Cari vecchi librogame, levatrici di ruolatori incalliti…

Chi ha una certa età non può non ricordare le 34 collane di LibroGame editi dalla EL Edizioni. Una vagonata di giocatori di ruolo sono stati svezzati da quei volumetti che venivano divorati, specialmente d’estate quando faceva troppo caldo per stare in giro o il bagno era proibito dall’anatema materno “aspetta almeno 3 ore!”

A rileggerli alcuni sono chiaramente pensati per un pubblico di giovanissimi, ma altri mantengono una capacità di mettere in crisi il lettore. A me piacevano moltissimo quelli di Alla Corte di Re Artù, e immaginavo di brandire la mitica Excalibur Jr, e ovviamente quelli ispirati a Dungeons&Dragons avevano (e hanno!) un posto nel mio cuore. Ma il re era uno e uno solo: Lupo Solitario dell’indimenticabile (e compianto) Joe Dever che meriterebbe forse un post a parte per la capacità che ha avuto di dare vita ad un mondo coerente e di grande interesse ludico (da cui è derivato anche un gdr). Tutto questo per dire che la notizia che la Salani, una casa editrice con una solidissima storia e competenza nella letteratura per ragazzi, darà vita ad una collana di librigame mi pare davvero ottima. A partire dal nome: Fighting Fantasy, qui le cover delle prime uscite, veri e propri classici. Come dire, molto bene!

Ancora non mi spiego perché la EL Edizioni abbia abbandonato un settore come questo o non lo abbia ripreso ora che c’è molto fermento dopo qualche anno di quasi oblio…

Il ritorno di Lex Arcana

Premetto subito: io non ho mai giocato a Lex Arcana. Uscì ormai un’era fa, la prima edizione ormai ha 25 anni e potrebbe votare tranquillamente per il Senato (tanto per restare in tema), ma io all’epoca un po’ per fisse su altre ambientazioni e sistemi, un po’ per pigrizia, un po’ per scetticismo non ne ho mai avuto contatto. Finora. Adesso che da liceale sono diventato uomo e i gusti sono cambiati tanto in cucina quanto al tavolo da gioco, ammetto che ho scoperto una certa dose di impazienza nel vedere un prodotto italiano che risorge grazie soprattutto alla presenza e alla costanza di manipoli di giocatori in giro per l’Italia che comunque ha mantenuto viva l’attenzione su questo prodotto molto interessante.

Lex Arcana fa vivere un universo alternativo dove l’Impero Romano non ha conosciuto né la divisione né il progressivo declino grazie anche alla presenza della magia. Il gioco si svolge nel V secolo e i giocatori sono parte di un manipolo scelto sotto il diretto controllo dell’Imperatore:

I Personaggi Giocanti saranno i migliori uomini di Roma, un Corpo Speciale dell’Impero specializzato nella ricerca e nella distruzione di qualsiasi minaccia di natura esoterica, mistica o sovrannaturale alla stabilità raggiunta dai secoli della Civiltà imperiale: i Custodes della Cohors Auxiliaria Arcana, i migliori fra i migliori della Guardia Pretoriana o delle Scuole Gladiatorie, i giovani più brillanti delle Accademie delle Scienze, della Filosofia e della Divinazione, i più promettenti retori e diplomatici dei più grandi Atenei di Oratoria e gli esploratori più capaci provenienti dai recessi più selvaggi delle periferie imperiali (Gdr Magazine)

Il periodo in cui nacque quel gioco era davvero avanguardistico, poche cose erano arrivate sul mercato italiano però c’era voglia di sperimentare e l’Italia, terra di creativi, non fece mancare la propria “risposta” a D&D o Call of Chtulhu. Vampiri doveva ancora essere partorito da Mark Rein Hagen.

Lex Arcana esce infatti in Italia nel 1993, quando ormai la scena del gioco di ruolo nostrano è matura, ad opera di un team di autori d’eccezione: Francesco Nepitello, Marco Maggi, Leo Colovini e Dario De Toffoli. Kata Kumbas e I signori del caos erano usciti quasi un decennio prima, nel 1984, D&D Scatola Rossa nel 1985Uno sguardo nel Buio e Holmes & Co. nel 1986Il Gioco di Ruolo del Signore degli Anelli e I Cavalieri del Tempio nel 1990. I giocatori italiani erano già abituati a molti giochi, tornei e riviste iniziavano ad assumere un taglio professionale. I primi pionieri del gioco si stavano trasformando in un pubblico esperto e scafato e i giocatori più in gamba diventavano a loro volta autori (Caponata Meccanica)
 

Dopo diversi cambi di mano, che compresero la Dal Negro (si quella delle carte) fino alla Nexus Edizioni (quella del mitico Kaos, rivista cartacea che rimpiango) e oggi in mano alla rinata Quality Games e sotto lo sguardo attento di Andrea Angiolino. Esiste già una pagina facebook che sicuramente diventerà sempre più attiva quanto più ci si avvicinerà al kickstart di questa Seconda Edizione.

C’è una storia editoriale che è storia del gioco di ruolo in Italia, ci sono assi di alto livello (come Francesco Nepitello) alla scrittura e insomma le premesse per un gran gioco in una ambientazione che può dare tantissimo, ci sono tutte.

Dotato di un sistema per certi versi innovativo (tipico il dado-caratteristica) ed un approccio leggero che già prefigurava l’esigenza di immediatezza divenuta imprescindibile in epoche più recenti, il gioco era riuscito a destare l’interesse di un editore come Dal Negro ed era arrivato a collezionare 3 espansioni geografiche.

Il ritorno in grande stile di questo gioco, vede coinvolti gli autori del progetto originale, game designer che negli anni successivi, si sono imposti sulla scena internazionale portando lustro alla scuola italiana. Una scelta che garantirà una sostanziale continuità con il titolo originale, a cui si aggiunge il valore dell’esperienza maturata dai membri del team in questi venticinque anni di lavoro. Da quanto abbiamo percepito nei momenti che hanno seguito l’annuncio, il progetto ha grandi ambizioni e dai nomi che vediamo associati all’editore, il gruppo di lavoro dedicato al progetto si configura come una sorta di dream team di operatori del settore a garanzie dell’impegno che si vuole dedicare al successo di questa seconda edizione (Gioconomicon).

Insomma personalmente ho molta curiosità, ho voglia di immergermi nei caldi mari del mediterraneo e vedere cosa succede. Emozioni nuove al tavolo da gioco e la voglia di rispolverare il latino e il greco del liceo. Sarà la nostalgia canaglia? Chissà…

Consigli di lettura per preparare avventure mediterranee: Hyperborea, un sito di Italian Sword and Sorcery

I GdR fanno male?

Mi è capitato di scriverne per una testata totalmente lontana dal mondo giocoruolistico per cui sono dovuto partire dalle basi. Che ne pensate?

I giochi di ruolo alla Dungeons and Dragons (o D&D) per capirci, sono un qualcosa di pericoloso per i ragazzi? E’ una domanda o un timore che ancora negli anni ’80 e ’90 circolava con forza, poi si è per lo più sopita come preoccupazione, e mi pare sia tornata un pochino di moda più di recente anche grazie al fatto che tramite la popolarità tra i giovanissimi di serie come The Big Bang Theory o Stranger Things, questi abbiano fatto capolino nella cultura di massa. Ora prima di avventurarci – per rimanere in tema – nella questione, sarà bene avere un po’ di vocabolario, così che – i lettori interessati a farsi una idea propria – tutti siano in grado di capire di cosa parliamo.

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San Giorgio, patrono di tutti roleplayer?

Non è stato l’unico santo sauroctono, ma è certamente il più famoso, al punto che la sua intera iconografia gira attorno all’episodio di uccisione del drago. Essendo il più famoso tra gli “ammazzadraghi”, è forse il patrono dei giocatori di Dungeons & Dragons e dunque per estensione dei ruolatori di ogni stile e preferenza?

Ma chi era San Giorgio?

Della sua vita non ci sono notizie storicamente fondate, se non che fu un soldato originario della Cappadocia, martirizzato sotto Diocleziano. Le storie che lo riguardano sono quindi il risultato di elaborazioni medievali, che si arricchivano progressivamente di dettagli.

L’episodio, come viene riportato nella Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, è noto: per tenere lontano un mostro che infesta la città libica di Selem, gli abitanti estraggono a sorte giovani vittime da dargli in pasto; quando il sacrificio tocca alla figlia del re, compare san Giorgio a cavallo, che neutralizza il drago (la scena immortalata dagli artisti); quindi invita la principessa a legare la cintola al mostro, ora mansueto, per condurlo in città; di fronte al miracolo, il re e l’intera popolazione si convertono; e il drago viene finalmente ucciso (Folia Magazine).

Modello per tutta la cavalleria medievale

Nel Medioevo la lotta di san Giorgio contro il drago diviene il simbolo della lotta del bene contro il male e, per questo, il mondo della cavalleria vi vide incarnati i suoi ideali. La leggenda del soldato vincitore del drago contribuì al diffondersi del suo culto, che divenne popolarissimo in Occidente ed in tutto l’Oriente bizantino, ove egli è per eccellenza il «grande martire» e il «trionfatore». Rapidamente egli divenne un santo tra i più venerati in ogni parte del mondo cristiano. Vari Ordini cavallereschi portano oggi il suo nome e i suoi simboli: l’Ordine della Giarrettiera, l’Ordine Teutonico, l’Ordine Militare di Calatrava, il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e molti altri (Wikipedia).

E se fosse un PG, come sarebbe?

Sicuramente sarebbe un cavaliere o un paladino, magari con specifici archetipi “Ammazzadraghi” ed armi concepite allo scopo, sicuramente sarebbe buono e votato alla protezione degli innocenti. Voi come lo immaginate? E in quale sistema di gioco lo vedreste bene?

Un nuovo kickstart per il Cypher System

La Wyrd Edizioni lancia oggi un nuovo kickstart per produrre una versione, in italiano, del Cypher System, il regolamento che Monte Cook (lavorò con la ICE e soprattutto con la TSR  per la seconda edizione di Advanced Dungeons & Dragons ed ebbe un ruolo centrale anche nella definizione del d20 System alla base della 3a edizione di D&D), una vacca sacra del gioco di ruolo americano, ha elaborato per il suo Numénera, un gioco di ruolo dalle ambientazioni all’incrocio tra Dune, Mad Max, Nausicaa della Valle del Vento e molto altro. Già dopo poco era uscita una seconda ambientazione The Strange, anch’essa già disponibile in italiano.  Con quella mossa la casa americana che prende il nome dal suo fondatore, la Monte Cook Games, svincolava il sistema dall’ambientazione e rendeva utilizzabile il proprio personaggio per qualsiasi altra ambientazione, e quindi gli ingredienti per essere definito un regolamento universale c’erano già tutti. Ora il passaggio definitivo: 3 nuove ambientazioni che si possono intuire dal “trailer” realizzato dalla Wyrd:

Qui il link al kickstart per chi volesse partecipare, ricchi premi e cotillon per chi lo facesse entro le prime 24 ore come spiega Elisabetta Albini, cofondatrice della Wyrd con questo post:

Pronti a salpare per il Mare Atabeano?

Vi piacciono le ambientazioni piratesche? Amate le situazioni di “cappa e spada”? Allora il gioco che fa per voi è 7th Sea. Innanzi tutto per la dettagliata storia di questa ambientazione frutto di un  fortunato kickstarter dell’americano John Wick che ha così potuto realizzare la seconda edizione di un gioco molto famoso negli States (uscito nell’ormai lontano 1999) ma che era rimasto in una qualche forma di oblio fino al 2016, quando John Wick ha ottenuto i diritti dalla Alderac e i fondi dagli appassionati.

Localizzato in Italia dalla Need Games, che ne cura la diffusione con moltissime iniziative ludiche al motto di Ruolare. Duro. Sempre. 7th Sea sta avendo un gran riscontro di pubblico e di critica (è stato nominato Miglior Gdr a Lucca 2017) e sta seguendo la pubblicazione dei supplementi praticamente con lo stesso ritmo dell’edizione americana.

Dopo l’uscita del Manuale base, dello schermo del Narratore e dell’utile (ma non indispensabile) “Eroi e Malvagi” (una teoria di PNG con moltissime trame  e sottotrame da poter utilizzare per le campagne a Théah) al Play di Modena 2018 ha fatto capolino il molto attesa “Nazioni Pirata” che è davvero un “must to have” e soprattutto un “must to play” che contiene un avanzamento della storia e della geografia del mondo di Théah (in pratica al momento Europa e Caraibi in chiave fantasy), nuove stregonerie e nuovi stili di duello e soprattutto le regole per una intera campagna come pirata con una serie di regole nuove adatte a fare della ciurma qualcosa di più di un semplice manipolo di predoni.

Forte è l’influsso della filmografia dei Pirati dei Caraibi, il che è tutto tranne che un limite, se ne respirano gli accenni sparsi qui e lì. Similmente il buon vecchio Monkey Island può essere per voi fonte di ispirazione e soprattutto il libro e il film The Princess Bride contiene tutti gli ingredienti di una buona sessione di 7t Sea. Questo perché il realismo non è di casa in 7th Sea che chiede, anzi pretende, di essere giocato “sopra le righe”, con personaggi volutamente overpower, dove sono le interazioni sociali, le investigazioni, il venire fuori da una situazione difficile con l’astuzia e non necessariamente con la forza. Tuttavia, se essa fosse necessaria, un singolo duellante può falcidiare una mezza dozzina di sgherri senza fatica…

Questa è l’immagine del nuovo manuale di 7th Sea “Nazioni Pirata”

Chi vuole far aprire il Centro Studi Tolkeniani?

Anche in questo caso si tratta di un crowdfunding, questa volta sulla piattaforma Indiegogo, ma il tema è decisamente diverso. Non un gadget o un gioco, qui si tratta di aprire il primo Centro Studi dedicato a JRR Tolkien d’Italia, promosso dall’Associazione Studi Tolkeniani che, come spiegano sul loro sito:

Gli ambiti di indagine dell’Associazione sono strettamente legati alle competenze specifiche dei suoi iscritti e i suoi fini sono esclusivamente letterari e artistici. Le opere del professore di Oxford sono anche lo spunto per conoscere altre opere letterarie coeve e autori che fecero il suo stesso percorso artistico. L’Associazione è inoltre aperta alla collaborazione con altre organizzazioni che abbiano analoghe finalità presenti in Italia e all’estero.

Di seguito il video esplicativo del loro progetto:

In caso di successo il Centro aprirà i battenti a Dozza, in provincia di Bologna:

Un affascinante borgo medievale posto su una collina e dominato da un’imponente Rocca sforzesca, a pochi passi dalla città universitaria di Bologna. Dove  ogni due anni si svolge il FantastikA, un evento tutto dedicato all’arte e alla cultura del fantastico.

Di seguito i vari obbiettivi che il CST si propone in base alle risorse che riuscirà ad ottenere. Al momento si è garantita la possibilità di “aprire i battenti” raggiungendo – e superando – la quota di 5 mila euro. Il vero prossimo step è raggiungere i 18 mila che apriranno e renderanno realmente operativa la Tana del Drago…

L’idolo perduto di Tzulan Quest

Le rovine del tempio di Tzulan sono davanti a te. Sei ad un passo dall’entrare in possesso dell’Idolo più imbronciato che i Brutti Musi abbiano mai forgiato, ma una corsa con stanze colme di pericoli, creature mostruose e soprattutto altri avventurieri agguerriti ti separano dal preziosissimo artefatto. Per superare le stanze del tempio ogni mezzo è lecito: scambi, alleanze, fughe, diversivi, truffe e tutta l’abilità dei veri cercatori di tesori in una corsa verso l’Idolo Dorato!

 Gli ingredienti di questo gioco adatto alle famiglie sono quelli di un regolamento piuttosto agile, fatto di scambi di carte, carognate tra giocatori e una certa rapidità nello svolgimento oltre al fatto che l’ambientazione ricalca o almeno richiama quella di Indiana Jones!
3-5 giocatori dagli 8 ai 99 anni come dice la scatola, lo qualificano come un family game.
Quello che segue è il nostro primo unboxing che ci permette di vedere cosa contiene lo scrigno della scatola di questo prodotto della Red Glove, una casa editrice forte di altri family game molto semplici ma davvero divertenti. Ne riparleremo…

Tzulan Quest #unboxing #boardgame #RedGlove #madeinitaly #instagame #gallery

Un post condiviso da Io Non Gioco da solo (@non_gioco_solo) in data:

Il gioco è sostanzialmente un gioco di carte con tessere percorso da allineare coperte fino al centro del tavolo dove una casella pentagonale segnala il punto di arrivo definitivo e lo scopo stesso del gioco: l’Idolo d’Oro. Nel frattempo ogni tipologia di tessera (ce ne sono 4) rappresenta i tipici pericoli che i cacciatori di tesori incontrano: giungla impenetrabile, stanze buie, crepacci invasi dalla lava e stanze con enigmi. Tutte si risolvono con la relativa carta e in ciascuna è possibile trovare (o far trovare, l’interazione tra i giocatori è fondamentale) mostri corrispondenti. Fantasmi solo nelle stanze buie per esempio.

I giocatori possono anche piazzare trappole per impedire anche solo di sapere cosa contiene la stanza successiva. Uccidere i mostri e scambiare carte tra giocatori permette di acquisire gemme che servono a comprare carte o a risolvere trappole ecc. Il gioco scorre bene, io ci ho fatto solo una partita di prova che è durata un po’ più dei 30 minuti descritti nella scatola ma siccome l’ho addirittura comprato direi che conferma che il gioco mi è piaciuto e che lo consiglio vivamente…

Su Amazon lo trovate qui ad un prezzo variabile tra i 14.85  e i 16.50 euro a seconda della spedizione

Una spilla che vale un tesoro…

Segnaliamo volentieri l’iniziativa di questi giovani designer italiani, anche perché li abbiamo incontrati dal vivo al Modena Play (poi ne parliamo) di quest’anno con in mostra la versione precedente (che se possibile era ancora più figa) di questa che attualmente è in attesa di finanziamento su Kickstarter.

Lo diciamo subito: noi sottoscriviamo e alla prossima occasione la indosseremo sicuramente.

Per dare una mano qui c’è il loro progetto su KS

Si comincia…

Sono un giocatore poco più che casual, ma lo sono ormai da molti anni, ho giocato di ruolo e da tavolo, qualche puntata verso il mondo del live ma senza appassionarmi. Sono come molti di coloro che si avvicinano, magari per la prima volta, a questo universo ludico, ma lo sono da più tempo. Questo tempo e la mia professionalità di giornalista cercherò di metterli a disposizione di chi vorrà seguire questo spazio.

Apriremo scatole, sfoglieremo libri, tireremo dadi, senza una cadenza precisa ma – prometto – almeno un paio di aggiornamenti a settimana.

Questo spazio si chiama “Io non gioco da solo” perché l’attività ludica è relazione, è incontro è scontro tra desideri e intelligenze che si mettono in gioco e si dispongono a passare del tempo insieme. Il gioco da tavolo e di ruolo è il gioco intelligente che ha bisogno di passione e di strategia, che permette di vedere in faccia il proprio compagno di giochi e in quella relazione, in quello scambio di tempo, regalarsi reciprocamente divertimento. Ecco perché – senza essere un luddista che odia i videogame, anzi – vi dico io non gioco da solo

E’ un esperimento, è amatoriale nei mezzi, ma serio negli intenti. Portate pazienza…