Giocare con i sentimenti: il gioco di ruolo e le tematiche adulte

Il gioco di ruolo è un hobby ancora relativamente di nicchia, si espande in Italia e all’estero con grande determinazione, ma soprattutto tra chi non lo conosce se non per sentito dire, i fraintendimenti sono molteplici.

Il gioco di ruolo ha una lunga storia che affonda contemporaneamente le sue radici nel gioco e nella psicologia, per un approfondimento suggerisco questo articolo del sito Storie di Ruolo. A noi interessa questo intreccio: giocare un personaggio che può essere un alter ego di se stessi oppure qualcosa di totalmente diverso, per narrare una storia condivisa in una o più partite, con i propri amici.

Si può giocare di tutto, e le varianti del gioco di ruolo non mancano, e così come esistono giochi pensati appositamente per un pubblico di giovanissimi (come ad esempio Kids&Dragons), esistono anche giochi pensati per essere giocati da persone adulte e che fanno dell’esplorazione di tematiche da adulti, il loro punto di forza. Sono i due estremi del mercato dei giochi, che offre diversissime soluzioni a tutte le esigenze di gioco. Ognuno poi gioca come vuole, purché al tavolo siano tutti d’accordo.

Oggi parliamo – si sarà intuito – dei giochi con temi per adulti. No non parliamo di pornografia, al limite qualcuno di essi ha la sessualità e l’erotismo tra i suoi temi, ma sgomberiamo il campo da equivoci: si resta tutti vestiti, il gioco è totalmente narrativo, lo scopo è divertirsi raccontandosi storie. Storie d’orrore, storie tristi, storie di perdita, storie d’azione condite con molta violenza. Storie capaci di disturbare, ma anche di interrogare i giocatori. Perché uno per “giocare” dovrebbe voler provare queste cose? Per lo stesso motivo per cui a volte è bello vedere un film drammatico dove alla fine si piange.

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I librogame sono tornati e sono bellissimi!

 Se hai più di trent’anni allora vai direttamente al prossimo paragrafo, altrimenti continua a leggere.

Questa formula “Se x allora y altrimenti z” è notissima non solo ai programmatori ma anche a chi ha passato interi pomeriggi della sua infanzia leggendo i librigame. Compatti libricini che combinano le storie a bivi con i regolamenti, ultra light, dei giochi di ruolo. Mondi fantastici da giocare in solitaria, con al fianco una matita e una gomma, e la pazienza di sapere che ogni scelta poteva portare alla soluzione o ad una prematura sconfitta.

Quante volte baravamo tenendo il segno del paragrafo precedente per vedere se la nostra era la scelta giusta? Infiniti. Poche centinaia di paragrafi relativamente brevi erano capaci di catapultare dentro avventure mozzafiato. In quegli anni ruggenti librogame voleva dire Edizioni EL, che ne sfornò a decine, con tematiche di ogni tipo: fantasy, investigativi, post apocalittici, super eroi e poi la Terra di Mezzo, qualche puntata sull’horror, e poi c’era il Re: Lupo Solitario, quello con più avventure di tutte, tutte concatenate, quello che se avevi fatto tutte le avventure precedenti ti premiava con poteri magici ed equipaggiamenti in più.

Lupo Solitario del compianto Joe Dever è – più o meno – quello che per il gioco di ruolo, Dungeons & Dragons. Chiaramente non esaurisce il genere, ma ne è l’esempio più iconico.

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Rivivere il finale di tappa con Flamme Rouge, il gioco da tavolo sul ciclismo

 cominciare dal nome “Flamme Rouge” che richiama la bandiera rossa all’ultimo chilometro nel Tour de France, fino ai termini e all’estetica della scatola e dei materiali, questo gioco, vincitore del premio Gioco dell’Anno 2018 ed edito da Playagame (35 euro), riporta subito alle gare con le biglie con le immagini dei campioni dei nonni, o delle estati, con i percorsi fatti nella sabbia, vicino al bagnasciuga. Ma qui il gioco è ben fatto, pulito e rifinito con i tracciati con diverse difficoltà a disposizione dei giocatori (da 2 a 4, ma con le espansioni fino a 6 giocatori o sei squadre da due, ma lo diremo tra poco), tra rettilinei, tornanti, salite e discese.

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Kids&Dragons, una risposta ludica per tenere i bambini lontano dagli smartphone

Proprio perché solo ora chi iniziò a giocare di ruolo negli anni ’80 e ’90 trasmette questa sua passione ai figli piccoli, il tema di come approcciare questo tipo di esperienza coi bambini, ci si domanda come fare. Da questa esigenza, quella di un padre che vuole far giocare suo figlio nasce Kids&Dragons, non solo un gioco, ma una esperienza didattica, portata avanti dalla omonima associazione culturale che ormai da qualche tempo invia kit di gioco in giro per l’Italia, a scuole e associazioni locali che vogliano permettere ai giovanissimi di fare questa esperienza di gioco che è anche una esperienza tout court.

Per questo motivo TPI ha intervistato Michele Torbidoni, programmatore quarantenne, Game Master e presidente dell’Associazione. E forse anche un po’ educatore…

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Dungeons and Dragons non è (più) una cosa da ragazzini. Almeno negli Stati Uniti

Una notizia che ha circolato poco, perfino tra gli addetti ai lavori, sono le cifre che Kickstarter ha divulgato pochi giorni fa: in un decennio, nella sua sezione dedicata al gaming (da tavolo, per pc, giocattoli), KS ha ospitato oltre 17 mila progetti finanziati (non sappiamo quanti invece non sono andati a buon fine) per un totale di un miliardo di dollari di sottoscrizioni da parte di oltre 3 milioni di iscritti.

Numeri importanti che definiscono sempre di più l’uscita di questo settore dallo stato di minorità. Se ormai è noto che i videogiochi smuovono budget paragonabili ai film di Hollywood, non tutti sanno che anche nel settore più di nicchia del gioco da tavolo le cifre iniziano ad essere importanti.

Kickstarter milionari

Dai 9 milioni di dollari per Exploiding Kitten (ne parlavamo qui), fino al supplemento dedicato a come si gestisce un castello e un feudo, ideato per la quinta edizione di Dungeons and Dragons, da Matt Colville dal titolo evocativo: “Strongholds & Streaming”.

Quanto hanno stanziato gli appassionati? Oltre 2 milioni di dollari. Anche lui finisce nella Top 100 dei progetti più finanziati di sempre. Ed è sempre il tema di D&D che scalda il cuore (e alleggerisce i portafogli) degli appassionati.

Uno dei più bei progetti di sempre è quello legato a Critical Role, di Matthew Mercer, un canale Twitch che trasmette una lunga e appassionante campagna di D&D, molto curata e che è diventata punto di riferimento per i cultori del gioco di ruolo anche per l’elevata qualità tecnica (i giocatori/protagonisti sono tutti attori professionisti). Critical Role ha lanciato un KS per realizzare una serie a cartoni animati: The Legend of Vox Machina. Quasi 89 mila persone hanno sottoscritto oltre 11 milioni di dollari di pledge.

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Come svecchiare la vostra ludoteca con 5 semplici giochi

Ci sono giochi immortali che ormai tutti conoscono, tutti ne hanno visto la scatola, magari anche giocato una o due volte. Tutti sanno, più o meno, di cosa si tratta, anche magari alla cultura popolare. Quante volte avete visto Monopoly in un film? Oppure quante volte avete sentito la battuta sui carriarmatini in Kamchatka? Di sicuro, se avete più di trent’anni conoscete Twister (non fosse altro perché era un modo per fare i molliconi con le ragazze) oppure Taboo o il Labirinto Magico (un evergreen per i più piccoli).

Nel frattempo però il design dei giochi è molto migliorato, attualmente ce ne sono letteralmente migliaia, moltissimi dei quali possono essere un eccellente sostituto dei precedenti titoli.

Insomma ecco qualche suggerimento per svecchiare il vostro parco giochi, e fare una bella figura con gli amici, proponendo quelli che sono – a tutti gli effetti – i nuovi classici, o che lo potrebbero diventare, acquistare oggi uno di questi giochi vi permetterà di passare il testimone ai vostri figli: una scatola con gli angoli ricuciti con lo scotch, un po’ come è capitato ai trenta/quarantenni con il Cluedo di quando si era bambini, con il Risiko ereditato da mamma e papà e così via.

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“Echi Resistenti” il gioco urbano che vi porta al centro della Liberazione

Durante la settimana del 25 aprile sono numerosi gli eventi che si svolgeranno a Modena e in Emilia Romagna per celebrare la Liberazione e la lotta al nazifascimo in quelle terre.

Tra le tante iniziative coordinate con l’Istituto Storico di Modena, il progetto (alla sua seconda edizione) di un “Urban Game” su questi temi curato dall’associazione PopHistory dal titolo Echi Resistenti. Urban Game della Liberazione, una sorta di caccia al tesoro, da fare da soli o a squadre, per i luoghi della resistenza modenese, alla ricerca di Irma, la staffetta partigiana che ha dei piani fondamentali per le brigate partigiane, ma non si trova.

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7 giochi da tavolo (e non solo) provati per voi da TPI al Modena PLAY

Lo scopo di chi va al Modena Play è quello di incontrare autori ed illustratori, di comprare giochi, magari qualche scatola ormai introvabile, ma soprattutto di giocare. È un punto d’orgoglio provare più giochi possibili, avere così un quadro delle ultime uscite o di giochi che non si è mai avuto occasione di testare prima dell’acquisto, del resto come si potrebbe stare dietro a tutte le uscite in tutti i segmenti del variegato mondo del gioco intelligente?

Anche noi ci siamo cimentati su diversi tavoli, provando giochi lunghi o brevi “filler” da poche decine di minuti, giochi da tavolo e di ruolo, e perfino un gioco di miniature per dare ai lettori di TPI qualche spunto per provare nuovi giochi o di approfondirne le meccaniche. In ordine rigorosamente alfabetico abbiamo provato:

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Giocare al gioco del Trono con gli amici? Si può fare.

Il Trono di Spade, che oggi in Italia si appresta ad iniziare la sua ultima stagione, è forse uno dei fenomeni mediatici più forti degli ultimi anni. Chi non ha mai sentito il motto degli Stark “L’inverno sta arrivando”, anche sotto forma di meme o di prese in giro. Così come tante altre citazioni famose, specie tra i più giovani come “Valar Morgulis” a cui solo i più impallinati sapranno come rispondere (a proposito: Valar Dohaeris).

Non potevano mancare, vista la ricchezza dell’ambientazione nata dalla penna di George R.R. Martin, giochi che ne sfruttassero la potenzialità narrativa e ampliassero l’esperienza di lettori e spettatori portandola al tavolo da gioco. Vediamo insieme quali possibilità ci sono, per tipologie e prezzi, di esplorare Westeros dal salotto di casa.

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Le escape room “casalinghe”, un gioco da tavolo per tutti

C’è un gioco che ha attirato l’attenzione anche degli italiani meno inclini a passare il tempo facendo giochi di società, le escape room, le stanze da cui dover fuggire entro un tempo stabilito – solitamente un’ora – risolvendo enigmi di varia difficoltà e ingegnosità.

La bellezza di queste “stanze” in cui giocare in gruppi (in media 5-7 persone) è la varietà dei temi, che permette di incontrare il favore e l’interesse di appassionati di horror, di investigazione classica, di avventura, fantasy e quant’altro. Non è un caso quindi che questa modalità di gioco sia stata adottata da una serie di giochi, usciti tutti nell’ultimo periodo, che replicano le modalità dell’escape room classica, ma portandola nel salotto di casa tramite carte, componentistica semplice e regole ridotte all’osso, un vero “cavallo di Troia” per portare un gioco da tavolo anche in quelle case che non hanno nemmeno Monopoly.

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