Alla scoperta di Coriolis!

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Avete mai visto Babylon 5? E’ una serie di fantascienza degli anni ’90 quasi contemporanea con Star Trek: Deep Space 9 a firma di J. Michael Straczynski (autore di alcune centinaia di albi della Marvel, delle sceneggiature di Changeling, Thor o World War Z, nonché di He-Man e di davvero molto altro) dall’immaginario davvero atipico, dove politica, guerra, religione, magia e profezie si mescolano. La CGI con cui è stata realizzata non era davvero all’altezza, ma la storia, che forse oggi troveremmo lenta (oltre 20 episodi a stagione per cinque stagioni) avevano una ricchezza di intrecci e sottotrame di grandissima portata e il clima cosmopolita della stazione Babylon 5 era suggestivo, e molto più credibile dell’asettica e perfettina (anche se l’ho adorata) “gemella” di DS9. Tutto questo per dire che avrei sempre voluto una ambientazione che ne cogliesse davvero il feeling e sebbene ci sia un gdr ufficiale (della Moongoose Publishing con sistema d20), all’epoca non era così facile venirci a contatto e in Italia non è mai arrivata. Ma adesso in compenso è arrivato Coriolis: il Terzo Orizzonte e leggendolo mi sono esaltato in maniera incredibile! Una fantascienza che parte da una estetica arabeggiante (che è già una innovazione), complotti e conflitti tra gilde e domini, fazioni in lotta tra di loro in precario equilibrio, mondi e sistemi stellari da esplorare. C’è davvero un universo a cui potersi aggrappare per narrare storie belle, piene di ruolate incredibili, ci sono le Mille e una notte e Blade Runner, Alien e Riddick, dipende solo dai giocatori capire cosa vogliono. Ecco scrivendo effettivamente mi viene in mente che alcune intuizioni dei film con Vin Diesel circa le Chronicles of Riddick, sono degli ottimi spunti che potete portare in Coriolis, come il tema del pellegrinaggio religioso in una ambientazione spaziale, in cui di nuovo – come un tempo – raggiungere un luogo sacro può voler dire viaggiare settimane o mesi, con tutti gli incidenti che possono capitare in un viaggio del genere! Coriolis mi ha dato immediatamente la voglia di approfondire una ambientazione già scritta, capire come è possibile infilarci dentro questa o quella avventura. Se non vi siete scocciati di leggere il mio fomento andiamo ad approfondire un po’ più analiticamente cosa si trova nel manuale base.

Il gioco: un sistema semplice ma non banale

Innanzi tutto Coriolis è un prodotto della Fria Ligan, il gruppo svedese che ha da poco pubblicato un gdr ufficiale di Alien e che è ha prodotto titoli acclamatissimi come Tales from the Loop, Forbidden Land, Symbaroum e Mutant: year zero. Insomma già questa è una garanzia. In Italia viene pubblicato da Wyrd Edizioni a partire dall’edizione inglese della Modiphius. Il volume è ben fatto, con bellissime illustrazioni che aiutano a calarsi davvero molto nell’ambientazione. Le regole sono semplici e piuttosto immediate: si tira un pool di dadi che scaturisce dalla somma tra abilità e caratteristica. Si usano solo i d6. Ogni 6 è un successo. Zero successi uguale fallimento, uno o due successi, il personaggio riesce ma ci sono conseguenze, tre o più e riesce perfettamente con benefici progressivi. E’ un sistema che spinge facilmente la narrazione verso imprevisti o situazioni imprevedibili, e la sua semplicità non fa che mantenere intatto il ritmo del gioco. In casi estremi ci si potrà rivolgere all’Icona (una sorta di divinità) che protegge il PG, ma questo avrà un prezzo in accumulo di Punti Tenebra (l’universo vuole l’equilibrio) che potranno essere spesi dal Narratore per mettere in difficoltà i giocatori, mandare qualcosa di traverso, far inceppare un’arma e via dicendo. Il design del gioco spinge dunque all’intromissione da parte del GM, a mettere i personaggi sempre sotto pressione mentre la storia si dipana, ma è anche molto cinematografico. A questo si aggiunge quello che per me è da considerarsi – in termini di design – un piccolo colpo di genio: come si fa a coinvolgere i personaggi in continue missioni a rischio della loro vita? La taverna può andar bene una o due volte, la fanciulla in pericolo un’altra, ma poi? E se i PG avessero un debito? Una nave – ogni party ne ha una! – costa molto, e il gruppo, oltre ad avere delle mosse “di gruppo”, ha anche un debito pari alla metà del valore della nave. E questo va ripagato, e magari il vostro “benefattore” è un tipo alla Jabba The Hutt. Ecco che i giocatori sono spinti da un bisogno reale e impellente: pagare il debito, con tanto di interessi. Non è una banalità, quando i PG non pagheranno una rata del debito, potrebbero accadere molte cose spiacevoli e dunque interessanti.

Una ambientazione suggestiva

L’ambientazione si diceva. L’umanità nella sua ricerca di luoghi dove potersi espandere hanno trovato dei portali, retaggio di una civiltà scomparsa, che ha permesso loro di arrivare lontanissimo e colonizzare decine di mondi collegati tra loro da altri portali. Lo chiamarono Primo Orizzonte. Poi trovarono un altro portale che conduceva a nuovi “grappoli” di sistemi. Il Secondo Orizzonte. Infine un Terzo Orizzonte venne scoperto. Rivalità e lotte o semplice invidia hanno isolato infine il Terzo dai primi due, condannando la fiorente civiltà al declino, fino all’inaspettato arrivo di un’arca colonizzatrice partita un millennio prima dalla terra al fine di trovare nuovi luoghi dove espandere l’umanità. Ma l’umanità ci era arrivata in anticipo. Questo ha creato tensione, ma anche un innesto di vitalità e tecnologie. La grande nave-arca è stata riconvertita in stazione spaziale: Coriolis! Qui le fazioni trovano un luogo dove cercare una mediazione, qui il commercio è vivo e vitale, e la stazione diviene una sorta di “capitale morale” dei mondi che sono collegati tra loro dai portali. In questo universo si svolgono le avventure dei giocatori. Ne vale la pena.

Ringrazio la Wyrd Edizioni per avermi fornito una copia del gioco.

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Giocare con i sentimenti: il gioco di ruolo e le tematiche adulte

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Il gioco di ruolo è un hobby ancora relativamente di nicchia, si espande in Italia e all’estero con grande determinazione, ma soprattutto tra chi non lo conosce se non per sentito dire, i fraintendimenti sono molteplici.

Il gioco di ruolo ha una lunga storia che affonda contemporaneamente le sue radici nel gioco e nella psicologia, per un approfondimento suggerisco questo articolo del sito Storie di Ruolo. A noi interessa questo intreccio: giocare un personaggio che può essere un alter ego di se stessi oppure qualcosa di totalmente diverso, per narrare una storia condivisa in una o più partite, con i propri amici.

Si può giocare di tutto, e le varianti del gioco di ruolo non mancano, e così come esistono giochi pensati appositamente per un pubblico di giovanissimi (come ad esempio Kids&Dragons), esistono anche giochi pensati per essere giocati da persone adulte e che fanno dell’esplorazione di tematiche da adulti, il loro punto di forza. Sono i due estremi del mercato dei giochi, che offre diversissime soluzioni a tutte le esigenze di gioco. Ognuno poi gioca come vuole, purché al tavolo siano tutti d’accordo.

Oggi parliamo – si sarà intuito – dei giochi con temi per adulti. No non parliamo di pornografia, al limite qualcuno di essi ha la sessualità e l’erotismo tra i suoi temi, ma sgomberiamo il campo da equivoci: si resta tutti vestiti, il gioco è totalmente narrativo, lo scopo è divertirsi raccontandosi storie. Storie d’orrore, storie tristi, storie di perdita, storie d’azione condite con molta violenza. Storie capaci di disturbare, ma anche di interrogare i giocatori. Perché uno per “giocare” dovrebbe voler provare queste cose? Per lo stesso motivo per cui a volte è bello vedere un film drammatico dove alla fine si piange.

PROSEGUE SU TPI

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Quattro chiacchiere col dinamico duo: MorgenGabe

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Si scrive unito ma sono in due: Chiara e Giuseppe e seguendoli si scoprono solo giochi belli

Se non li avete mai visti nelle loro dirette allora potete pure finirla qui e andare a giocare da un’altra parte, se invece conoscete Chiara Listo e Giuseppe Vitale, ovvero Morgen e Gabe, magari avrete voglia di continuare la lettura e scoprire di più di questa coppia, nella vita e al tavolo da gioco, che con costanza si occupa di allargare gli spazi dei giochi indipendenti e dare voce al gioco di ruolo moderno.

Domande di rito: perché “MorgenGabe”? Che vor dì? Come diciamo noi a Roma…

Morgengabe deriva dal Morgengabio, un istituto di diritto longobardo, in pratica era un regalo che il guerriero longobardo faceva alla moglie il giorno dopo il matrimonio, per equipararla a lui di fronte agli dei. Vorrebbe dire che siamo perfettamente bilanciati e uguali!

Voi non avete iniziato da moltissimo, ma siete diventati rapidamente un punto di riferimento nel piccolo ma agguerrito mondo del gdr. Come nasce questa esperienza?

Abbiamo cominciato nel febbraio del 2017, e all’inizio la nostra pagina era solo un contenitore per alcuni racconti che scrivevamo e per i nostri articoli. All’epoca scrivevamo per numerose riviste pop e per qualcuna che riguardava il gioco di ruolo. Poi Tommaso Baldovino, l’admin di Gdrplayers, ci ha chiesto di scrivere per lui e questi contenuti hanno iniziato ad essere letti ed apprezzati da chi ci seguiva. Pian piano siamo cresciuti, grazie al supporto continuo di chi ci seguiva, e abbiamo iniziato a postare di più e ad alzare il nostro livello qualitativo al meglio delle nostre possibilità.

Quindi se ci chiedi se avevamo un obiettivo quando abbiamo cominciato la risposta è No. Lo abbiamo ora, vogliamo costruire una community educata e con cui discutere della nostra passione, perché è solo per la passione che abbiamo per i giochi di ruolo che siamo qui e per il calore e l’affetto di chi ci segue se continuiamo con questo impegno, a volte gravoso, per continuare a portare contenuti di qualità.

Io mi sono reso conto, ed è da questa epifania che nasce questa voglia di “conoscersi”, che al primo giorno del Play passeremo insieme praticamente 8-9 ore, quasi un sequestro di persona, prima per Il Gdr al Buio del pomeriggio e poi per la prima multitavolo di Lovercraftesque alla sera. Molto impegno per far crescere la comunità, perché?

Il Gdr al Buio è un format di cui siamo coordinatori nazionali, insieme ad Edoardo Cremaschi e Daniele Fusetto di Storie di Ruolo. Per dirla in maniera molto semplice – Entri, ti siedi e giochi – chi partecipa non sa che avventura si troverà a vivere finché l’evento non comincia e ogni tavolo porta sempre un gioco diverso, ogni mese. I giochi non si ripetono mai nel corso di una stagione e in questo modo possiamo mostrare tutte le sfaccettature del gioco di ruolo ai nostri utenti, dalle più classiche alle più moderne. Noi lo organizziamo a Bologna, ma il format è in moltissime città italiane e questo ci riempie di gioia. L’idea di un grande evento nazionale, dove si ritrovano i master e i facilitatori di decine di realtà diverse per un pubblico molto vasto si è concretizzata di fronte ai nostri occhi.

Riguardo il Multitavolo di Lovecraftesque: qui non siamo organizzatori, ma solo facilitatori. Gli amici di Narrattiva ci hanno contatto per avere una mano e noi abbiamo accettato con entusiasmo. Probabilmente si tratta del primo evento di questo genere – un gioco masterless (anche se il termine esatto per indicare Lovecraftesque è masterfull) multitavolo? – probabilmente non si è mai visto!

Il pregio del vostro lavoro è aver acceso una luce molto forte sui giochi indie, sui masterless, su giochi dove la componente emotiva è centrale, giochi tutt’altro che “ludici” ma non per questo meno accattivanti, solo più misconosciuti…

In realtà il nostro legame con i giochi indie è meno forte di quello che potresti pensare. Noi parliamo dei giochi che ci piacciono e, casualmente, avevamo appena cominciato a giocare ai giochi che alcuni chiamano indie, un termine colloquiale ma che in realtà vuol dire ben poco, così come il termine moderni, ma che utilizziamo per farci capire.

In generale noi crediamo che ogni gioco abbia la sua dignità e che non esista il gioco perfetto, ma solo il gioco giusto per il gruppo giusto al momento giusto. I giochi di ruolo sono di tutti i tipi e generi, un po’ come i film, quindi non tutti devono avere lo scopo di far fare grasse risate, non tutti devono farti piangere e riflettere la sera e così via. Quello che vogliamo fare è far conoscere le mille sfaccettature del nostro hobby a chi ci segue, in modo che chi giochi possa scegliere ciò che gli è più congeniale per questa o quella serata.

Un altro aspetto molto interessante delle vostre dirette è che cercate di popolarizzare un dibattito sulle teorie del gioco…

In realtà noi non parliamo di teoria, la domanda infatti è un po’ buffa: ci seguono molti autori di giochi di ruolo e spesso ci criticano perché parliamo poco di teoria – quella vera – e ci limitiamo a divulgare alcuni aspetti del mondo del gioco di ruolo, spesso molto pragmatici. Quando accenniamo alla teoria lo facciamo sempre citando le fonti, ma soprattutto citando degli esempi pratici, perché per una mancanza di linguaggio comune risulterebbe fuorviante parlare di “Teoria del Game Design” e soprattutto risulterebbe completamente fuori target rispetto a chi segue MorgenGabe per informarsi senza però essere interessato ai meandri più tecnici del gioco di ruolo.

Forse questa impressione è dovuta al fatto che hai seguito alcune delle nostre dirette, dove cerchiamo di porre l’accento su alcuni modi di fare del nostro hobby, o nelle quali parliamo di generi di gioco e di varie novità. Possiamo assicurarti però che quella non è teoria, la teoria è ben altra ed è molto più astratta e distante!

Riguardo al dibattito, invece: cerchiamo di portare tutti a chiacchierare e a dire la propria, in maniera educata e pacata, perché ci piace il confronto e ci piace poter crescere dal confronto con i nostri utenti. La nostra comunicazione è sempre incentrata su questo: poche lezioni frontali – quelle le lasciamo a chi è davvero capace – e molta interazione.

Ci avevi chiesto tre giochi da salvare nel caso in cui dovessimo fuggire verso un’isola deserta:
Non è una risposta facile ma…
Gabe: Cani nella Vigna, perché è uno dei giochi che più mi piacciono di sempre.
Over the Edge, per il suo valore storico eccezionale.
The Quiet Year, per la grandissima prova di game design, un gioco davvero ma davvero particolare.

Morgen: Apocalypse World, per l’influenza che ha avuto sul mondo dei giochi moderni, essendo il capostipite di tutti i pbta.
Vampiri, un altro gioco che ha cambiato il modo di vedere e di giocare delle persone, la prima edizione è storicamente un punto di svolta della cultura ludica.
Be-Movie, un gioco bello, ma bello davvero!

La chiacchierata si è protratta molto oltre e abbiamo parlato anche del concetto di hybris nel etica greca classica, del problema della percezione nei media tradizionali e del fatto che in Italia si mangia bene, ma solo fino a Bologna, e che comunque carbonara e cacio e pepe come le fanno a Roma, da nessuna altra parte…

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