in Italia, come altrove, sta vivendo un vero boom, ma è ancora piccola rispetto a paesi come Francia e Germania, tuttavia l’interesse cresce e lo fa in maniera a volte inaspettata e trasversale, come ad esempio quando la Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino, che di recente elevata al rango universitario, ha da poco chiuso uno dei suoi workshop proprio sulla progettazione del gioco e lo storytelling.

Proprio queste due dimensioni, apparentemente lontane, sono in realtà molto vicine e simili in certi approcci creativi. A dirlo a TPI è uno dei due tutor del corso, Andrea Chiarvesio, oggi Senior Game Designer presso CMON e con esperienze lavorative in Wizards of the Coast e Upperdeck, a lui abbiamo chiesto proprio questo: “Tutte le volte che incontro una persona che fa un lavoro diverso, mi meraviglio nel ritrovare punti di contatto e analogie”, spiega riferendosi al suo collega di corso, Alessandro Avataneo che è autore e regista sia teatrale sia cinematografico.

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Tre giochi per salvare Harry Potter dalla furia iconoclasta

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Mentre in Polonia, qualche sacerdote troppo entusiasta brucia i romanzi di Harry Potter perché ritenuti satanici (discutibile visti i molti riferimenti cristiani snocciolati nei vari libri specie gli ultimi), gli appassionati italiani possono allargare l’esperienza del mondo di Hogwarts attraverso una serie di giochi da tavolo, alcuni totalmente nuovi, altri semplici – ma accattivanti – reskin di alcuni classici.

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