Quattro chiacchiere con Alessandro Savino di Genitori di Ruolo

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Il potenziale aggregativo ed educativo del gioco di ruolo è ormai assodato, ma quanti lo conoscono? Chi giocava negli anni ’80-’90 adesso magari ha figli e comincia a farli giocare in casa, trasmettendo questa passione, ma nell’età eroica del gdr in Italia, eravamo quattro gatti: chi non ha mai giocato ma adesso ne sente parlare cosa può fare? A queste due domande, in qualche modo collegate, ha dato un tentativo di risposta il gruppo “Genitori di Ruolo”, che da due anni fa divulgazione, e adesso aggregazione su questi temi. Oggi ne parliamo con uno dei fondatori: Alessandro Savino, raggiunto telefonicamente.

Alessandro, grazie della tua disponibilità: che cos’è Genitori di Ruolo e come nasce?
Grazie a te dell’opportunità! “GeDR” (il nostro acronimo) nasce come pagina per parlare di gioco di ruolo e ragazzi. Volevamo aprire, io e altri due amici una pagina che ne parlasse, ma cercavamo anche un taglio diverso, nel frattempo tutti e tre sperimentavamo la genitorialità, poi da lì abbiamo fatto un po’ di aggregazione, non solo attorno al Lago d’Orta dove ci troviamo, ma più ampiamente e sono nate giocate, e tante altre cose. Abbiamo cominciato a collaborare con Azzurra Onlus per “Ruolando s’Impara” e da lì ci siamo presentati a partecipare a molti eventi, specie su Milano.

Siete partiti in tre e ora?
Come gruppo “core” siamo diventati in 8 e poi altri amici che ci danno una mano, non siamo tutti genitori

Ma i “genitori” chi sono?
Qualunque adulto che voglia giocare con i bambini: zii, educatori, amici di famiglia. Non possiamo né vogliamo sostituirci ai genitori ma facciamo supporto a chi vuole scoprire un mondo che non conosce o abbia bisogno di aiuto e consulenza.

Vi avvalete anche di personale specializzato?
Noi un po’ siamo specializzati, nella cooperativa ci sono educatori, poi c’è la parte organizzativa, e chi è più operativo e si occupa di giocare. Tutti hanno il proprio ruolo e lo svolgono con piacere.

Cosa avete imparato in questo tempo? Che feedback avete avuto dai bambini?
In realtà è abbastanza facile portarli al tavolo e loro vogliono giocare, lo chiedono loro una volta che hanno provato. Da un lato esigiamo il rispetto perché siamo adulti, ma poi li trattiamo in maniera da coinvolgerli e renderli partecipi, sono loro al centro. Spieghiamo il gioco e poi via, si deve stare insieme, divertirsi e rispettarsi reciprocamente: avevamo un bambino un po’ bullo? Abbiamo fermato il gioco, messo da parte per capire cosa non andasse, e per fargli capire che non può monopolizzare l’attenzione. Poi è rientrato in gioco e ora aiuta gli altri con la scheda, collabora.

Il feedback è alto, i bambini vogliono continuare, i genitori adesso mi scrivono per consigli di acquisti!

Il gioco di ruolo è una risorsa educativa e sociale, che consiglio dareste a genitori e docenti?
Se un genitore non gioca non è un problema, ma l’importante è lasciare che i bambini giochino spesso sono inseriti in ambienti competitivi durante tutta la settimana, invece il gioco è qualcosa che va preservato e favorito, perché aiuta a vincere la timidezza e l’isolamento. Abbiamo giocato durante il lockdown e aspettavano con ansia quel momento, sono nate amicizie, ma soprattutto è nata collaborazione. Il GDR coltiva le soft skill: empatia, ragionamento, comunicare, vincere barriere sociali ed emotive, saper stare insieme, confrontarsi, rispetto delle regole. Il gioco funziona se ti affidi agli altri e questo abbiamo cercato si valorizzarlo.

Visto l’aspetto simulativo può essere molto importante per i docenti. Ti faccio uno spoiler: stiamo facendo un nuovo progetto per le scuole elementari, ne abbiamo coinvolte 5 (classi 3a-4a-5a elementare) il gioco sarà a tema Indiana Jones.

DnD è il medium che preferite mi pare, quali altri giochi avete provato ad usare e quali consigliereste per far giocare i più piccoli?
DnD è il medium più facile perché il gioco è ben conosciuto ed è più facile avere master e facilitatori che lo conoscono e quindi, pur se semplificato, lo possono portare al tavolo senza sforzo. Ma in questi mesi abbiamo provato anche provato anche Tales of Equestria, ovviamente Kids&Dragons per il quale abbiamo scritto una avventura, così anche abbiamo fatto tavoli di Broken Compass e di Not The End, Fantastorie, Apprendisti Eroi e Mostri? Niente paura. A questo proposito, noi facciamo serate di gioco due volte al mese, e adesso c’è una bambini di dieci anni – che ha fatto il corso di master con me – che adesso mastera NTE. E’ bellissimo! Per iniziare però gli diamo le regole essenziali del gioco di ruolo in generale, a volte i dadi si fanno tirare solo perché i bambini si divertono a farlo, lentamente inseriamo le regole dei singoli giochi, in maniera progressiva.

Dacci un po’ di numeri…
Abbiamo giocato con quasi 260 bambini diversi, per un totale di 500 persone contando i genitori, e una media di 10 partite a settimana durante la fase più dura del lockdown. E’ stato faticoso ma bello.

Per Ruolando s’Impara, abbiamo fatto due mini campagne multitavolo con 51 bambini tra novembre 2019 e febbraio 2020.

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Lucandrea "Jarluc" Massaro

Con il nick di Jarluc lo trovate loggato qua e là sul web, è il boss di questo blog
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