7 giochi da tavolo da fare in famiglia!

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Le settimane a casa forzatamente vi appaiono come un incubo? Stufi di giocare a Risiko e Monopoly? Qualche consiglio per voi…

Da qui al 3 Aprile – sperando che questa sorta di quarantena finisca attorno a quei giorni lì – i giorni da passare forzatamente in casa sono molti, specie con bambini più o meno piccoli, non poter vedere amici e compagni di scuola può essere pesante, ma anche per i genitori o gli adulti in generale, non poter uscire la sera, per limitare al massimo il contagio, può essere frustrante. Un bel modo, creativo e divertente, per passare il tempo in casa, e una occasione per rinsaldare i legami familiari con una attività di gruppo, possono essere i giochi da tavolo. Ce ne sono ormai a migliaia, per questo può essere molto difficile orientarsi e fare la scelta giusta. Speriamo (con questa breve guida) di esservi di aiuto nella scelta!

Nella selezione che vi offriamo abbiamo cercato di tenere presente più aspetti e più combinazioni di numero di membri della famiglia ed età, inoltre i titoli selezionati hanno una discreta longevità, e un prezzo mediamente contenuto.

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Play Festival del Gioco: il più grande spazio ludico mai realizzato in Italia

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Citando lo scrittore George Bernard Shaw “l’uomo non smette mai di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”. Oltre 24mila metri quadrati a disposizione e 2.900 tavoli a cui sedersi e scoprire le ultime novità o partecipare a tornei dei giochi più amati. Tema conduttore della 12^ edizione sarà la sostenibilità. Proposte per tutti, a partire dai 2 anni sino ai 100 anni.

Torna a Modena, dal 3 al 5 aprile, Play Festival del Gioco, un ineguagliabile spazio ludico che lo scorso anno ha fatto giocare e divertire oltre 44mila persone. Non esiste in Italia un altro evento in cui, in soli tre giorni, così tante persone, dai 2 ai 100 anni, possono giocare immergendosi anima e corpo nel mondo ludico vivendone tutte le sorprendenti sfaccettature. Anche per questo Play è uno spettacolo nello spettacolo, da non perdere: ammirare migliaia di persone, di tutte le età, che tra sorrisi, battute ed energiche strette di mano, si sfidano a suon di dadi e carte, o incrociando le spade laser o lanciando una trottola di legno non ha eguali e restituisce l’immagine positiva di una parte di società.

SEMPRE PIU’ GRANDE Un intero villaggio del XXI secolo che cresce ancora e, nel 2020, sulla scorta dello straordinario ed esponenziale successo delle precedenti edizioni, arriva a occupare 24mila metri quadrati, tutti coperti (tre volte il campo da gioco del Neu Camp di Barcellona) e ad allestire 2900 tavoli per assicurare a tutti la possibilità di entrare, scegliere, sedersi e giocare come da tradizione a Play. Perché al Festival del Gioco gli attori protagonisti sono i visitatori che, da soli, o affiancati da giovani tutor, scoprono le ultime novità, partecipano a tornei dei loro giochi preferiti, scoprono dimensioni nuove del gioco.

LA SOSTENIBILITA’, IL TEMA DELLA DODICESIMA EDIZIONE Seguendo una consolidata tradizione, i direttori artistici di Play, per sottolineare come il gioco sano ed intelligente possa essere un potentissimo strumento di riflessione e approfondimento, ogni anno individuano un tema di riferimento. Per il 2020 la scelta è caduta su “Futuro sostenibile”, nel 2019 l’attenzione era finita sulla corsa allo spazio. Un tema di grandissima attualità al quale peraltro il mondo dei giochi da tavolo ha già dedicato diversi interessanti e stimolanti titoli. Spiccano tra questi diversi titoli che mostrano la forte permeabilità tra i temi di maggior attualità e la creazione di giochi da tavolo. Si può ricordare ‘20TH Century’ che per vincere obbliga i giocatori a trovare un equilibrio tra la qualità della vita della nazione che si rappresenta e la ricchezza prodotta; altrettanto stimolante è ‘CO2: SECOND CHANCE’ nel quale un gruppo di aziende del settore delle energie rinnovabili, viene incaricato dalle varie superpotenze mondiali di sviluppare una serie di nuove tecnologie in grado di garantire gli stessi livelli di consumo energetico ed al contempo di fermare l’inquinamento su scala mondiale. Da citare infine, tra gli altri, ancora due titoli, vale a dire ‘Ocean Crises’, gioco dal grande valore educativo, che affronta un grave problema ambientale, facendo riflettere i giocatori e proponendo soluzioni green e ‘Evolution Climate’ in cui i giocatori per salvare la specie vivente rappresentata devono tenere conto anche dei cambiamenti climatici.

IL GIOCO IN TUTTE LE SUE ESPRESSIONI, AD ESCLUSIONE DELL’AZZARDO

Play Festival del Gioco ha una forte e radicata matrice legata al gioco da tavolo che negli ultimi sta vivendo una seconda primavera, sia per la ricchissima offerta di titoli di qualità sia per la riscoperta da parte soprattutto delle famiglie della qualità del divertimento che possono offrire rispetto ai videogiochi, anche se sempre più spesso si assiste a positive contaminazioni con il mondo digitale. Da sempre però l’attenzione degli organizzatori si è concentrata su tutte le forme ludiche come espressione positiva, aggregante ed educativa, tanto che è più facile dire cosa i curiosi e gli appassionati non trovano a Modena. Ciò che sicuramente non è mai presente è il gioco d’azzardo, tutto il resto c’è: dai giochi da tavolo, ai giochi di ruolo, sino ai giochi di miniature, di carte collezionabili, giochi dal vivo, video giochi e altri giochi della tradizione, insomma a Play non manca davvero nulla per divertirsi.

MODENA SEMPRE CAPITALE DEL BUON GIOCO

Un movimento davvero partito dal basso, da quella che era poco più di una cantina frequentata da super appassionati che si è espanso molto rapidamente arrivando ai numeri da record che hanno reso Play il Festival del Gioco più frequentato in Italia. Ma la crescita non ha interessato solo il numero degli espositori e dei visitatori (da 20mila del 2010 ai 44mila del 2019). Molto, infatti, si è lavorato per recuperare ed espandere anche a settori nuovi il valore culturale dell’attività ludica. Organizzando convegni di livello nazionale, sviluppando collaborazioni istituzionali, coinvolgendo gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie promuovendo premi, come il Premio Dossena e concorsi come la ludoteca da sogno. Si collocano in questo percorso virtuoso il protocollo “Modena capitale del buon gioco” siglato a settembre del 2019, tra Comune e Università di Modena e Reggio Emilia e la recente ufficializzazione della istituzione sempre a Modena di un centro di ricerca interuniversitario e multidisciplinare sul tema della scienza del gioco. Unimore aderisce al “Game Science Research Center” di Lucca con una sezione ubicata presso la Fondazione Marco Biagi. Col gioco, in questo caso, si evidenziano modalità e tecniche di decisione e si fissano regole condivise e comportamenti.

In conclusione, citando lo scrittore George Bernard Shaw “l’uomo non smette mai di giocare perché invecchia, ma invecchia perché smette di giocare”, forse anche per questo a Play tutti, a prescindere dall’età anagrafica, tornano un po’ bambini.

Il ricchissimo programma può essere consultato sul sito Internet https://2020.play-modena.it/ e sulla pagina Fb dedicata https://www.facebook.com/PLAYmodena in costante aggiornamento.

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Il Grande Cranio vince i Toy Awards 2020

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Altra grande giornata per il Made in Italy nel settore ludico, Cranio Creations, l’azienda di Lorenzo Tucci Sorrentino ha vinto il prestigioso premio nella categoria 10 anni o più con Mistery House, una escape room da tavolo che ha convinto la giuria e battendo anche la blasonatissima Mattel!

Il premio ToyAward – assegnato dal 2015 e subito divenuto un premio di grande importanza nel settore giocattooli – viene assegnato a quei prodotti in grado di distinguersi all’interno di un popolatissimo mercato (quello del giocattolo) in base a criteri come giocabilità e divertimento, originalità, sicurezza e produzione di qualità. In base a questi criteri viene poi assegnato un solo premio ad ognuna di queste cinque categorie:

  • Baby & Infant: 0 – 3 anni
  • PreSchool: 3 – 6 anni
  • SchoolKids: 6 – 10 anni
  • Teenager & Adults: dai 10 anni in su
  • Startup: premio riservato alle aziende che sono state fondate da meno di 5 anni

Al Corriere il 36enne fondatore di Cranio ha detto:

«Non mi aspettavo questo premio. Come dice il nome, il Toy Award è dedicato ai giocattoli non ai giochi in scatola — ammette sorridendo Tucci Sorrentino —. La vittoria per me è doppia, è come se un corto vincesse agli Oscar. Sono doppiamente felice perché questo è un riconoscimento che va al nostro Mystery House come prodotto in sé ma anche al settore dei giochi da tavolo nel suo intero, dimostrando che questa realtà una volta di nicchia sta crescendo e viene riconosciuta da un ambito molto più grande». Stando al Ceo di Cranio, le ricadute della vittoria già si sentono: «Il lavoro ci sta letteralmente piovendo in testa, ci stanno contattando da ogni dove». Il rammarico però è per l’Italia: «Il mercato italiano del gioco in scatola è ancora uno dei più piccoli, da noi non c’è una cultura radicata e si è rimasti fermi ai vecchi classici».

Chissà che il passaggio su un grande quotidiano e in generale il continuo successo dei prodotti italiani all’estero non cambino la situazione, oppure il gioco da tavolo sarà destinato a diventare come quei prodotti di eccellenza destinati al mercato estero e all’export piuttosto che al consumo nel mercato interno.

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Gli scacchi nella storia (antica e recente) della Chiesa, tra condanne ed esaltazioni…

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Se esiste un padre del gioco da tavolo esso è gli Scacchi, gioco di origine probabilmente – almeno nel nome – persiano, simile ad altri giochi a scacchiera che contrappongono due eserciti e uno o più Re da salvare/catturare. Di certo il più famoso e il più iconico, immortalato anche dalla letteratura e dal cinema.

La ricezione di questo gioco – spiega Aleteia – non è affatto priva di difficoltà se si pensa che nel XIII secolo era stato bandito dalla Francia di (San) Luigi IX nel 1254 giunse a proibirne l’uso con una Grande Ordonnance, stigmatizzando questo «gioco di cattiva reputazione reo di turbare la pubblica moralità» Tale divieto giungeva di fatto a completare un’altra condanna, quella pronunciata dal Concilio di Parigi nel 1212. Sebbene non tutti fossero così rigidi e il gioco infatti poté godere di fortuna e popolarità, dentro e fuori le corti, bisognerà attendere il 1608 perché qualcuno del prestigio di San Francesco di Sales lo riabilitasse sottolineandone la capacità di servire «l’abilità e l’industria dello spirito», mettendo tuttavia in guardia contro le partite troppo lunghe:

Dopo aver giocato a scacchi per cinque o sei ore, se ne esce aridi e stanchi nello spirito.

Verrebbe da dire che questo è un problema abbastanza attuale. Tornando alla storia degli scacchi, è interessante annotare che il giudizio positivo di Francesco di Sales fu confermato un anno più tardi, ovvero nel 1609, dall’abrogazione della condanna parigina del gioco degli scacchi ad opera di Papa Paolo V. Ma la vera “madrina” – che probabilmente ha influenzato i due giudizi – è Santa Teresa d’Avila che nel capitolo XVI del suo Cammino di perfezione (1583), che lo definì un gioco altamente spirituale

Il principio è nel riuscire a condurre un’anima a Dio mediante la preghiera: il pezzo più potente di cui dispone il giocatore di una siffatta partita è la Regina, vale a dire la Vergine. E per fare scacco matto a Dio bisogna ingaggiare una partita serrata, «perché il Re non si consegna se non a chi si consegna interamente a Lui».

In epoca contemporanea – ci ricorda l’ANSA – grande giocatore di scacchi fu Karol Wojtyla: il futuro Papa (e ora santo) Giovanni Paolo II, infatti, quando aveva 18 anni curava una rubrica di scacchi sulla rivista degli studenti universitari di Cracovia. Il gioco degli scacchi non è più, dunque, quello “strumento di peccato” che spinse san Pier Damiani (nel 1061) a infliggere una “proibizione” a un vescovo-scacchista, san Bernardo di Chiaravalle a mettere il gioco al bando (con il successivo avallo del menzionato Concilio di Parigi) e Girolamo Savonarola a bruciare le scacchiere in piazza. La situazione è talmente mutata che nel novembre 2018 si è giocata la quinta edizione della “Clericus Chess“, un torneo (sia nazionale che mondiale) per religiosi e religiose appassionati di scacchi che si svolge ogni due anni.

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Muore Christopher, figlio di J.R.R. Tolkien, l’Ultimo degli Inklings

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Il 3° figlio di J.R.R. Tolkien e suo esecutore letterario Christopher John Reuel Tolkien è venuto a mancare nella notte tra ieri ed oggi, mercoledì 15 e giovedì 16 gennaio, presso il Centre Hospitalier de la Dracénie (CHD) a Draguignan, nella regione provenzale.

Dalla morte del padre nel 1973, la sua vita è stata incessantemente dedicata alla cura e alla tutela della sua opera, in un’avventura familiare artistico-letteraria che non ha precedenti e, probabilmente, non vedrà repliche. Con la dipartita di Christopher Tolkien lascia l’esistenza terrena l’ultimo di coloro che ha partecipato al gruppo degli Inklings, chiudendo quella che si deve considerare l’epoca della riconquista dell’epica nella modernità. Christopher è stato un uomo che ha condiviso a tal punto l’invenzione letteraria di John Ronald da potersi dire, senza timore di errore, che egli è stato in senso pieno co-autore della mitologia della Terra-di-mezzo, la cui totalità noi oggi chiamiamo legendarium. Rimandando al contributo che in questa sede scrissi per documentare fino a che punto si è realizzata questa condivisione e soffrendo personalmente un distacco lancinante per la riconoscenza che nutro per una dedicazione così radicale, la sua, un dono costantemente rinnovato per tutti noi lettori, non posso che fare nostra la speranza con cui suo padre John Ronald gli scrisse nell’aprile 1944, quando Christopher era, non ancora ventenne, in forza all’aeronautica della Corona, di stanza in Sudafrica per il conflitto mondiale:

tu sei stato per me un dono così speciale, in un periodo di disperazionee di sofferenza mentale, e il tuo amore, che si è dischiuso subito non appena sei nato, mi ha fatto capire, a chiare lettere, che io avrò sempre motivo di consolazione grazie alla certezza che non c’e fine a tutto questo. È probabile che sotto l’ala dei Signore noi ci rincontreremo, «vivi e uniti» fra non molto tempo, carissimo, ed è certo che abbiamo un legame speciale che durerà al di là della vita – sempre soggetto, naturalmente, al mistero dei libero arbitrio, con il quale ognuno di noi può rigettare la propria «salvezza». Nel qual caso Dio sistemerà le cose in modo diverso!

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Ci vediamo al ComiCam 2019

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Quando il virtuale si fa reale a Camerino arriva il Comicam. Tutto pronto, questo fine settimana, sabato 16 e domenica 17 novembre, per la sesta edizione “ducale” di Comicam, la fiera del fumetto, cosplay e gioco che quest’anno sarà ospitata al Polo scolastico provinciale di Madonna delle Carceri, organizzato con il patrocinio del Comune di Camerino e di Unicam, la collaborazione della Pro Loco Camerino e Turismo Marche, i Licei di Camerino e l’ITCG Antinori e gli sponsor Distilleria Varnelli, Contram e Vac Vapoforni Associati Camerino.

Con queste parole ricche di trepidazione arriva l’invito dei ragazzi di Camerino a visitare la loro bella iniziativa nel week end che si sta approssimando. Una realtà alla sua quinta edizione, segno che c’è voglia di incontrarsi e che per questa edizione apre le proprie porte al gioco, ed è per questo che ce ne occupiamo, per questo e perché gli organizzatori sono stati così impruden… ehm gentili da invitarmi come moderatore di due panel molto interessanti, come in generale è molto interessante e innovativo che in una manifestazione di questo tipo ci si interroghi sulle potenzialità economiche e di crescita sociale per un territorio, che il gioco organizzato può offrire. In effetti il programma offerto nella due giorni dal ComiCam è davvero ricco, tra cui il lancio dell’ambientazione di Camerino in Codex Venator, una campagna di gioco di ruolo condivisa presente nelle maggiori città italiane.

Un passo coraggioso che ha portato i ragazzi del futuro Codex di Camerino a confrontarsi con il più recente passato della città, quello più drammatico, per raccontare con coraggio e determinazione un territorio che oggi non sta vivendo il suo periodo migliore. Rappresenta una versione dark fantasy della città e delle sue leggende ed è un modo per raccontare il territorio e i “suoi mostri”.

Tra le varie proposte, anche il corso per dipingere miniature, il corso gratuito di fumetto, una serie di conferenze sulle opportunità date dal gioco, area bimbi gratuita e tornei di videogiochi. Immancabile la gara cosplay. Come ospiti, Alex Melluso e Andrea Il Rosso Lucca, fra i personaggi più importanti del gioco di ruolo in Italia Lokendil, organizzatori della Fabcon (manifestazione di giochi di ruolo e da tavolo più antica delle Marche), gli autori di Household (gioco di ruolo dell’anno a Lucca 2019) gli autori di Project HOPE e Shoku (marchigiani).

Il programma degli incontri, delle conferenze e dei workshop è il seguente. Per chi vorrà io ci sarò domenica, e sarò lieto di prendere un caffé con chi vorrà!

https://www.facebook.com/events/960145974371802/

PROGRAMMA

Sabato 16 Novembre 2019

Ore 15:00 – Conferenza “Il gioco come opportunità di sviluppo: dalle associazioni alle startup culturali” presso Aula 4 della Facoltà di Giurisprudenza
Intervengono:

·        Prof. Francesco Casale: Prof. Associato di Diritto Commerciale e responsabile Master Manager dei processi innovativi per le start-up culturali e creative presso UNICAM – Università di Camerino

·        Delegato ASI Giochi Interpretativi

Modera: Manuel Bernardini, Vicepresidente ComiCam
Le opportunità:

·        Camilla Giuliani: professionista di pubbliche relazioni esperta in marketing e comunicazione di nuovi settori – L’esperienza delle escape room

·        Augusto Caciorgna: Soft air club il Cassero BSBAC Armoraio e Militia Bartholomei – Dall’esperienza dell’Italian Shake ai parchi storici

Ore 15:30 – Torneo di Fifa 2v2 presso Gameup

Ore 16:00 – Incontri e disegni con i disegnatori Comicam presso Gameup

Ore 18:00 – Sessione inaugurale di Codex Venator, campagna condivisa nazionale multitavolo di gioco di ruolo

Ore 22:00 – Quando giochiamo? Gioco di ruolo libero al Sottocorte Village

Domenica 17 Novembre 2019 presso Polo Scolastico Provinciale di Camerino

Ore 10:00 – Apertura ufficiale Comicam!

Ore 10:00 – Apertura area bimbi con truccabimbi, balloon art, disegni, pittura, lavoretti di manualità e tanto altro fino alle 18:00

Ore 10:00 – Apertura area di gioco di ruolo gratuito con gli autori di Household (Gioco di Ruolo dell’Anno a Lucca 2019), Project HOPE e Shoku, one shot con Andrea Lucca e Alex Melluso (rinomati master italiani) e dimostrazioni con i ragazzi di Cameloot e della Lokendil (organizzatori della Fabcon)
Sessioni di gioco (Household, D&D 5e, Vampiri, Project HOPE, Shoku, Richiamo di Cthulhu, Ultima Torcia, Sine Requie, Anime & Sangue, Coriolis, Worlds in Peril e molti altri) per tutta la giornata

Ore 10:00 – Workshop di introduzione alla pittura delle miniature (turni per l’intera giornata)

Ore 10:00 – Workshop di fumetto: La nascita del nostro personaggio: dall’ideazione al concept

Ore 10:00 – Torneo di Blood Bowl

Ore 10:30 – Apertura area food

Ore 10:30 – Crea la tua mappa con Borderlands_map

Ore 10:30 – Conferenza “Il gioco come opportunità per il territorio: dal Guerrin Meschino a Keemar”
Il gioco come opportunità per la narrazione e la scoperta di un territorio e di un modo di pensare il fantasy lontano dall’immaginario tolkeniano.

Intervengono:

·        Chiara Icrya Lanciotti della Compagnia dei Folli, ideatrice e autrice di Sibyllarium festival fantasy basato sulle tradizioni e sul folklore del territorio dei Sibillini

·        Andrea Lucca della Locanda del Drago Rosso: Autore di successo nel mondo del GDR italiano e creatore di Codex Venator: Ambientazione Dark Fantasy italiana

·        G. Mc Anton: Ideatore e organizzatore di Fiastra Fantasy, Keemar e autore della saga Keemar, fantasy ambientato nell’entroterra maceratese

Modera: Lucandrea Massaro, Io non gioco da solo
La narrazione del territorio dal mare alla montagna:

·        Luca Kogoj: presidente di HORT Soc. Coop. di Ancona (Labirinto di HORT)

·        Michele Serafini: Montelago Celtic Festival, il festival folk celtico dell’Appennino

Ore 11:00 – Workshop di fumetto: Il nostro personaggio e il suo spazio nel mondo: Anatomia e prospettiva

Ore 11:00 – Workshop di crafting steampunk

Ore 12:00 – Chiusura iscrizioni ai tornei di videogiochi

Ore 12:00 – Workshop di fumetto: l nostro personaggio prende colore: teoria dei colori

Ore 12:30 – Workshop di Sceneggiatura e Storytelling con Alex Melluso

Ore 14:30 – Workshop di fumetto: Il nostro personaggio prende vita: costruzione di una tavola

Ore 16:00 – Gara Cosplay Comicam 2019: sesta edizione della gara di cosplay Comicam con premi per categorie

Ore 16:00 – Conferenza “Il gioco come opportunità di crescita: dagli scacchi ai videogiochi”
Il gioco come tramite educativo per la crescita del bambino, del ragazzo e come crescita personale.
Intervengono:

·        Maurizio Cavallaro: Dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Ugo Betti di Camerino, presidente del circolo di Scacchi e Dama “Barbara Carboni”, gli scacchi e i giochi “antichi” come lezione

·        Manfredi Mangano – Kids & Dragons: Gioco di ruolo per ragazzi, il gioco di ruolo come valenza sociale ed educativa per i ragazzi

·        Valentino Cinefra: Giornalista di Player.it e BadTaste.it, i videogiochi come media per l’educazione

Modera: Lucandrea Massaro, Io non gioco da solo

Ore 19:00 – Saluti e ringraziamenti

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Il caso della maxi truffa degli affitti a Lucca

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Boom di biglietti staccati, proteste dei felpati per gli stipendi da fame, e ora questo: almeno 100 persone rimarranno senza alloggio per via di una truffa operata nell’ambito del booking online degli affitti nella città toscana. Così il Corriere Fiorentino:

L’organizzazione del festival è naturalmente del tutto estranea alla truffa, messa in atto da un privato che utilizzando due diversi nominativi falsi, ha adescato le sue vittime sulle tante pagine Facebook sorte in questi anni da parte di chi cerca e offre case o camere in affitto per i giorni della manifestazione. Il successo di quest’ultima (nel 2016, anno dei record, furono venduti 271 mila biglietti), infatti, rende sold out con mesi di anticipo l’intera offerta ricettiva della città e dei suoi dintorni: a chi si decide a prenotare con un po’ di ritardo di conseguenza non resta che rivolgersi o ad hotel o B & B lontani da Lucca oppure a privati cittadini che offrono le proprie abitazioni.

Secondo quanto raccontato dalle persone truffate, che in queste ore si stanno radunando tramite i social per promuovere una denuncia collettiva, il signore in questione contattava direttamente gli aspiranti affittuari dopo averne letto gli annunci e proponeva loro case che sosteneva di possedere in via Buia e in vicolo San Carlo, nel cuore del centro storico. In via Buia addirittura sosteneva di possedere sei appartamenti di una intera palazzina. Peccato che in quella strada di palazzine non ce ne siano. Comunque gli appassionati di fumetti abboccavano e finivano per versare i soldi pattuiti per l’acconto su un conto corrente il cui numero veniva regolarmente fornito dallo sconosciuto truffatore, che una volta incassati i soldi è poi sparito nel nulla. Fra i casi emersi sinora, c’è chi racconta di aver versato fino a 600 euro. Nelle prossime ore partiranno le prime denunce, ma nel frattempo per le persone truffate c’è un problema più stringente da risolvere: l’inizio del festival è alle porte e devono trovarsi una sistemazione per dormire.

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Le novità di Acchiappasogni per Lucca

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E’ comunicazione di queste ore che Acchiappasogni, che collabora con Red Glove sul piano della distribuzione, ha indicato una serie di novità riguardanti il suo catalogo per l’imminente Lucca Comics and Games. Vediamoli rapidamente:

Le Notti di Nibiru – Oltre il Tempo e la LuceTutta la verità su Nibiru!
Scopri la vera storia del pianeta… l’origine dei Tonal… la nascita dei Dolem… l’arrivo della Virgo su Nibiru!
I misteri più reconditi del pianeta saranno svelati.
Andremo oltre il confine del tempo. Nuovi mondi si apriranno per noi al di là delle luci dell’Alusea!
Gioca nei panni degli HEXer, gli esploratori spaziali con poteri telecinetici, o in quelli dei Qerberus, bambini tonalisti dotati di enormi poteri ma senza controllo.
Viaggia con noi verso il cuore del mistero ed esplora storie millenarie, che solo pochi prescelti possono dire di sapere del tutto!
Manuale in brossura, tutto a colori, 100 pagine, 24€. 


Augusta Universali: Ex Oriente LuxUn nuovo potere sorge da Oriente.
Dalle profondità esotiche e misteriose dell’Asia…
Sontuosi templi ospitano monaci che intonano canti polifonici fra banche dati di possenti Sutra in onore del Buddha Avalokiteshvara.
Valorosi Samurai si immolano sul fronte sovietico per difendere il loro Imperatore Dio su colossi di ferro, i sacrari digitali dei propri antenati.
Brahmani in assetto blindato multiarto impongono tonanti Mudra contro servitori del Deimos nelle profondità delle jungle del Borneo.
Tre nuove Guardiae, nuovi Tracta, nuovi Systemata, occulti segreti di ambientazione, i titani di ferro Tatsu-Kyogin del Nihon-koku e molto, molto altro vi attendono fra le esotiche spire di Imperi più antichi di Roma stessa.
Questo è Ex Oriente Lux
Saprai esserne degno?
Manuale in brossura, tutto a colori, 100 pagine, 24€. 

Dungeon 6 – Lunghe Ombre su Alphazyr Avventura dimostrativa per Dungeon 6, il Gioco da Tavolo fantasy di esplorazione di labirinti, epiche battaglie e meravigliosi tesori, dotato di un immediato sistema di generazione procedurale. Per chi non ha fatto in tempo a partecipare al Kickstarter di Dungeon 6, sarà possibile contribuire scegliendo una ricompensa tra quelle disponibili nella raccolta fondi. In questo modo si potranno ottenere le magnifiche esclusive del Kickstarter e prenotare la propria copia di Dungeon 6, in uscita per Modena Play 2020. Libro spillato, tutto a colori, 34 pagine, prezzo variabile in base alla ricompensa scelta.

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A Pavia non si gioca, lo dice il Sindaco

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L’edizione del 2019 di “Giocanda”, a Pavia, non si farà. L’appuntamento coi giochi da strada, con i laboratori didattici, voluto da una rete di associazioni locali e andato regolarmente in piazza per quattro anni, per questa quinta edizione il Sindaco leghista Fabrizio Fracassi  ha detto no. Prima ha tolto il patrocinio, che erano risorse per la manifestazione, e poi ha proposto l’uso del cortile del Castello Visconteo. «Non ho vietato la manifestazione – spiega il primo cittadino al Manifesto – ho cercato di offrire il miglior contesto possibile, anche per i bambini. L’anno scorso, però, alcune iniziative hanno destato polemiche e creato scalpore mediatico, come la lettura delle favole gender sui sagrati delle chiese. È inutile cercare uno scontro a tutti i costi se si può evitare. Ho rispetto per tutte le opinioni e mi aspetto lo stesso». A quel punto, sono state le associazioni a dire di no: «Non possiamo accettare di spostare “Giocanda” in un castello – spiega Pia La Sala, presidente dell’associazione Liberisaperi – “Giocanda” è nata come evento di strada e nelle piazze, e rifiutiamo la proposta perché ne va del suo spirito. L’evento fonda la sua origine sull’abitare la città, sulla convivenza civile, sul gioco fruito da tutta la comunità. Relegato tra quattro mura verrebbe privato del suo significato».

Dal canto suo Federludo ha scritto una lettera al Sindaco pavese chiedendogli di ripensarci: « Giocare rappresenta una pratica sana e costruttiva, senza alcuna controindicazione, e può agire come un efficace antidoto per il contrasto al gioco d’azzardo, alle ludopatie e alle dipendenze da smartphone. Senza contare il valore che il Gioco ha, per sua stessa natura, come mezzo aggregativo, di socializzazione ed educativo, soprattutto in un contesto giovanile (dove sempre più si riscontrano, purtroppo, difficoltà relazionali, dispersione scolastica, problemi di bullismo, abuso di sostanze, ansia, depressione, anoressia, bulimia, etc.) » .

In una città come quella di Pavia, nominata capitale del gioco d’azzardo, un altro modello di divertimento non solo è necessario, ma è doveroso!

Cinque anni fa, dopo la pubblicazione della classifica che ha eletto Pavia capitale italiana del gioco d’azzardo, il festival si è posto l’obiettivo di proporre un divertimento sano, costruttivo e fondato sui principi dell’inclusione sociale e culturale. «Siamo tutti convinti che se ci fosse una cultura ludica diversa, questo gioco d’azzardo liberalizzato non ci sarebbe –spiega Mauro Vanetti, che all’interno del festival si occupa di Video-Giocanda, l’evento dedicato ai videogiochi – Le slot machine sono il videogioco più usato in Italia, ma noi proponiamo delle alternative. Siamo tutti attivisti, non solo appassionati di videogame. E’ una battaglia culturale, o meglio: una forma di resistenza».

Darsi come obbiettivo di un movimento di giocatori, associazioni, educatori ed editori, quello di promuovere una idea del gioco sana, capace di costruire ponti dentro la comunità, che sappia includere e divertire, ma anche pensare, per quel che vale questo blog sarà sempre al servizio di queste iniziative e sempre contro chi decide, per voglia di divisione, di mettersi di traverso…

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Grandi eventi, piccoli salari…

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Gli animatori della Disney in sciopero

Lucca Comics & Games è alle porte ma oggi non parleremo di novità in uscita o di ospiti stellari, bensì di salari e diritti dei lavoratori.

E’ notizia di questi giorni che Potere al Popolo abbia sollevato la questione delle basse (bassissime a dire il vero) paghe degli addetti che Lucca Crea ha assunto per la kermesse per presidiare gli stand, fare servizio di guardiania, controllare le file. A segnalare questo fatto è molto meritoriamente la pagina di infoludiche.org

Leggiamo:

Il motivo di questa nuova tempesta è la paga dei cosiddetti ‘felpati’, i collaboratori temporanei (riconoscibili appunto da una felpa specifica) che rappresentano quella che con poca eleganza molti chiamano la ‘bassa forza’ di Lucca Comics & Games. I ruoli per cui alla società appaltante del servizio sono arrivate oltre mille domande passano, citiamo, “dal controllo degli accessi ai padiglioni all’ordinamento delle code, dai servizi di accredito alle attività di reception e accoglienza”.

“SFRUTTAMENTO” E “PAGA DA FAME”
La paga oraria prevista ha però scatenato le ire di Potere al Popolo che attacca senza mezzi termini la società appaltante, GSI come riporta Il Tirreno “Già l’anno scorso, l’inquadramento contrattuale dei cosiddetti “felpati” e vigilanza notturna la cui gestione (…) aveva ridotto la paga oraria a 4,60 euro. Dopo l’alzata di sdegno dell’opinione pubblica *sull’infimo pagamento* (enfasi nostra) per la vigilanza non armata notturna (3,40 euro all’ora) la responsabile toscana di Gsi ci tiene a far sapere che l’azienda rispetta il contratto collettivo nazionale, inquadrando i lavoratori nel livello F”. 

Ora quale che sia il CCLN in cui sono inquadrati questo livello di paga è oggettivamente irrisorio specie se si pensa che il Lucca Comics prende soldi dai visitatori, dalle case editrici e dagli sponsor. E’ un evento tra i più grandi d’Europa in questo ambito e non può reggersi sul lavoro sottopagato. Mi tornano alla mente le riflessioni di Marta Fana su Jacobin a proposito del “lavoro” offerto dai concerti del tour di Jovanotti questa estate.

per il prossimo concerto di Lorenzo Jovanotti vengono reclutati volontari per «presidiare i contenitori della raccolta differenziata dislocati sull’area dell’evento e informare le persone su come fare bene la raccolta differenziata». In cambio, niente poco di meno che «accesso all’evento; buono per panino + bibita; maglietta Beach Angels + cappellino; – e dulcis in fundo – assicurazione a copertura di danni personali e a terzi». 

A fronte di 1.5 milioni di profitti per ogni data del tour, ci sono decine di ragazzi pagati con il biglietto (valore commerciale 60 euro) e qualche gadget (costo di produzione tra i 3 e i 6 euro circa) panino e bibita, per lavorare 12 ore. Siamo sullo stesso ordine di grandezza dei compensi, cioè attorno ai 5 euro l’ora. C’è qualcosa che non va se l’industria culturale nel suo complesso si affida per il proprio successo al lavoro gratuito (i cosiddetti “volontari”) o sottopagato.

Così sul lavoro gratuito, ridenominato volontariato, oggi poggiano interi settori economici che fanno profitto, che hanno bisogno di lavoratori ma possono far leva sull’immaginario – del volontario sorridente o del disoccupato che si prende cura delle aiuole sotto casa – per risparmiare sui costi e quindi fare più profitti. O risparmiare di più come nel caso del volontariato fatto presso le amministrazioni pubbliche (Jacobin, 12 luglio)

Ecco dunque che l’idea di un salario minimo, sotto il quale non si può scendere, uguale per tutti e dunque a protezione dei lavori più precari o a bassa specializzazione, diventa un baluardo anche minimo contro il degrado.

Mi direte: “ma che c’entra coi giochi da tavolo? parlaci di questo!” invece c’entra eccome, prima di tutto io non voglio divertirmi a scapito di qualcuno, già accade per i viaggi in aereo dove le compagnie low cost spesso scaricano i costi tagliando sugli stipendi e non solo sui servizi di bordo. In secondo luogo questo blog vuole affrontare tutti gli aspetti del mondo del gioco da tavolo, e questo comprende anche i diritti dei lavoratori, anche come si comporta il suo indotto. Che senso ha manifestare per il clima (un giorno calcoleremo l’impatto di questa industria della carta e del cartoncino…) o contro la discriminazione sessuale (tema entrato fortemente nell’industria, specie sul lato GdR) e poi alzare le spalle quando si pone un problema di ordine sociale? Lavoriamoci, come utenti, come professionisti, come semplici esseri umani. E poi il GdR ci insegna che gli avversari più temibili, danno un sacco di XP.

Quello dei bassi salari e della scarsa sindacalizzazione nei settori dell’entertainement non è qualcosa relegato solo al gioco da tavolo, sicuramente più “povero” di altri settori come il cinema o la tv o al limite l’editoria tradizionale. Anche nel mondo delle produzioni di videogiochi milionari come Read Dead Redemption 2:

 Le produzioni moderne sono spesso il frutto di un lavoro quasi industriale per investimenti, ritmi e numero di persone coinvolte. Per qualche motivo probabilmente legato alla nostra infanzia nerd, però l’immagine di un programmatore gonfio di Redbull e chino sul computer è diventata un feticcio romantico come se, dopotutto, i giochini non fossero lavoro vero. Nei giorni scorsi, però, Vulture ha pubblicato un articolo dedicato a Red Dead Redemption 2 (il nuovo, attesissimo capitolo della saga western firmata dagli autori di GTA) in cui Sam Houser – fondatore di Rockstar Interactive e principale autore del gioco – si lascia candidamente sfuggire che, nelle fasi finali della produzione, il team ha lavorato quasi per cento (100) ore settimanali, trascurando salute, famiglia e vita sociale (Esquire, 24 ottobre 2018)

C’è da chiedersi, già che ci siamo, se la descrizione del mondo del lavoro videoludico non assomigli terribilmente a quello dell’industria del gioco da tavolo tout court

Secondo un paper pubblicato dalla IGDA (l’International Game Developers Association), il lavoro straordinario, soprattutto quando portato all’estremo, non garantisce alcun miglioramento nella produttività, anzi, spesso peggiora la qualità del processo. Lo studio riprende le analisi, svolte in altri settori, da alcuni pionieri dell’economia aziendale come Hugo Muensterberg che, già negli anni ‘10 del XX secolo, teorizzavano una diminuzione delle ore lavorate per aumentare la qualità del risultato.

Il vero problema, almeno nel settore dei videogiochi, sembra però essere culturale: come per buona parte dell’industria informatica, anche il gaming è stato per decenni un boy’s club, dominato da maschi (bianchi) giovani, socialmente danneggiati e con la tendenza a confondere lavoro e (mancanza di) vita privata. Non è un caso che la mancanza totale di diritti dei lavoratori faccia il paio con le sempre più frequenti accuse di sessismo e, più in generale, con la tendenza del settore a chiudersi in se stesso evitando di affrontare i problemi, a volte anche sobillando una community spesso immatura e poco incline alle riflessioni.

Allora approfittiamone per alzare il livello e cerchiamo di capire come fare per stare tutti meglio, anche i “felpati” di Lucca Comics…

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