Quattro chiacchiere con l’Associazione Lokendil

0 0
Read Time:8 Minute, 7 Second

Ricominciamo con qualcosa che non facevo da un po’: le interviste. Ma si può intervistare una associazione? Sì, se poi l’associazione è la benemerita Lokendil di Fabriano allora ne vale ancora di più la pena. Ecco allora qualche domanda in questo anno difficile che coincide con il traguardo più ambito: 30 anni di Convention, un obiettivo che in Italia nessuno – specie tra le associazioni – ha mai raggiunto. Ma procediamo.

“Cari Lokendil”: 30 anni di FabCon nell’anno del Covid. Il traguardo più bello, nelle condizioni più dure, non solo organizzative, ma di mood generale del paese. Come vi siete preparati a questo doppio” appuntamento?

Per noi, Fabcon è sempre stata un momento cruciale della vita dell’associazione: è nata addirittura 4 anni prima della Lokendil!

Abbiamo cercato a lungo di capire quale potesse essere il suo futuro: nel 2018, abbiamo anche organizzato un piccolo seminario con Glauco Babini, dell’organizzazione di Play Modena, e con altri organizzatori di eventi e convention ludiche, per riflettere su quale direzione dare al nostro evento.

L’idea a cui siamo arrivati è che Fabcon fosse un evento unico perché era una convention di giocatori per giocatori : partite lunghe ed appassionanti, personaggi complessi, tanti giochi non solo da provare ma da gustarsi appieno.

La conferma che fosse la direzione giusta ce l’hanno data Andrea Lucca, Alex Melluso e Roberto Rossi, che abbiamo avuto come ospiti lo scorso anno: FabCon doveva essere il luogo in cui giocare, ma giocare davvero e tanto.

Ci siamo preparati alla nostra “normale” FabCon per mesi: anche negli scorsi anni, tanto del successo dell’evento era stato dovuto ai rapporti di amicizia e di gioco con associazioni e gruppi di gioco, quindi abbiamo iniziato a girare come trottole, da Camerino a Milano a Firenze a Modena, per trovare nuovi amici e invitarli. Avevamo avuto anche la disponibilità di Matthew Dawkins, della White Wolf, a venire di persona alla Fabcon.

Il nostro trentesimo compleanno avrebbe dovuto essere una grande celebrazione del giocare e dello stare insieme.

Quando è arrivata la quarantena, abbiamo aspettato a lungo, non solo per capire se fare una FabCon sarebbe stato possibile, ma anche per capire se ce la saremmo sentita, se la community dei giocatori avrebbe voluto ritrovarsi insieme di persona.

Abbiamo deciso di provarci, perché per noi in ballo non c’era un evento, ma prima di tutto un modo per stare insieme e dire, tutti quanti, che questo assurdo 2020 non ci avrebbe tolto anche la voglia di immaginare.

Ovviamente, ci siamo mossi subito per affrontare con rigore il lato sicurezza : per noi, non è concepibile divertirsi mettendo in pericolo gli altri. L’evento si farà totalmente all’aperto, in bellissimi chiostri e loggiati medievali che ci permettono di usare postazioni di gioco molto ampie, con distanze tra giocatori superiori a un metro e tra tavoli di tre-cinque metri. Sarà obbligatorio indossare la mascherina durante tutti gli eventi, e potranno partecipare alla Convention solo i registrati agli eventi, non i semplici visitatori. Abbiamo rinunciato a giochi da tavolo e di carte per ridurre gli usi promiscui, metteremo gel disinfettante ad ogni tavolo e abbiamo portato online tutti gli eventi culturali, per ridurre al massimo gli assembramenti.

Ma abbiamo cercato di preservare lo spirito della convention : giocare, giocare, giocare. Ci saranno il torneo di Cthulhu più grande d’Italia, un LARP di Vampiri, un esperimento di LARP misto online e offline che concluderà un ciclo narrativo di alcuni anni…

Grazie alla reazione davvero entusiasta della community, delle associazioni, degli editori, avremo oltre 50 eventi in presenza e oltre 20 su Discord per tutti i gusti.

Siamo stati sommersi di affetto, e di entusiasmo, e siamo davvero commossi per questo: questo non era il Trentesimo compleanno che ci eravamo immaginati, ma lo avete già reso un compleanno bellissimo.

L’associazione Lokendil è davvero un punto di riferimento nazionale per il GdR, quasi 30 anni di attività sono un record in Italia. Qual è la vostra storia? Come nascete?

La Lokendil è nata come un prodotto della FabCon, che a sua volta è una inaspettata conseguenza del movimento della Pantera. Quando un gruppo di giovani fabrianesi occupò una scuola, tanti anni fa, si rese conto che fare eventi autogestiti per giovani da giovani non era impossibile.

La prima Fabcon fu fatta nel 1990: in quei primi mitici anni si giocava in palestre, ai giardini pubblici con le tende… La Lokendil è nata per dare continuità a quell’esperienza, nel 1994.

Abbiamo soci che hanno iscritto i figli adolescenti: ci sono intere generazioni di giocatori tra noi.

Abbiamo avuto momenti duri: c’è stato un lungo periodo in cui, in assenza di una sede, eravamo ridotti a meno di 20 iscritti. Il momento di massima popolarità degli MMORPG sembrava aver reso il gioco di ruolo classico obsoleto.

Ma abbiamo resistito, anche grazie alla FabCon e all’affetto per quel modo di stare insieme e divertirsi che aveva segnato anni della nostra vita. Anche il gioco di ruolo dal vivo, spingendoci a uscire, incontrarci, investire tempo e attenzione, ci ha aiutato a cementare lo spirito associativo. Le Cene con delitto, che abbiamo sempre costruito come eventi più simili a un LARP, invece ci hanno fatto trovare nuovi amici e giocatori, e esercitare con eventi dai grandi numeri.

Abbiamo lavorato tanto sul valore educativo e culturale del gioco, partendo nel 2014 con un incontro con Vanni Santoni , ma anche con convegni e seminari per docenti, e eventi per bambini e ragazzi.

Uno dei momenti più belli delle ultime FabCon per noi è diventata proprio la domenica pomeriggio, quando potevi trovare ragazzi, adulti e “senior” allo stesso tavolo di D&D, gli adolescenti ai tavoli di Kids & Dragons, e i bambini con i nonni o i genitori a giocare da tavolo o con i libri game.

Vorremmo fare di più, perché per molti di noi il gioco di ruolo è stata un’esperienza che ci ha arricchiti prima di tutto a livello umano, di relazioni e anche di capacità di comunicare e stare insieme: la sfida più grande, quella per cui dobbiamo metterci in discussione, non è tanto far giocare le persone, ma appassionarle al lato associativo, costruire un ambiente in cui si cresce insieme.

Quest’anno oltre ai tavoli per le partite – moltissimi e con molti editori a farvi da “spalla”, segno di un riconoscimento chiaro – ci sono molti panel importanti con autori, traduttori, editori, influencer, mi pare di intuire che il mood sia: “dove va il GdR” in Italia in particolare. Voi che idea vi siete fatti, pre e post Covid?

Negli anni d’oro della nostra adolescenza, venivamo ovviamente visti come matti dai dirimpettai della nostra sede: quando Vanni Santoni nel 2017 venne da noi presentarci “La stanza profonda” quell’immagine era ancora diffusa, ma in pochi anni si è del tutto ribaltata e il gioco di ruolo è diventato davvero un fenomeno di massa, grazie al connubio tra D&D, serie TV, videogiochi, fumetti…

Dove va il gioco di ruolo? La nostra è un’associazione fortissima sui “classiconi”, come Cthulhu e il Mondo di Tenebra, ma abbiamo sempre avuto anche una forte vena narrativa e sperimentale, con giochi come Kult o Angeli e Demoni.

La Fabcon e gli altri eventi per noi sono stati un’occasione fantastica di scoprire giochi nuovi, e Internet ha fatto il resto: parlando da giocatori, non c’è mai stata tanta offerta ludica, anche grazie all’impegno di case editrici coraggiose. Need Games, Wyrd, Raven, Dreamlord e tante realtà indipendenti stanno localizzando prodotti a ritmi mai visti.

E la bella notizia è che autori, artisti e game designer italiani si stanno facendo sotto, con prodotti capaci di sbancare in Italia, fare cose bellissime dal punto di vista del game design e dell’artwork, sbalordire anche all’estero. Lex Arcana, i progetti di Mana Project, Brancalonia, Not the End, Two Little Mice, Kids & Dragons, Duralande, i LARP della Chaos League… Siamo felicissimi che l’Italia torni a dire la sua, o meglio inizi davvero a dire la sua, nel mercato ludico.

Come avete vissuto la vita associativa in questo periodo? Cosa avete potuto organizzare per il territorio? E se il lockdown dovesse ritornare che ne sarà dell’associazionismo territoriale secondo voi?

Ci siamo lanciati su Discord per cercare di non perdere il ritmo! Abbiamo fatto tre eventi online, con grande partecipazione, sia dei nostri sia di esterni e di autori ed editori. C’era tanta voglia di stare insieme, di vedersi. È stato un primo esperimento, da lì abbiamo aperto varie campagne online.

Ci è dispiaciuto tantissimo dover interrompere un ciclo di eventi che avevamo lanciato con la Biblioteca di Fabriano, Young Adults, che abbinava letture di grandi autori con sessioni di gioco di ruolo a tema.

Un ritorno del lockdown ci riporterebbe dietro lo schermo: l’Italia però è un paese in cui l’associazionismo coinvolge milioni di persone, ce la faremo. Anche perché essere giocatori è associati per noi significa essere amici, prima di tutto.

Il mondo del gdr ha sempre visto nella sua modalità “analogica” un punto di forza, anche pedagogico e di promozione sociale, la sua versione “Discord“, cioè quindi digitale snatura il “pen and paper“?

Il digitale dev’essere visto come complementare all’analogico: tutti noi preferiamo giocare dal vivo, ma durante il lockdown abbiamo anche aperto campagne con amici di tutta Italia, persino con una ragazza francese. E il digitale ha permesso al mondo del gioco di estendere la sua portata e fruibilità a livelli mai visti.

Come spesso accade, bisogna prendere il buono delle innovazioni e unirlo al buono della tradizione : in questa convention sperimenteremo un evento ibrido, un LARP con 25 giocatori in presenza e 8 collegati su Discord che giocheranno in simultanea con noi. Il tema che abbiamo scelto per la nostra Con è proprio l’alleanza tra sogno e tecnologia per sconfiggere l’incubo : insieme ce la faremo!

Grazie! E in bocca al lupo!

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Quattro chiacchiere con: la signora del Salotto di Giano, Laura Cardinale

0 0
Read Time:8 Minute, 18 Second

Chiacchierata con Laura “Cardiff” Cardinale

C’è un posto a Roma dove si gioca, si legge, si imparano un sacco di cose, ad animare questo posto c’è una ragazza, classe 1994. Il luogo è Il Salotto di Giano, lo vicepresiede (parole sue!), Laura Cardinale, che contattiamo per il suo molteplice ruolo nel mondo ludico capitolino e non solo. Animatrice di incontri e serate di Buio, scrittrice di avventure, collabora una importante casa editrice del settore. Romana e intrisa di romanitas, ha mantenuto viva la fiaccola di Lex Arcana anche quando il gioco era un prodotto di un’altra era del gioco di ruolo italiano, adesso scrive avventure per la nuova edizione.

Partiamo a bomba: il 25 maggio super evento a Roma per il lancio di Lex Arcana in una location pazzesca organizzata dal Salotto di Giano che tu, abbiamo detto, vicepresiedi. Raccontaci qualcosa….

Si tratta di una grande iniziativa per noi, un’occasione per mettere sempre di più in pratica quello che è il nostro motto: “fare cultura divertendosi”. Trattandosi dell’apertura in esclusiva di un’area archeologica romana [Lo stadio di Domiziano, Ndr], abbiamo subito pensato che sarebbe stato bello trattare Lex Arcana. Più romani di così…!

Come si svolgerà?

Sarà un lungo pomeriggio, dalle 17.00 alle 24.00 per circa 7 ore di attività. L’idea era di creare qualcosa di completo, quindi avremo un po’ di tutto: dal gioco di ruolo alla visita guidata, dall’incontro con gli autori all’aperitivo archeologico, fino alla mostra di figurini storici grazie all’accademia di modellismo. L’evento sarà unico in ogni sua parte, secondo il programma stabilito. Si inizia con la visita in esclusiva (anche in alcune aree solitamente non direttamente accessibili al pubblico come la parte di scavi dell’Ecole Francaise), poi i figurini storici, l’apericena e, infine, tre ore di sessione originale con il nuovo regolamento. L’avventura sarà ambientata nel retrosetting ufficiale (quindi non in epoca di Teodomiro, bensì antecedente) e, ovviamente, sarà legata alla storia dello Stadio. Ovviamente abbiamo inserito la scelta, chi vuole potrà non sedersi al tavolo e stiamo già strutturando assieme ai nostri ospiti alcune alternative. I posti, dopotutto, sono davvero limitatissimi. Il che rende l’iniziativa ancora più esclusiva, con posti limitati.

Il Salotto di Giano è una delle realtà più attive nel gdr nella Capitale e non solo, visto che “giocate anche in trasferta” come il Firenze Festival. Come nasce, quando e perché?

L’associazione nasce nel novembre 2015 pensando a tutto, fuorché ai giochi di ruolo. Il che fa sorridere dato che, attualmente, sia una delle nostre attività più vive. Ci occupiamo di promozione della cultura attraverso i libri, pensandoli come mezzo di socializzazione. Ci piace mostrare come il libro sia un mezzo trasversale, in grado di unire più mondi. Abbiamo iniziato così a organizzare eventi che unissero diverse realtà: da libri e film, libri e giochi da tavolo, fino al nostro libri e giochi di ruolo. Si tratta comunque di un progetto familiare e questa è una cosa a cui teniamo molto. Nasce dall’idea dei miei genitori, da un bisogno che sentivamo di creare un posto in cui poter condividere le nostre passioni. Ormai sono due anni che portiamo avanti le nostre iniziative di GDR Letterari.

Qualche esempio?

Per esempio, in occasione della Notte Europea dei Ricercatori siamo rientrati nel bando di Frascati Scienza organizzando un evento che unisse divulgazione scientifica e giochi di ruolo. Prima è intervenuta Licia Troisi che, a partire da “Catastrofi!”, raccolta di saggi di Asimov, ha analizzato le diverse teorie esistenti sulla fine del mondo (e ne abbiamo anche letto dei brani). Poi, a partire da Notturno, romanzo di Asimov e Silverberg, abbiamo organizzato una sessione multitavolo per 30 persone. Abbiamo cercato di mostrare come potessero essere loro stessi protagonisti della ricerca scientifica, diventando ricercatori per una notte. Lo scopo era salvare il mondo!

Fichissimo! E poi c’è anche Giano Academy, a cui io stesso ho partecipato e mi sono molto divertito, che è una iniziativa unica in Italia proprio perché si concentra sul gdr e non sul boardgaming. Prossime iniziative?

Esatto, la creazione più recente! Annunciata a novembre 2017, è diventata operativa da gennaio 2018. In un anno abbiamo avuto più di 50 corsisti e, alcuni corsi, sono stati già replicati quattro volte. E’ stata un’iniziativa nata proprio dai soci, da un’esigenza che c’era in associazione. Sempre più persone ci chiedevano consigli su come fare una o tal’altra cosa. Ci piaceva l’idea di dare una forma alla nostra passione, di mostrare come si possa creare una professione.

A livello di accademia sì, abbiamo optato per essere “Giano Academy – Accademia del Gioco di Ruolo“, prediligendo proprio questo aspetto, che è quello in cui siamo maggiormente competenti. Ci sono già molte realtà che si occupano di game design, ma nessuna in Italia che avesse dei corsi organici sul Gdr. Come dicevo, era un’esigenza che sentivamo noi in primis in associazione, per quello abbiamo deciso di dedicarci a questo. Il gdr, obiettivamente, è soggettivo. Quello che a me può piacere in un master, non è detto possa piacere a un altro. Però è pur vero che ci sono delle caratteristiche che possono essere valutate: scrittura, illustrazione, narrazione e via dicendo. Sono tutte competenze che esistono e vengono insegnate in altri settori. Quindi perché non chiamare esperti e insegnarle, declinate in ambito gdr? Noi insegniamo delle tecniche, poi i corsisti decidono di applicarle o meno con i metodi che preferiscono e sentono più loro.

Molto interessante, tu personalmente collabori come freelance anche con Need Games e di Lex Arcana hai scritto una delle avventure del Kickstarter, cosa ci puoi dire?

Con Need Games ho collaborato recentemente per l’editing di due manuali, Nazioni di Theah vol.2 e il nuovo Tails of Equestria. Faccio editing da un bel po’ ma è stata la prima volta nel campo dei manuali per il Gdr, è stato davvero bello! Con Lex Arcana è stata un’esperienza strana! E’ la mia prima avventura pubblicata ufficialmente e… la prima che ho scritto in assoluto per Il Salotto di Giano, quando ci aprimmo ai Gdr. Forse una delle mie storie preferite in assoluto. Ironicamente, quella che ci ho messo di più a scrivere “per bene”, dopo essermi stato chiesto di pubblicarla.

Ci sono altre tue opere in giro?

Occhio agli spoiler…diciamo che a breve usciranno un paio di cose mie, in download gratuito e con il “consenso ufficiale” di autori/editori per giochi diversissimi tra loro, peraltro! (ride)

a proposito di Need Games: parliamo di My Little Pony Tails of Equestria, insieme a “Mostri!? Niente paura!” (in Italia con Wyrd, Ndr) è uno dei rarissimi casi di giochi di ruolo pensati per i più piccoli, un modo per introdurre anche i bambini al gioco di ruolo da tavolo. Cosa ne pensi? Cosa ci sarà nel manuale? Come ci si approccia al gioco coi più piccoli? Che giochi consiglieresti?

Cosa c’è nel manuale lo so bene, ma anche qui rigorosamente niente spoiler! Devo dire che sono prodotti che mi piacciono. Lavoro molto nelle classi, anche per via del progetto pilota di gdr didattico che stiamo portando avanti quest’anno, e devo dire che sia sorprendente vedere l’entusiasmo dei ragazzi. Con fasce ancora più giovani secondo me è fondamentale: sviluppa creatività, immaginazione, dialettica. Aiuta il confronto con gli altri, il rispetto, la responsabilità. Approcciarsi al gioco con i più piccoli è secondo me bellissimo, oltre che molto divertente. I ragazzi sono intelligenti e riescono sempre a stupirti. Non scorderò mai un ragazzino di 8 anni che, con Mostri!? Niente Paura!, ha voluto fare a tutti i costi un t-rex collezionista di palline rosse che aveva come “tana” la chiglia di una barca. Alla domanda “come fai a raggiungere i tuoi amici?” la sua risposta è stata “con un razzo”. E in effetti aveva perfettamente senso (ride) Diciamo che, secondo me, sia Tails che Mostri, sono perfetti con fasce “giovani”. Ultimamente, sebbene in forma leggermente semplificata, mi sto trovando molto con Avventure nelle Terra di Mezzo con i ragazzi delle scuole medie

Se non sbaglio Il Salotto collabora con LabGDR proprio usando ATM…

Esattamente, uno splendido progetto! Utilizzano il Gdr come mezzo non solo terapeutico ma anche educativo. Un’iniziativa stupenda che si sta ampliando sempre più.

Domanda forse scontata, ma è un tema di cui si discute ancora e con maggiore approfondimento: donne e giochi di ruolo, donne master (in questi giorni ci si interrogava nei forum su Facebook sull’articolazione: la Master, il master, la mistress con un pericoloso avvicendamento al mondo del fetish), linguaggio inclusivo. Tu che sei giocatrice, autrice, master, animatrice che esperienza hai? C’è chi ti tratta da fenomeno o che storce il naso?

Buffo, perché proprio da quando si è sollevata la questione ho iniziato a farci caso e, prima, non mi ero mai posta il problema. Solitamente mi sono sempre immaginata come Master (senza articolo), al massimo “la”, ma non mi è mai piaciuto molto. Laddove poteva esserci la conversione alcuni modificavano (ad esempio per alcuni miei player di Lex Arcana sono la “Demiurga” anziché “Demiurgo”). In generale non ho mai avuto molti problemi. Io, personalmente, sono dell’idea che cercare di convertire un nome con una sua storicità non ha senso. Cioè, abbiamo moltissimi esempi di categorie che utilizzano lo stesso sostantivo al maschile e al femminile senza variazione di articolo. Ho trovato però molto suggestivo un commento che ho letto che parlava di “Dungeon Lady“. Non so, ha un qualcosa di affascinante! Fortunatamente comunque nessuno si è mai stupito più di tanto, ma è pur vero che sono in un’associazione in cui, di 200 e passa giocatori, poco più della metà sono donne. E’ difficile vederci come “un fenomeno” quando al tavolo su sette persone, cinque sono ragazze. A noi sembra tutto normalissimo. Ma in generale, fiere tornei o altro, non ho mai assistito a scene di stupore vero e proprio Devo dire che, a pensarci, è divertente che ad aprire il progetto dei Gdr presso Il Salotto di Giano, furono due ragazze!

ll tetto di cristallo era già rotto insomma

Si decisamente…

Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
0 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %