Skull o del “non disturbare il morto che riposa”

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Oggi si parla di Skull, edito da Asmodee (16 euro), è un gioco di bluff che coinvolge dai 3 ai 6 giocatori. L’obiettivo del gioco è quello di vincere 2 sfide usando i dischetti che rappresentano le 4 “vite” a disposizione di ciascun giocatore. Per vincere una sfida, infatti, bisognerà girare un certo numero di dischetti senza rivelare neanche un teschio!

Si tratta di un gioco competitivo in cui le capacità di bluff e strategia si rivelano fondamentali per ottenere la tanto agognata vittoria.

I materiali sono coloratissimi e molto gradevoli al tatto e alla vista. Ciascuna delle 6 tribù rappresentate, si ispira a una cultura differente. Ci sono il Sud America, i Vichinghi, il Giappone… Ogni giocatore sceglie la propria tribù, (le differenze stanno solo nei colori e nelle raffigurazioni), e inizia la partita con 3 dischetti fiore e 1 dischetto teschio tondi e 1 tappetino quadrato. Riconoscere gli abbinamenti tappetino-dischetti per ogni tribù è intuitivo: basta guardare i colori simili o le raffigurazioni corrispondenti di teschi e fiori. Su ognuna delle 2 facce del tappetino infatti, ai 4 angoli, è riportata, da una parte, l’immagine dei fiori, mentre dall’altra quella dei teschi corredanti la tribù. Le due facce del tappetino si differenziano quindi in questo modo. I 4 dischetti di ogni tribù invece, hanno una faccia comune: il disegno varia solo per distinguere una tribù dall’altra. Sull’altra faccia invece, 3 dei 4 dischetti hanno il medesimo fiore, mentre il quarto raffigura il teschio della tribù.

Ma come funziona il gioco?

Dopo aver scelto i dischetti e il tappetino assortiti per ogni tribù, ciascun giocatore colloca il proprio tappetino sul tavolo con il “lato teschi” rivolto verso l’alto. Ognuno poi, prende in mano tutti e 4 i dischetti mostrando agli altri giocatori solo la faccia comune, dove non vi sono raffigurati né teschi né fiori. Si sceglie il primo giocatore, che giocherà per ultimo. Il turno inizierà quindi con il secondo. Ogni giocatore sceglie quindi 1 dei suoi dischetti e lo colloca sul tappetino, sempre mostrando solo la faccia comune. Il primo giocatore colloca il suo dischetto dopo tutti gli altri, ha il vantaggio però di poter aggiungere un dischetto extra in cima a quello appena giocato, sempre mostrando la faccia comune. In alternativa, può decidere di lanciare una sfida. A questo punto, gli altri giocatori possono solo rilanciare l’offerta oppure passare. In ogni caso, si procede aggiungendo dischetti a ogni turno finché qualcuno non lancia una sfida. Se nel proprio turno un giocatore si ritrova senza più dischetti in mano, è infatti costretto a lanciarla. L’offerta minima è di 1 dischetto e la massima corrisponde invece al numero totale dei dischetti presenti sul tavolo. L’offerta iniziale può anche comprendere tutti i dischetti sul tavolo.

Ma in cosa consiste la sfida?

Il giocatore che l’ha lanciata annuncia il numero dei dischetti che intende girare, dovrebbe quindi mostrarli a tutti, sfidando il suo destino. Infatti, se tra questi vi sarà un teschio, il giocatore che raccoglie la sfida, che può essere anche lo stesso che l’ha lanciata, (nel caso in cui nessun’altro la raccogliesse), perde automaticamente una vita: uno dei suoi dischetti, pescato a caso dal giocatore che possedeva il teschio o selezionato dallo stesso sfidante. Se invece lo sfidante vince, cioè trova solo fiori tra il numero dei dischetti girati, allora ha vinto la prima sfida. E deve girare sul lato fiori il proprio tappetino, (all’inizio della partita, infatti, tutti i tappetini mostrano il lato teschi agli altri giocatori). Quando, durante il gioco, il tappetino di un giocatore è già voltato sul lato fiori e questi vince una seconda sfida, allora significa che ha vinto la partita.

Cosa si fa in caso di sfida?

Gli altri giocatori, se sfidati, possono decidere di rilanciare l’offerta annunciando che intendono girare un numero ancora maggiore di dischetti oppure possono passare, decidendo quindi di non partecipare alla sfida corrente. Si continua così finché tutti i giocatori, tranne 1, hanno passato. Questi diventa lo sfidante: quello con l’offerta più alta. La sfida riguarda tutti i dischetti sul tavolo, anche quelli di chi ha passato. Se lo sfidante, perdendo la sfida, perde il suo ultimo dischetto, allora viene eliminato, mentre la partita continua per i restanti giocatori.

Ecco un rapido esempio: ci sono 4 giocatori all’inizio di una partita, si gioca in senso orario, siamo alla fine del secondo turno e ognuno ha già collocato 2 dischetti. Il primo giocatore, (che gioca per ultimo), decide di lanciare una sfida di 2 dischetti alla fine del secondo turno. Gli altri rispondono aumentando la posta in gioca fino ad arrivare a un’offerta di 5 dischetti. Chi raccoglie la sfida deve girare prima tutti i dischetti sul proprio tappetino, (in questo caso 2), e poi, 1 dischetto, andando in senso orario, per ciascuno degli altri giocatori, partendo dalla cima della pila. Se lo sfidante vince, girerà il suo tappetino sul lato fiori e diventerà il primo giocatore del round successivo.

In conclusione

Skull è un gioco intrigante, con regole rapide da imparare. Semplice da intavolare, con pochi materiali di gioco, ma molto efficaci per la loro fruibilità. La partita può durare fino a ¾ d’ora, ma è ricca di colpi di scena, se i vostri sfidanti, o voi, siete abbastanza spavaldi da osare! Mi ha fatto sentire un po’ Jack Sparrow, al riparo dell’ombra di una palma, su una spiaggia esotica, bottiglia di Rum alla mano, mentre sfida dei contrabbandieri al gioco. Se vince, avrà il suo passaggio a Tortuga!

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