Come si realizza materialmente un gioco da tavolo?

Se il gioco di ruolo è nel 99% dei casi materialmente un libro come mille altri, e dunque il processo industriale alle sue spalle è il medesimo dei tanti editori tradizionali, per i giochi da tavolo questo non è vero. Un gioco va sì tradotto (e non è banale) e a volte adattato quando viene (come si dice in gergo) “localizzato”, tuttavia insieme al processo di traduzione e revisione dei testi c’è tutto il problema della componentistica, spesso essa viene presa in blocco dall’editore originale, a volte viene rifatta ex novo, specialmente nel caso di carte o plance che non abbiano solo simboli ma anche parti “parlate” e dunque anch’esse da tradurre, ma chi fa poi le fustelle? Siccome è bello scoprire come sono fatte le cose, qual i sono i passaggi creativi e produttivi dietro ad ogni oggetto che acquistiamo (e visto che quando ho aperto questo blog pensavo che fosse anche questo il mio dovere giornalistico: spiegare tutti i passaggi produttivi) non possiamo che rendere un commosso grazie a Cranio Creations che sta realizzando una serie di video proprio con questo scopo. Trovo molto interessante che questa casa editrice faccia una comunicazione così aperta con i suoi clienti, perfino trasparente per molti versi. Ricorderete anche la comunicazione – ancor più per addetti ai lavori – riguardanti la sua politica di distribuzione. No? Ne avevo parlato qui.
Comunque beccatevi il primo e il secondo video:

La localizzazione dei giochi da tavolo / 1

La traduzione dei giochi da tavolo / 2

Come svecchiare la vostra ludoteca con 5 semplici giochi

Ci sono giochi immortali che ormai tutti conoscono, tutti ne hanno visto la scatola, magari anche giocato una o due volte. Tutti sanno, più o meno, di cosa si tratta, anche magari alla cultura popolare. Quante volte avete visto Monopoly in un film? Oppure quante volte avete sentito la battuta sui carriarmatini in Kamchatka? Di sicuro, se avete più di trent’anni conoscete Twister (non fosse altro perché era un modo per fare i molliconi con le ragazze) oppure Taboo o il Labirinto Magico (un evergreen per i più piccoli).

Nel frattempo però il design dei giochi è molto migliorato, attualmente ce ne sono letteralmente migliaia, moltissimi dei quali possono essere un eccellente sostituto dei precedenti titoli.

Insomma ecco qualche suggerimento per svecchiare il vostro parco giochi, e fare una bella figura con gli amici, proponendo quelli che sono – a tutti gli effetti – i nuovi classici, o che lo potrebbero diventare, acquistare oggi uno di questi giochi vi permetterà di passare il testimone ai vostri figli: una scatola con gli angoli ricuciti con lo scotch, un po’ come è capitato ai trenta/quarantenni con il Cluedo di quando si era bambini, con il Risiko ereditato da mamma e papà e così via.

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“Echi Resistenti” il gioco urbano che vi porta al centro della Liberazione

Durante la settimana del 25 aprile sono numerosi gli eventi che si svolgeranno a Modena e in Emilia Romagna per celebrare la Liberazione e la lotta al nazifascimo in quelle terre.

Tra le tante iniziative coordinate con l’Istituto Storico di Modena, il progetto (alla sua seconda edizione) di un “Urban Game” su questi temi curato dall’associazione PopHistory dal titolo Echi Resistenti. Urban Game della Liberazione, una sorta di caccia al tesoro, da fare da soli o a squadre, per i luoghi della resistenza modenese, alla ricerca di Irma, la staffetta partigiana che ha dei piani fondamentali per le brigate partigiane, ma non si trova.

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Kickstarter rivela le cifre dei pledge del gaming

La celebre piattaforma di crowdfunding con un post sul blog aziendale ha rivelato che la sezione games (che comprende tutto, compreso i videogame) dal 2009 ad oggi ha raggiunto la ragguardevole cifra di 1 miliardo di dollari. Un 1 con nove zeri, ecco quanto i giocatori di tutto il mondo hanno speso, in un crescendo di successi, di kickstarter di grande interesse, finanziati a volte in poche ore, a volte per centinaia di volte la richiesta dei creatori. KS ci dice anche che i giochi prodotti sono stati circa 17 mila e i backers oltre 3 milioni. Sono numeri importanti che segnano una grande vitalità del settore, viviamo davvero un’epoca d’oro? Parrebbe di sì…

LEGGI ANCHE: 7 giochi che ho provato al Modena PLAY

7 giochi da tavolo (e non solo) provati per voi da TPI al Modena PLAY

Lo scopo di chi va al Modena Play è quello di incontrare autori ed illustratori, di comprare giochi, magari qualche scatola ormai introvabile, ma soprattutto di giocare. È un punto d’orgoglio provare più giochi possibili, avere così un quadro delle ultime uscite o di giochi che non si è mai avuto occasione di testare prima dell’acquisto, del resto come si potrebbe stare dietro a tutte le uscite in tutti i segmenti del variegato mondo del gioco intelligente?

Anche noi ci siamo cimentati su diversi tavoli, provando giochi lunghi o brevi “filler” da poche decine di minuti, giochi da tavolo e di ruolo, e perfino un gioco di miniature per dare ai lettori di TPI qualche spunto per provare nuovi giochi o di approfondirne le meccaniche. In ordine rigorosamente alfabetico abbiamo provato:

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Novità distributive dal Grande Cranio

Un video con il CEO di Cranio Creation e la responsabile comunicazione Miss Meeple

Cranio Creations annuncia la nuova politica distributiva dei suoi prodotti. Nell’ottica di una maggiore chiarezza della politica aziendale e con lo scopo di ottenere una copertura maggiore e più strutturata dei punti vendita nazionali, Cranio Creations decide di gestire in prima persona la distribuzione dei propri giochi sui punti vendita. Tutti i player del settore che vorranno gestire il prodotto Cranio, dovranno contattare direttamente l’azienda milanese. Solo in questo modo si potranno garantire condizioni uguali per tutti e potremo offrire day one strutturati. Per essere sicuri di arrivare anche al più piccolo negoziante, Cranio Creations ha scelto un unico partner fidato, DungeonDice.it. Cranio Creations auspica in questo modo di recuperare un maggiore controllo sulla qualità del prodotto, di fornire un servizio più soddisfacente per l’utente, e di garantire una diffusione capillare dei propri giochi in tutti i punti vendita.

Mauro Longo, un maestro di librigioco

Il Quadrilatero a Modena, diverse uscite, qualche anticipazione, una bella chiacchierata

Mauro Longo come hai iniziato la tua carriera nel mondo del gioco, e quali passi consiglieresti a chi si volesse cimentare con questo mondo?

Ciao a tutti! Sono sempre stato appassionato di giochi di ruolo e librogame, e direi che il primo passo è spesso sempre quello: una passione travolgente che ti porta a comprare, giocare, leggere, conoscere e collezionare una mole stratosferica di prodotti dell’ambito preferito. Se questa passione si rafforza e rimane viva, è facile allora arrivare al secondo passaggio: creare contenuti, avventure e storie di proprio pugno, scrivere articoli e recensioni sui giochi che ci piacciono, interagire con le case editrici online e alle fiere, proporre prodotti “fan” e mostrare di avere a cuore quel determinato titolo, di conoscerlo e di essere in grado di supportarlo. A quel punto è possibile fare il passo successivo: diventare dimostratori, autori, supporter a vario titolo delle linee di gioco e delle case editrici che le producono o traducono. Tantissime persone più o meno inserite nel mondo dell’editoria ludica hanno seguito un percorso simile.

I librogame sono tornati, o per meglio dire sono tornati a far parlare di sé, con proposte nuove, un grande attivismo di italiani, che è successo?

L’Italia è sempre stato un paese di amanti dei librogame, al pari forse delle sole Gran Bretagna e Francia, con centinaia di titoli tradotti tra gli anni ’80 e ’90. Da quando stiamo sperimentando questa sorta di rinascimento del genere, più o meno da cinque anni, sono sempre di più le case editrici che si stanno lanciando (o che stanno tornando) in questo settore. E questo perché, principalmente, molti ragazzi italiani dei decenni scorsi sono ora adulti in grado di recuperare le vecchie passioni e dedicarcisi nuovamente. In questo ultimo periodo, il boardgame sta avendo un grande rilancio in Italia come all’estero, e così il gioco di ruolo e il librogame. Trovo che i tre fenomeni siano collegati e spero che la crescita continui ancora per anni.

Tu stesso sei un autore che in questo periodo si sta facendo notare per “Le Fatiche di Autolico” (Edizioni Librarsi) che hai scritto a quattro mani con Francesco di Lazzaro. Intanto complimenti perché – e lo sto giocando – è un gran libro, come è nato questo progetto?

Io e Francesco siamo entrambi appassionati di una vecchia serie degli anni ’80: Grecia Antica, un vero e proprio “classicone”. Inoltre io sono archeologo e Francesco un esperto di filosofia e mitologia greca. Quando l’editore ci ha chiesto se volevamo scrivere qualcosa per la sua collana, inaugurando così un filone di pubblicazioni di autori italiani, dopo qualche breve consulta siamo rapidamente approdati al genere “mito greco”. L’idea era poi da subito quella di mescolare le atmosfere profonde e tragiche delle vicende classiche con una vena più ironica e scanzonata, più adatta al nostro stile. Da questo punto di vista il personaggio di Autolico era perfetto: “Re dei Ladri”, figlio di Ermes, nonno di Ulisse, conosciuto anche nel mito più per le sue ribalderie che per mitiche imprese… quale protagonista migliore potevamo trovare?

Qui da Recensioni Minuti

Sei prolifico perché è uscito anche “Vivi e lascia risorgere” con Acheron, editore per il quale curi anche una collana, cosa vuol dire?

Con Acheron Books collaboro fin dal lancio della casa editrice, a vario titolo. Ho anche pubblicato con loro il mio secondo romanzo, Guiscardi senza gloria, e ho curato l’antologia Zappa e Spada. E così, quando il direttore editoriale si è interessato di librogame, si è trovato già in casa un “esperto” a cui chiedere consiglio. A quel punto, un paio di mesi fa, sono diventato anche il responsabile della collana. Sta a me scegliere i nuovi librigioco da pubblicare, trovare autori e idee, rivedere i testi e seguire tutti gli interessati nel loro lavoro. Siamo così partiti con due titoli: Gremlins ad alta quota di Mala Spina, un vero e proprio romanzo interattivo di atmosfere steampunk, e Vivi e lascia risorgere, una mia fatica di qualche anno fa, per l’occasione riveduta, ampliata e corretta. Abbiamo già anche altri tre titoli in fase di progettazione, e uno o due di questi usciranno in autunno.

Non solo gioco ma anche teoria, perché sei anche coautore di “Scrivi la tua avventura! Dalle storie a bivi ai librogame proprio con Mala Spina, un libro che presenterete a Modena al Quadrilatero dei librigame. Di cosa si tratta?

Scrivi la tua avventura! è la summa di tutte le nostre conoscenze nel settore librogioco, un manuale di oltre 450 pagine che racchiude una sintesi di tutto quello che abbiamo imparato io, Mala Spina e Matteo Poropat in questi decenni di lettura, gioco, scrittura, programmazione e analisi dei librogame. Abbiamo insomma voluto creare un prontuario pieno di idee, trucchi, esperienze, suggerimenti e “regole” più o meno ferree, che fosse utile a tutti coloro che stanno pensando di scrivere un librogioco, un boardgame con componente testuale, un’avventura in solitario per gioco di ruolo e ogni sorta di prodotto similare. Ci abbiamo messo un anno e mezzo a scriverlo, ma adesso siamo veramente soddisfatti del risultato!

Mauro, fai parte anche della squadra di Quality Games che quest’anno, tra pochi mesi darà la luce alla seconda edizione di Lex Arcana. Puoi anticipare nulla? Su cosa lavorate o contate di lavorare in futuro con QG?

Lex Arcana è ormai in dirittura di arrivo: quest’estate tutti i sostenitori del progetto potranno finalmente lanciarsi a capofitto nelle più strepitose avventure mozzafiato ambientate nel mondo creato venticinque anni fa da Francesco Nepitello, Marco Maggi, Dario De Toffoli e Leo Colovini.

La mega-scatola di lancio, stracarica di tutti gli stretch goal raggiunti durante il crowdfunding, comprende il manuale base, un modulo geografico sull’Egitto, un compendio sulla vita nell’Impero e un manuale di avventure, più ogni altro ben degli dei… Consegnata a tutti questa tonnellata di roba, ci dedicheremo naturalmente a supportare il gioco con nuove avventure, nuovi moduli geografici ed espansioni.

Nei prossimi giorni annunceremo inoltre il SECONDO gioco di ruolo di Quality Games, questa volta del tutto originale. Siate pronti!

Ah però!

Si comincia…

Sono un giocatore poco più che casual, ma lo sono ormai da molti anni, ho giocato di ruolo e da tavolo, qualche puntata verso il mondo del live ma senza appassionarmi. Sono come molti di coloro che si avvicinano, magari per la prima volta, a questo universo ludico, ma lo sono da più tempo. Questo tempo e la mia professionalità di giornalista cercherò di metterli a disposizione di chi vorrà seguire questo spazio.

Apriremo scatole, sfoglieremo libri, tireremo dadi, senza una cadenza precisa ma – prometto – almeno un paio di aggiornamenti a settimana.

Questo spazio si chiama “Io non gioco da solo” perché l’attività ludica è relazione, è incontro è scontro tra desideri e intelligenze che si mettono in gioco e si dispongono a passare del tempo insieme. Il gioco da tavolo e di ruolo è il gioco intelligente che ha bisogno di passione e di strategia, che permette di vedere in faccia il proprio compagno di giochi e in quella relazione, in quello scambio di tempo, regalarsi reciprocamente divertimento. Ecco perché – senza essere un luddista che odia i videogame, anzi – vi dico io non gioco da solo

E’ un esperimento, è amatoriale nei mezzi, ma serio negli intenti. Portate pazienza…