Ci vediamo al ComiCam 2019

Quando il virtuale si fa reale a Camerino arriva il Comicam. Tutto pronto, questo fine settimana, sabato 16 e domenica 17 novembre, per la sesta edizione “ducale” di Comicam, la fiera del fumetto, cosplay e gioco che quest’anno sarà ospitata al Polo scolastico provinciale di Madonna delle Carceri, organizzato con il patrocinio del Comune di Camerino e di Unicam, la collaborazione della Pro Loco Camerino e Turismo Marche, i Licei di Camerino e l’ITCG Antinori e gli sponsor Distilleria Varnelli, Contram e Vac Vapoforni Associati Camerino.

Con queste parole ricche di trepidazione arriva l’invito dei ragazzi di Camerino a visitare la loro bella iniziativa nel week end che si sta approssimando. Una realtà alla sua quinta edizione, segno che c’è voglia di incontrarsi e che per questa edizione apre le proprie porte al gioco, ed è per questo che ce ne occupiamo, per questo e perché gli organizzatori sono stati così impruden… ehm gentili da invitarmi come moderatore di due panel molto interessanti, come in generale è molto interessante e innovativo che in una manifestazione di questo tipo ci si interroghi sulle potenzialità economiche e di crescita sociale per un territorio, che il gioco organizzato può offrire. In effetti il programma offerto nella due giorni dal ComiCam è davvero ricco, tra cui il lancio dell’ambientazione di Camerino in Codex Venator, una campagna di gioco di ruolo condivisa presente nelle maggiori città italiane.

Un passo coraggioso che ha portato i ragazzi del futuro Codex di Camerino a confrontarsi con il più recente passato della città, quello più drammatico, per raccontare con coraggio e determinazione un territorio che oggi non sta vivendo il suo periodo migliore. Rappresenta una versione dark fantasy della città e delle sue leggende ed è un modo per raccontare il territorio e i “suoi mostri”.

Tra le varie proposte, anche il corso per dipingere miniature, il corso gratuito di fumetto, una serie di conferenze sulle opportunità date dal gioco, area bimbi gratuita e tornei di videogiochi. Immancabile la gara cosplay. Come ospiti, Alex Melluso e Andrea Il Rosso Lucca, fra i personaggi più importanti del gioco di ruolo in Italia Lokendil, organizzatori della Fabcon (manifestazione di giochi di ruolo e da tavolo più antica delle Marche), gli autori di Household (gioco di ruolo dell’anno a Lucca 2019) gli autori di Project HOPE e Shoku (marchigiani).

Il programma degli incontri, delle conferenze e dei workshop è il seguente. Per chi vorrà io ci sarò domenica, e sarò lieto di prendere un caffé con chi vorrà!

https://www.facebook.com/events/960145974371802/

PROGRAMMA

Sabato 16 Novembre 2019

Ore 15:00 – Conferenza “Il gioco come opportunità di sviluppo: dalle associazioni alle startup culturali” presso Aula 4 della Facoltà di Giurisprudenza
Intervengono:

·        Prof. Francesco Casale: Prof. Associato di Diritto Commerciale e responsabile Master Manager dei processi innovativi per le start-up culturali e creative presso UNICAM – Università di Camerino

·        Delegato ASI Giochi Interpretativi

Modera: Manuel Bernardini, Vicepresidente ComiCam
Le opportunità:

·        Camilla Giuliani: professionista di pubbliche relazioni esperta in marketing e comunicazione di nuovi settori – L’esperienza delle escape room

·        Augusto Caciorgna: Soft air club il Cassero BSBAC Armoraio e Militia Bartholomei – Dall’esperienza dell’Italian Shake ai parchi storici

Ore 15:30 – Torneo di Fifa 2v2 presso Gameup

Ore 16:00 – Incontri e disegni con i disegnatori Comicam presso Gameup

Ore 18:00 – Sessione inaugurale di Codex Venator, campagna condivisa nazionale multitavolo di gioco di ruolo

Ore 22:00 – Quando giochiamo? Gioco di ruolo libero al Sottocorte Village

Domenica 17 Novembre 2019 presso Polo Scolastico Provinciale di Camerino

Ore 10:00 – Apertura ufficiale Comicam!

Ore 10:00 – Apertura area bimbi con truccabimbi, balloon art, disegni, pittura, lavoretti di manualità e tanto altro fino alle 18:00

Ore 10:00 – Apertura area di gioco di ruolo gratuito con gli autori di Household (Gioco di Ruolo dell’Anno a Lucca 2019), Project HOPE e Shoku, one shot con Andrea Lucca e Alex Melluso (rinomati master italiani) e dimostrazioni con i ragazzi di Cameloot e della Lokendil (organizzatori della Fabcon)
Sessioni di gioco (Household, D&D 5e, Vampiri, Project HOPE, Shoku, Richiamo di Cthulhu, Ultima Torcia, Sine Requie, Anime & Sangue, Coriolis, Worlds in Peril e molti altri) per tutta la giornata

Ore 10:00 – Workshop di introduzione alla pittura delle miniature (turni per l’intera giornata)

Ore 10:00 – Workshop di fumetto: La nascita del nostro personaggio: dall’ideazione al concept

Ore 10:00 – Torneo di Blood Bowl

Ore 10:30 – Apertura area food

Ore 10:30 – Crea la tua mappa con Borderlands_map

Ore 10:30 – Conferenza “Il gioco come opportunità per il territorio: dal Guerrin Meschino a Keemar”
Il gioco come opportunità per la narrazione e la scoperta di un territorio e di un modo di pensare il fantasy lontano dall’immaginario tolkeniano.

Intervengono:

·        Chiara Icrya Lanciotti della Compagnia dei Folli, ideatrice e autrice di Sibyllarium festival fantasy basato sulle tradizioni e sul folklore del territorio dei Sibillini

·        Andrea Lucca della Locanda del Drago Rosso: Autore di successo nel mondo del GDR italiano e creatore di Codex Venator: Ambientazione Dark Fantasy italiana

·        G. Mc Anton: Ideatore e organizzatore di Fiastra Fantasy, Keemar e autore della saga Keemar, fantasy ambientato nell’entroterra maceratese

Modera: Lucandrea Massaro, Io non gioco da solo
La narrazione del territorio dal mare alla montagna:

·        Luca Kogoj: presidente di HORT Soc. Coop. di Ancona (Labirinto di HORT)

·        Michele Serafini: Montelago Celtic Festival, il festival folk celtico dell’Appennino

Ore 11:00 – Workshop di fumetto: Il nostro personaggio e il suo spazio nel mondo: Anatomia e prospettiva

Ore 11:00 – Workshop di crafting steampunk

Ore 12:00 – Chiusura iscrizioni ai tornei di videogiochi

Ore 12:00 – Workshop di fumetto: l nostro personaggio prende colore: teoria dei colori

Ore 12:30 – Workshop di Sceneggiatura e Storytelling con Alex Melluso

Ore 14:30 – Workshop di fumetto: Il nostro personaggio prende vita: costruzione di una tavola

Ore 16:00 – Gara Cosplay Comicam 2019: sesta edizione della gara di cosplay Comicam con premi per categorie

Ore 16:00 – Conferenza “Il gioco come opportunità di crescita: dagli scacchi ai videogiochi”
Il gioco come tramite educativo per la crescita del bambino, del ragazzo e come crescita personale.
Intervengono:

·        Maurizio Cavallaro: Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Ugo Betti di Camerino, presidente del circolo di Scacchi e Dama “Barbara Carboni”, gli scacchi e i giochi “antichi” come lezione

·        Manfredi Mangano – Kids & Dragons: Gioco di ruolo per ragazzi, il gioco di ruolo come valenza sociale ed educativa per i ragazzi

·        Valentino Cinefra: Giornalista di Player.it e BadTaste.it, i videogiochi come media per l’educazione

Modera: Lucandrea Massaro, Io non gioco da solo

Ore 19:00 – Saluti e ringraziamenti

Il caso della maxi truffa degli affitti a Lucca

Boom di biglietti staccati, proteste dei felpati per gli stipendi da fame, e ora questo: almeno 100 persone rimarranno senza alloggio per via di una truffa operata nell’ambito del booking online degli affitti nella città toscana. Così il Corriere Fiorentino:

L’organizzazione del festival è naturalmente del tutto estranea alla truffa, messa in atto da un privato che utilizzando due diversi nominativi falsi, ha adescato le sue vittime sulle tante pagine Facebook sorte in questi anni da parte di chi cerca e offre case o camere in affitto per i giorni della manifestazione. Il successo di quest’ultima (nel 2016, anno dei record, furono venduti 271 mila biglietti), infatti, rende sold out con mesi di anticipo l’intera offerta ricettiva della città e dei suoi dintorni: a chi si decide a prenotare con un po’ di ritardo di conseguenza non resta che rivolgersi o ad hotel o B & B lontani da Lucca oppure a privati cittadini che offrono le proprie abitazioni.

Secondo quanto raccontato dalle persone truffate, che in queste ore si stanno radunando tramite i social per promuovere una denuncia collettiva, il signore in questione contattava direttamente gli aspiranti affittuari dopo averne letto gli annunci e proponeva loro case che sosteneva di possedere in via Buia e in vicolo San Carlo, nel cuore del centro storico. In via Buia addirittura sosteneva di possedere sei appartamenti di una intera palazzina. Peccato che in quella strada di palazzine non ce ne siano. Comunque gli appassionati di fumetti abboccavano e finivano per versare i soldi pattuiti per l’acconto su un conto corrente il cui numero veniva regolarmente fornito dallo sconosciuto truffatore, che una volta incassati i soldi è poi sparito nel nulla. Fra i casi emersi sinora, c’è chi racconta di aver versato fino a 600 euro. Nelle prossime ore partiranno le prime denunce, ma nel frattempo per le persone truffate c’è un problema più stringente da risolvere: l’inizio del festival è alle porte e devono trovarsi una sistemazione per dormire.

Pronti a gettare “Uno Sguardo nel Buio”?

La cover dell’edizione inglese del celebre gioco di ruolo tedesco “Das Schwarze Auge”

Quest’anno a Lucca Comics oltre alle novità ci sarà anche un ritorno al passato, un passato glorioso per chi ha iniziato a giocare di ruolo negli anni ’80, e di questo dobbiamo essere profondamente grati alla Compagnia delle 12 Gemme, che in questi lunghi anni che hanno separato la prima (e unica) edizione in italiano con la quinta, hanno continuato a calcare le lande di Aventuria, il mondo di Uno Sguardo nel Buio.

“Uno Sguardo nel Buio” è la trasposizione italiana dello storico gioco di ruolo tedesco “Das Schwarze Auge”. Viene originariamente pubblicato in Germania nel 1984, per poi approdare in Italia due anni dopo grazie ad Edizioni EL, all’interno di una collana LibroGame curata da Riccardo Savoia. L’edizione italiana si è fermata nel 1989 con la pubblicazione del regolamento avanzato (noto come Perfezionamento dell’Avventura Fantastica) e con un totale di otto scenari avventura.

“Das Schwarze Auge”, nel frattempo è giunto alla sua 5a edizione in Germania, e nel 2019 festeggia il suo 35esimo anno di ininterrotta pubblicazione. E’ di fatto uno dei giochi più popolari e longevi e può vantare una “tradizione” che compete con altri giganti del calibro di DnD e il Richiamo di Chtulhu. E’ un mondo di gioco che si contraddistingue per il suo spiccato approccio narrativo e per la ricchezza ineguagliata dell’ambientazione di gioco: il continente Aventuria, ricco di dettagli, spunti avventurosi, influenze eterogenee e 35 anni di “storia viva” ad accompagnare le gesta dei suoi eroi.

La Compagnia rende noto che in occasione di Lucca Comics & Games 2019, giovedì 31 ottobre alle 09:30, si terrà un evento presso la Sala Ingellis dal titolo “Uno Sguardo nel Buio: Ritorno all’Avventura Fantastica” per presentare il regolamento della 5a edizione di Uno Sguardo nel Buio, il mondo di Aventuria e le novità in arrivo per gli appassionati italiani del gioco.

Si, Uno Sguardo nel Buio sta tornando…

Le novità di Acchiappasogni per Lucca

E’ comunicazione di queste ore che Acchiappasogni, che collabora con Red Glove sul piano della distribuzione, ha indicato una serie di novità riguardanti il suo catalogo per l’imminente Lucca Comics and Games. Vediamoli rapidamente:

Le Notti di Nibiru – Oltre il Tempo e la LuceTutta la verità su Nibiru!
Scopri la vera storia del pianeta… l’origine dei Tonal… la nascita dei Dolem… l’arrivo della Virgo su Nibiru!
I misteri più reconditi del pianeta saranno svelati.
Andremo oltre il confine del tempo. Nuovi mondi si apriranno per noi al di là delle luci dell’Alusea!
Gioca nei panni degli HEXer, gli esploratori spaziali con poteri telecinetici, o in quelli dei Qerberus, bambini tonalisti dotati di enormi poteri ma senza controllo.
Viaggia con noi verso il cuore del mistero ed esplora storie millenarie, che solo pochi prescelti possono dire di sapere del tutto!
Manuale in brossura, tutto a colori, 100 pagine, 24€. 


Augusta Universali: Ex Oriente LuxUn nuovo potere sorge da Oriente.
Dalle profondità esotiche e misteriose dell’Asia…
Sontuosi templi ospitano monaci che intonano canti polifonici fra banche dati di possenti Sutra in onore del Buddha Avalokiteshvara.
Valorosi Samurai si immolano sul fronte sovietico per difendere il loro Imperatore Dio su colossi di ferro, i sacrari digitali dei propri antenati.
Brahmani in assetto blindato multiarto impongono tonanti Mudra contro servitori del Deimos nelle profondità delle jungle del Borneo.
Tre nuove Guardiae, nuovi Tracta, nuovi Systemata, occulti segreti di ambientazione, i titani di ferro Tatsu-Kyogin del Nihon-koku e molto, molto altro vi attendono fra le esotiche spire di Imperi più antichi di Roma stessa.
Questo è Ex Oriente Lux
Saprai esserne degno?
Manuale in brossura, tutto a colori, 100 pagine, 24€. 

Dungeon 6 – Lunghe Ombre su Alphazyr Avventura dimostrativa per Dungeon 6, il Gioco da Tavolo fantasy di esplorazione di labirinti, epiche battaglie e meravigliosi tesori, dotato di un immediato sistema di generazione procedurale. Per chi non ha fatto in tempo a partecipare al Kickstarter di Dungeon 6, sarà possibile contribuire scegliendo una ricompensa tra quelle disponibili nella raccolta fondi. In questo modo si potranno ottenere le magnifiche esclusive del Kickstarter e prenotare la propria copia di Dungeon 6, in uscita per Modena Play 2020. Libro spillato, tutto a colori, 34 pagine, prezzo variabile in base alla ricompensa scelta.

A Pavia non si gioca, lo dice il Sindaco

L’edizione del 2019 di “Giocanda”, a Pavia, non si farà. L’appuntamento coi giochi da strada, con i laboratori didattici, voluto da una rete di associazioni locali e andato regolarmente in piazza per quattro anni, per questa quinta edizione il Sindaco leghista Fabrizio Fracassi  ha detto no. Prima ha tolto il patrocinio, che erano risorse per la manifestazione, e poi ha proposto l’uso del cortile del Castello Visconteo. «Non ho vietato la manifestazione – spiega il primo cittadino al Manifesto – ho cercato di offrire il miglior contesto possibile, anche per i bambini. L’anno scorso, però, alcune iniziative hanno destato polemiche e creato scalpore mediatico, come la lettura delle favole gender sui sagrati delle chiese. È inutile cercare uno scontro a tutti i costi se si può evitare. Ho rispetto per tutte le opinioni e mi aspetto lo stesso». A quel punto, sono state le associazioni a dire di no: «Non possiamo accettare di spostare “Giocanda” in un castello – spiega Pia La Sala, presidente dell’associazione Liberisaperi – “Giocanda” è nata come evento di strada e nelle piazze, e rifiutiamo la proposta perché ne va del suo spirito. L’evento fonda la sua origine sull’abitare la città, sulla convivenza civile, sul gioco fruito da tutta la comunità. Relegato tra quattro mura verrebbe privato del suo significato».

Dal canto suo Federludo ha scritto una lettera al Sindaco pavese chiedendogli di ripensarci: « Giocare rappresenta una pratica sana e costruttiva, senza alcuna controindicazione, e può agire come un efficace antidoto per il contrasto al gioco d’azzardo, alle ludopatie e alle dipendenze da smartphone. Senza contare il valore che il Gioco ha, per sua stessa natura, come mezzo aggregativo, di socializzazione ed educativo, soprattutto in un contesto giovanile (dove sempre più si riscontrano, purtroppo, difficoltà relazionali, dispersione scolastica, problemi di bullismo, abuso di sostanze, ansia, depressione, anoressia, bulimia, etc.) » .

In una città come quella di Pavia, nominata capitale del gioco d’azzardo, un altro modello di divertimento non solo è necessario, ma è doveroso!

Cinque anni fa, dopo la pubblicazione della classifica che ha eletto Pavia capitale italiana del gioco d’azzardo, il festival si è posto l’obiettivo di proporre un divertimento sano, costruttivo e fondato sui principi dell’inclusione sociale e culturale. «Siamo tutti convinti che se ci fosse una cultura ludica diversa, questo gioco d’azzardo liberalizzato non ci sarebbe –spiega Mauro Vanetti, che all’interno del festival si occupa di Video-Giocanda, l’evento dedicato ai videogiochi – Le slot machine sono il videogioco più usato in Italia, ma noi proponiamo delle alternative. Siamo tutti attivisti, non solo appassionati di videogame. E’ una battaglia culturale, o meglio: una forma di resistenza».

Darsi come obbiettivo di un movimento di giocatori, associazioni, educatori ed editori, quello di promuovere una idea del gioco sana, capace di costruire ponti dentro la comunità, che sappia includere e divertire, ma anche pensare, per quel che vale questo blog sarà sempre al servizio di queste iniziative e sempre contro chi decide, per voglia di divisione, di mettersi di traverso…

Crossmedialità? InnTale con “Luxastra” lo sta facendo bene

Il claim del primo volume a fumetti tratto dalla campagna di Inn Tale, arrivata su youtube alla sua seconda stagione, recita così per spiegare cos’è il loro spin off “Luxastra”:

Dietro a ogni gruppo di eroi… c’è un intero mondo popolato da persone comuni! E, ogni tanto, capita che le loro strade si intreccino.
Tamara e Adain, due giovani in forze presso le guardie della città di Fatumastra, si uniscono ai più famosi avventurieri Dalia, Galgith, Hann, Letho, Rendar e Shiran contro gli spaventosi esseri detti Elfi delle Macerie.

Il volume è acquistabile online ed è possibile ritirarlo di persona al Lucca Comics che si svolgerà dal 30 ottobre al 3 novembre nella omonima città toscana. Al Lucca Comics ci sarà anche la presentazione ufficiale del progetto, palcoscenico perfetto per incarnare entrambi i lati della kermesse: fumetto e gioco.

Il progetto di Inn Tale ricalca per alcuni aspetti l’esperienza di Matt Mercer e da essa trae sicuramente ispirazione, ma è un progetto che va anche molto per conto suo e che è stato capace di inventarsi uno spazio autonomo anche grazie all’importante assetto grafico che lo caratterizza e che vede in Luxastra – chiaramente – il suo sbocciare. Non mi stupirebbe se – in un futuro nemmeno troppo lontano – diventasse una campagna per la 5a edizione di D&D da completare con un bel kickstarter. Le professionalità e gli agganci ci sono tutti, vedremo. Intanto l’idea di mettere il gdr in video, e poi in fumetto, fa capire che questi ragazzi hanno un progetto crossmediale ben piantato in testa.

Ne riparleremo…

Grandi eventi, piccoli salari…

Gli animatori della Disney in sciopero

Lucca Comics & Games è alle porte ma oggi non parleremo di novità in uscita o di ospiti stellari, bensì di salari e diritti dei lavoratori.

E’ notizia di questi giorni che Potere al Popolo abbia sollevato la questione delle basse (bassissime a dire il vero) paghe degli addetti che Lucca Crea ha assunto per la kermesse per presidiare gli stand, fare servizio di guardiania, controllare le file. A segnalare questo fatto è molto meritoriamente la pagina di infoludiche.org

Leggiamo:

Il motivo di questa nuova tempesta è la paga dei cosiddetti ‘felpati’, i collaboratori temporanei (riconoscibili appunto da una felpa specifica) che rappresentano quella che con poca eleganza molti chiamano la ‘bassa forza’ di Lucca Comics & Games. I ruoli per cui alla società appaltante del servizio sono arrivate oltre mille domande passano, citiamo, “dal controllo degli accessi ai padiglioni all’ordinamento delle code, dai servizi di accredito alle attività di reception e accoglienza”.

“SFRUTTAMENTO” E “PAGA DA FAME”
La paga oraria prevista ha però scatenato le ire di Potere al Popolo che attacca senza mezzi termini la società appaltante, GSI come riporta Il Tirreno “Già l’anno scorso, l’inquadramento contrattuale dei cosiddetti “felpati” e vigilanza notturna la cui gestione (…) aveva ridotto la paga oraria a 4,60 euro. Dopo l’alzata di sdegno dell’opinione pubblica *sull’infimo pagamento* (enfasi nostra) per la vigilanza non armata notturna (3,40 euro all’ora) la responsabile toscana di Gsi ci tiene a far sapere che l’azienda rispetta il contratto collettivo nazionale, inquadrando i lavoratori nel livello F”. 

Ora quale che sia il CCLN in cui sono inquadrati questo livello di paga è oggettivamente irrisorio specie se si pensa che il Lucca Comics prende soldi dai visitatori, dalle case editrici e dagli sponsor. E’ un evento tra i più grandi d’Europa in questo ambito e non può reggersi sul lavoro sottopagato. Mi tornano alla mente le riflessioni di Marta Fana su Jacobin a proposito del “lavoro” offerto dai concerti del tour di Jovanotti questa estate.

per il prossimo concerto di Lorenzo Jovanotti vengono reclutati volontari per «presidiare i contenitori della raccolta differenziata dislocati sull’area dell’evento e informare le persone su come fare bene la raccolta differenziata». In cambio, niente poco di meno che «accesso all’evento; buono per panino + bibita; maglietta Beach Angels + cappellino; – e dulcis in fundo – assicurazione a copertura di danni personali e a terzi». 

A fronte di 1.5 milioni di profitti per ogni data del tour, ci sono decine di ragazzi pagati con il biglietto (valore commerciale 60 euro) e qualche gadget (costo di produzione tra i 3 e i 6 euro circa) panino e bibita, per lavorare 12 ore. Siamo sullo stesso ordine di grandezza dei compensi, cioè attorno ai 5 euro l’ora. C’è qualcosa che non va se l’industria culturale nel suo complesso si affida per il proprio successo al lavoro gratuito (i cosiddetti “volontari”) o sottopagato.

Così sul lavoro gratuito, ridenominato volontariato, oggi poggiano interi settori economici che fanno profitto, che hanno bisogno di lavoratori ma possono far leva sull’immaginario – del volontario sorridente o del disoccupato che si prende cura delle aiuole sotto casa – per risparmiare sui costi e quindi fare più profitti. O risparmiare di più come nel caso del volontariato fatto presso le amministrazioni pubbliche (Jacobin, 12 luglio)

Ecco dunque che l’idea di un salario minimo, sotto il quale non si può scendere, uguale per tutti e dunque a protezione dei lavori più precari o a bassa specializzazione, diventa un baluardo anche minimo contro il degrado.

Mi direte: “ma che c’entra coi giochi da tavolo? parlaci di questo!” invece c’entra eccome, prima di tutto io non voglio divertirmi a scapito di qualcuno, già accade per i viaggi in aereo dove le compagnie low cost spesso scaricano i costi tagliando sugli stipendi e non solo sui servizi di bordo. In secondo luogo questo blog vuole affrontare tutti gli aspetti del mondo del gioco da tavolo, e questo comprende anche i diritti dei lavoratori, anche come si comporta il suo indotto. Che senso ha manifestare per il clima (un giorno calcoleremo l’impatto di questa industria della carta e del cartoncino…) o contro la discriminazione sessuale (tema entrato fortemente nell’industria, specie sul lato GdR) e poi alzare le spalle quando si pone un problema di ordine sociale? Lavoriamoci, come utenti, come professionisti, come semplici esseri umani. E poi il GdR ci insegna che gli avversari più temibili, danno un sacco di XP.

Quello dei bassi salari e della scarsa sindacalizzazione nei settori dell’entertainement non è qualcosa relegato solo al gioco da tavolo, sicuramente più “povero” di altri settori come il cinema o la tv o al limite l’editoria tradizionale. Anche nel mondo delle produzioni di videogiochi milionari come Read Dead Redemption 2:

 Le produzioni moderne sono spesso il frutto di un lavoro quasi industriale per investimenti, ritmi e numero di persone coinvolte. Per qualche motivo probabilmente legato alla nostra infanzia nerd, però l’immagine di un programmatore gonfio di Redbull e chino sul computer è diventata un feticcio romantico come se, dopotutto, i giochini non fossero lavoro vero. Nei giorni scorsi, però, Vulture ha pubblicato un articolo dedicato a Red Dead Redemption 2 (il nuovo, attesissimo capitolo della saga western firmata dagli autori di GTA) in cui Sam Houser – fondatore di Rockstar Interactive e principale autore del gioco – si lascia candidamente sfuggire che, nelle fasi finali della produzione, il team ha lavorato quasi per cento (100) ore settimanali, trascurando salute, famiglia e vita sociale (Esquire, 24 ottobre 2018)

C’è da chiedersi, già che ci siamo, se la descrizione del mondo del lavoro videoludico non assomigli terribilmente a quello dell’industria del gioco da tavolo tout court

Secondo un paper pubblicato dalla IGDA (l’International Game Developers Association), il lavoro straordinario, soprattutto quando portato all’estremo, non garantisce alcun miglioramento nella produttività, anzi, spesso peggiora la qualità del processo. Lo studio riprende le analisi, svolte in altri settori, da alcuni pionieri dell’economia aziendale come Hugo Muensterberg che, già negli anni ‘10 del XX secolo, teorizzavano una diminuzione delle ore lavorate per aumentare la qualità del risultato.

Il vero problema, almeno nel settore dei videogiochi, sembra però essere culturale: come per buona parte dell’industria informatica, anche il gaming è stato per decenni un boy’s club, dominato da maschi (bianchi) giovani, socialmente danneggiati e con la tendenza a confondere lavoro e (mancanza di) vita privata. Non è un caso che la mancanza totale di diritti dei lavoratori faccia il paio con le sempre più frequenti accuse di sessismo e, più in generale, con la tendenza del settore a chiudersi in se stesso evitando di affrontare i problemi, a volte anche sobillando una community spesso immatura e poco incline alle riflessioni.

Allora approfittiamone per alzare il livello e cerchiamo di capire come fare per stare tutti meglio, anche i “felpati” di Lucca Comics…

In attesa di Cyberpunk RED

Forti del loro debito nei confronti di Cyberpunk 2020, gioco anni ’90 della Talsorian che ha svezzato una larghissima fetta di giocatori nati negli anni ’80, e che è parte integrante della storia del GdR assieme a D&D e a Vampiri, i produttori di videogame CD Project hanno voluto rivitalizzare quella ambientazione e quelle meccaniche nell’attesissimo Cybeperpunk 2077, nel frattempo – un processo che ha visto l’avvio con The Witcher che ha appunto gli stessi attori dal lato videoludico e gdr – esso diventerà anche un gioco di ruolo “pen and paper”. Una seconda edizione a tutti gli effetti del classico della Talsorian e che è stato messo in mano proprio al suo creatore originario: Mike Pondsmith. Sarà lui, in qualità di lead designer e primary writer ad avere le chiavi del regno e a dare il là a tutta – ci si augura – la catena di manuali e supplementi di questa nuova edizione che – assicurano – sarà facilmente compatibile con il vecchio universo 2020 di cui Cyberpunk RED è la continuazione diretta e insieme il prequel del mondo di gioco del videogame.

 Ad essere precisi le due case hanno collaborato in modo da dare vita ad una timeline comune che unisse Cyberpunk 2013 a Cyberpunk 2020 e via avanti fino a Cyberpunk Red e 2077. 

A titolo informativo è stato dato di sapere che Cyberpunk Red si ambienterà nel periodo storico compreso tra il 2022, data della fine della 4° Guerra Corporativa, e il 2077 (purtroppo al riguardo alla Talsorian non si sono sbottonati molto) e mostrerà un mondo in fase di ricostruzione dopo i devastanti eventi che sono invece al centro del videogioco. Destino diverso per Cybergeneration (l’erede di 2020) che sarà invece oggetto di una vera e propria ucronia, che lo porrà in un’altra timeline: un vero e proprio “cosa sarebbe successo se…?” in cui la Carbon Plague, causata dalla liberazione di un pericoloso nano-virus, è stata rapidamente contenuta ed eliminata (Tom’s Hardware).

In una bella intervista a tutto tondo con Mike Pondsmith a cura di Lega Nerd, l’autore ricorda come il punto forte – la botta di adrenalina – del gioco originale era l’alto tasso di mortalità durante i combattimenti, specie i conflitti a fuoco:

Fino ad allora gli altri giochi di ruolo avevano trattato il combattimento come se fosse un action movie, era tutto troppo finto. Molti dei nostri primi giocatori erano militari o personale della Polizia: sapevano come funziona uno scontro a fuoco, sapevano che non è un gioco, che è facile morire, che è molto probabile morire, che è quasi sicuro morire…

E la cosa divertente è che è diventato un orgoglio giocare a Cyberpunk e avere un personaggio che sopravvivesse a più di una avventura, magari ad una campagna intera…

“tu giochi a quella roba per bambini, io invece a questa per adulti, dove il tuo personaggio può morire da un momento all’altro e perdere tutto!”

In Cyberpunk Red abbiamo introdotto una versione opzionale semplificata del combattimento e i primi feedback sono proprio stati “non è più mortale come prima! lo vogliamo più mortale!”. I personaggi muoiono facilmente, ma è proprio di questo che ci si vanta se invece si sopravvive: “sono stato abbastanza bravo da sopravvivere a Cyberpunk!”

In attesa dunque di nuove informazioni dall’America e soprattutto di sapere chi localizzerà il gioco in Italia, non possiamo che augurarci che il nuovo gioco sia il degno successore del suo avo. Il Cyberpunk è un genere che ha avuto alti e bassi nella cultura di massa, ma tante piccole cose che erano state predette nei romanzi, nei film e perfino nei giochi sono diventati realtà o (in alcuni casi) tristi realtà: strapotere delle corporation, inquinamento, clonazione, integrazione tra uomo e macchina, morte della privacy. Ma tutto questo ha anche dato agli appassionati del genere una sorta di anticorpo nei confronti di certi segnali…

Il Mondo di Tolkien

illustrazione di Ivan Canu

Cari amici Hobbit, prendete un mantello, la vostra erbapipa migliore, qualche provvista e un abbonamento a Storytel per ascoltare i podcast su “Il Mondo di Tolkien” una iniziativa composta di otto puntatequattro pubblicate proprio ieri  e quattro che seguiranno ad ottobre. Il programma è condotto da Giacomo Benelli assieme a Benedetta Lelli, autrice con Ivan Canu (autore anche della copertina) dell’intero programma.

Ospiti saranno esperti non solo italiani, ma anche grandi nomi dall’estero: Tom Shippey, considerato uno dei massimi studiosi di Tolkien al mondo, gli storici artisti tolkieniani Alan Lee e John Howe Patrick Curry, studioso che agli inizi di maggio ha presentato l’edizione italiana del suo libro su Tolkien più noto, intitolata Tolkien. Mito e modernità, al Centro Studi – La Tana del Drago, a Roma e a FirenzeBrian Sibley, membro onorario della Tolkien Society realizzò nel 1981 la versione del Signore degli Anelli per la radio della BBC, e successivamente anche la rielaborazione de Lo Hobbit e di RoverandomFarmer Giles of HamThe Adventures of Tom BombadilLeaf by NiggleSmith of Wootton Major ed il saggio On Fairy-StoriesRoberto Arduini, giornalista, saggista e presidente dell’Associazione Italiana Studi Tolkieniani; Andrea Monda, esperto nonché direttore dell’Osservatore romano, a Saverio Simonelli, filologo e scrittore e responsabile culturale di Tv2000Quirino Principe, curatore dell’edizione italiana del Signore degli AnelliLuca Manini, traduttore di alcune delle opere tolkieniane; Licia Troisi, scrittrice fantasy, e Wu Ming 4, scrittore del collettivo Wu Ming, membro fondatore dell’AIST e autore di due volumi di saggistica su Tolkien (l’ultimo uscito agli inizi di maggio, Il Fabbro di Oxford per i tipi di Eterea Edizioni); Paolo Gulisano, scrittore, saggista e divulgatore autore di Tolkien, il mito e la graziaLa Mappa della Terra di Mezzo e La Mappa del Silmarillion.

Tanti punti di vista e tanti spunti per conoscere fino in fondo le opere del padre di tutti gli amanti del fantasy, in attesa della biopic che lo riguarda che uscirà in Italia il 26 settembre!

Fin dove arriverà D&D?

La Wizards annuncia soddisfatta numeri impensabili anni fa e intanto si affacciano nuove figure professionali

Se ne è parlato e se ne continuerà a parlare, con un certo grado di certezza si può tranquillamente dire che DnD sia il gioco di ruolo più diffuso al mondo, con una community tra le più vaste e – grazie all’Adventure League – strutturate, e dunque quando si volesse misurare lo stato di saluto del roleplaying non c’è dubbio che esso passa anche dal dato, da poco diffuso, delle vendite della 5a edizione e con un numero: 40 milioni di giocatori. Questa è la stima che la Wizards of the Coast ha fatto del numero di appassionati che giocano al “Gioco di ruolo più famoso del mondo”.

Complice anche la serialità televisiva e i nuovi canali dell’intrattenimento, ormai DnD è entrato a pieno diritto nella cultura pop e dunque nella cultura di massa, di più ci sono personaggi che sono famosi “a causa” di DnD, come Matt Mercer o come Satine Phoenix e ci sono persone che stanno trasformando la loro passione in lavoro, non solo – come è logico – diventando autori professionisti, o illustratori, ma anche inserendosi in un punto differente della catena casa editrice-cliente, proponendosi ad esempio come Master professionisti (o aspiranti tali). E’ un fenomeno che – come spesso accade – si sta sviluppando oltreoceano, dove ci sono più giocatori e girano più soldi, dove nelle fiere o in eventi di gioco organizzato è tutto fuorché insolito pagare il master, ma la novità è quella di un “professionista” che viene a casa tua, con il suo zaino, i manuali, miniature, dadi, magari schede prefatte e intrattiene te e i tuoi amici per cifre anche importanti. C’è chi storce il naso, come sempre, ma è la naturale evoluzione di un mercato che passa dalla nicchia al grande pubblico, in una società che ha sempre meno tempo libero (contro ogni logica aggiungiamo noi) e tuttavia vuole spendere quel tempo anche dedicandogli risorse economiche.