Pronti a salpare per il Mare Atabeano?

Vi piacciono le ambientazioni piratesche? Amate le situazioni di “cappa e spada”? Allora il gioco che fa per voi è 7th Sea. Innanzi tutto per la dettagliata storia di questa ambientazione frutto di un  fortunato kickstarter dell’americano John Wick che ha così potuto realizzare la seconda edizione di un gioco molto famoso negli States (uscito nell’ormai lontano 1999) ma che era rimasto in una qualche forma di oblio fino al 2016, quando John Wick ha ottenuto i diritti dalla Alderac e i fondi dagli appassionati.

Localizzato in Italia dalla Need Games, che ne cura la diffusione con moltissime iniziative ludiche al motto di Ruolare. Duro. Sempre. 7th Sea sta avendo un gran riscontro di pubblico e di critica (è stato nominato Miglior Gdr a Lucca 2017) e sta seguendo la pubblicazione dei supplementi praticamente con lo stesso ritmo dell’edizione americana.

Dopo l’uscita del Manuale base, dello schermo del Narratore e dell’utile (ma non indispensabile) “Eroi e Malvagi” (una teoria di PNG con moltissime trame  e sottotrame da poter utilizzare per le campagne a Théah) al Play di Modena 2018 ha fatto capolino il molto attesa “Nazioni Pirata” che è davvero un “must to have” e soprattutto un “must to play” che contiene un avanzamento della storia e della geografia del mondo di Théah (in pratica al momento Europa e Caraibi in chiave fantasy), nuove stregonerie e nuovi stili di duello e soprattutto le regole per una intera campagna come pirata con una serie di regole nuove adatte a fare della ciurma qualcosa di più di un semplice manipolo di predoni.

Forte è l’influsso della filmografia dei Pirati dei Caraibi, il che è tutto tranne che un limite, se ne respirano gli accenni sparsi qui e lì. Similmente il buon vecchio Monkey Island può essere per voi fonte di ispirazione e soprattutto il libro e il film The Princess Bride contiene tutti gli ingredienti di una buona sessione di 7t Sea. Questo perché il realismo non è di casa in 7th Sea che chiede, anzi pretende, di essere giocato “sopra le righe”, con personaggi volutamente overpower, dove sono le interazioni sociali, le investigazioni, il venire fuori da una situazione difficile con l’astuzia e non necessariamente con la forza. Tuttavia, se essa fosse necessaria, un singolo duellante può falcidiare una mezza dozzina di sgherri senza fatica…

Questa è l’immagine del nuovo manuale di 7th Sea “Nazioni Pirata”

Chi vuole far aprire il Centro Studi Tolkeniani?

Anche in questo caso si tratta di un crowdfunding, questa volta sulla piattaforma Indiegogo, ma il tema è decisamente diverso. Non un gadget o un gioco, qui si tratta di aprire il primo Centro Studi dedicato a JRR Tolkien d’Italia, promosso dall’Associazione Studi Tolkeniani che, come spiegano sul loro sito:

Gli ambiti di indagine dell’Associazione sono strettamente legati alle competenze specifiche dei suoi iscritti e i suoi fini sono esclusivamente letterari e artistici. Le opere del professore di Oxford sono anche lo spunto per conoscere altre opere letterarie coeve e autori che fecero il suo stesso percorso artistico. L’Associazione è inoltre aperta alla collaborazione con altre organizzazioni che abbiano analoghe finalità presenti in Italia e all’estero.

Di seguito il video esplicativo del loro progetto:

In caso di successo il Centro aprirà i battenti a Dozza, in provincia di Bologna:

Un affascinante borgo medievale posto su una collina e dominato da un’imponente Rocca sforzesca, a pochi passi dalla città universitaria di Bologna. Dove  ogni due anni si svolge il FantastikA, un evento tutto dedicato all’arte e alla cultura del fantastico.

Di seguito i vari obbiettivi che il CST si propone in base alle risorse che riuscirà ad ottenere. Al momento si è garantita la possibilità di “aprire i battenti” raggiungendo – e superando – la quota di 5 mila euro. Il vero prossimo step è raggiungere i 18 mila che apriranno e renderanno realmente operativa la Tana del Drago…

L’idolo perduto di Tzulan Quest

Le rovine del tempio di Tzulan sono davanti a te. Sei ad un passo dall’entrare in possesso dell’Idolo più imbronciato che i Brutti Musi abbiano mai forgiato, ma una corsa con stanze colme di pericoli, creature mostruose e soprattutto altri avventurieri agguerriti ti separano dal preziosissimo artefatto. Per superare le stanze del tempio ogni mezzo è lecito: scambi, alleanze, fughe, diversivi, truffe e tutta l’abilità dei veri cercatori di tesori in una corsa verso l’Idolo Dorato!

 Gli ingredienti di questo gioco adatto alle famiglie sono quelli di un regolamento piuttosto agile, fatto di scambi di carte, carognate tra giocatori e una certa rapidità nello svolgimento oltre al fatto che l’ambientazione ricalca o almeno richiama quella di Indiana Jones!
3-5 giocatori dagli 8 ai 99 anni come dice la scatola, lo qualificano come un family game.
Quello che segue è il nostro primo unboxing che ci permette di vedere cosa contiene lo scrigno della scatola di questo prodotto della Red Glove, una casa editrice forte di altri family game molto semplici ma davvero divertenti. Ne riparleremo…

Tzulan Quest #unboxing #boardgame #RedGlove #madeinitaly #instagame #gallery

Un post condiviso da Io Non Gioco da solo (@non_gioco_solo) in data:

Il gioco è sostanzialmente un gioco di carte con tessere percorso da allineare coperte fino al centro del tavolo dove una casella pentagonale segnala il punto di arrivo definitivo e lo scopo stesso del gioco: l’Idolo d’Oro. Nel frattempo ogni tipologia di tessera (ce ne sono 4) rappresenta i tipici pericoli che i cacciatori di tesori incontrano: giungla impenetrabile, stanze buie, crepacci invasi dalla lava e stanze con enigmi. Tutte si risolvono con la relativa carta e in ciascuna è possibile trovare (o far trovare, l’interazione tra i giocatori è fondamentale) mostri corrispondenti. Fantasmi solo nelle stanze buie per esempio.

I giocatori possono anche piazzare trappole per impedire anche solo di sapere cosa contiene la stanza successiva. Uccidere i mostri e scambiare carte tra giocatori permette di acquisire gemme che servono a comprare carte o a risolvere trappole ecc. Il gioco scorre bene, io ci ho fatto solo una partita di prova che è durata un po’ più dei 30 minuti descritti nella scatola ma siccome l’ho addirittura comprato direi che conferma che il gioco mi è piaciuto e che lo consiglio vivamente…

Su Amazon lo trovate qui ad un prezzo variabile tra i 14.85  e i 16.50 euro a seconda della spedizione

Una spilla che vale un tesoro…

Segnaliamo volentieri l’iniziativa di questi giovani designer italiani, anche perché li abbiamo incontrati dal vivo al Modena Play (poi ne parliamo) di quest’anno con in mostra la versione precedente (che se possibile era ancora più figa) di questa che attualmente è in attesa di finanziamento su Kickstarter.

Lo diciamo subito: noi sottoscriviamo e alla prossima occasione la indosseremo sicuramente.

Per dare una mano qui c’è il loro progetto su KS

Si comincia…

Sono un giocatore poco più che casual, ma lo sono ormai da molti anni, ho giocato di ruolo e da tavolo, qualche puntata verso il mondo del live ma senza appassionarmi. Sono come molti di coloro che si avvicinano, magari per la prima volta, a questo universo ludico, ma lo sono da più tempo. Questo tempo e la mia professionalità di giornalista cercherò di metterli a disposizione di chi vorrà seguire questo spazio.

Apriremo scatole, sfoglieremo libri, tireremo dadi, senza una cadenza precisa ma – prometto – almeno un paio di aggiornamenti a settimana.

Questo spazio si chiama “Io non gioco da solo” perché l’attività ludica è relazione, è incontro è scontro tra desideri e intelligenze che si mettono in gioco e si dispongono a passare del tempo insieme. Il gioco da tavolo e di ruolo è il gioco intelligente che ha bisogno di passione e di strategia, che permette di vedere in faccia il proprio compagno di giochi e in quella relazione, in quello scambio di tempo, regalarsi reciprocamente divertimento. Ecco perché – senza essere un luddista che odia i videogame, anzi – vi dico io non gioco da solo

E’ un esperimento, è amatoriale nei mezzi, ma serio negli intenti. Portate pazienza…