L’unico vero Grande Antico è lui: H.P. Lovecraft. Da 130 anni.

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Nacque in America esattamente 130 anni fa, il 20 agosto 1890, in una famiglia benestante del New England che – subiti molti lutti – finì in condizioni disagiate, perse il padre e il nonno che era ancora un bambino, ebbe una madre soffocante che lo sminuiva, ma aveva una intelligenza vivace e un accesso – allora davvero privilegiato – al sapere grazie alla grande biblioteca di suo nonno. Imparò il latino da autodidatta e non fu solo il “Solitario di Providence” come spesso viene dipinto, ma non ebbe fortuna con la scrittura se non dopo la morte, sebbene alcuni dei più importanti scrittori di sci-fi lo ritenessero una figura di riferimento (primo fra tutti il contemporaneo Robert E. Howard, padre di Conan). Ebbe molti “allievi” ed estimatori dopo la sua morte tra cui i nostri contemporanei Stephen King e Michel Houellebeck.

In questi giorni travagliati, tra Covid, crisi economica mondiale e proteste internazionali (dalla democrazia in Cina, al movimento Black Lives Matter in America e non solo) si è tornati a parlare anche di Lui e di altri autori come lui, nati e cresciuti a cavallo tra ‘800 e ‘900 che avevano idee oggi discutibili a proposito di “razze” (un tema ormai sentitissimo in alcuni giri anche pop) e donne. Per i più radicali questo è un motivo sufficiente per smettere di leggerlo, in alcuni casi addirittura di bandirlo, di cancellarne statue e memoria. Come se cancellare un nome o un libro avesse un potere salvifico in sé: ma un tale sacrificio della propria intelligenza non assomiglia moltissimo ai rituali evocati da Lovecraft per risvegliare i Grandi Antichi? Il prezzo della conoscenza è la pazzia: non si può conoscere ed essere savi al tempo stesso. E’ questa la potente intuizione che muoverà l’intero universo narrativo dell’Autore, al punto da inventare un genere: l’orrore cosmico.

Quello che si può fare è riconoscere l’Autore separandolo dall’Uomo, pur cercando di avere per esso un certo grado di “pietà ermeneutica”, capaci cioè di provare a comprendere una persona senza volerla ridurre ad uno stereotipo. Lovecraft è razzista, Trump è razzista, Lovecraft è un trumpiano. E Aristotele si sta rivoltando nella tomba.

Sia chiaro, nessuno nega il peso delle parole di Lovecraft e le sue simpatie naziste. Anzi. Ma attenzione a farne l’unico metro di giudizio.

CONSIGLI DI LETTURA: LW’NAFH NG YAR, OVVERO: TUTTO QUELLO CHE AVRESTE SEMPRE VOLUTO SAPERE SU H.P. LOVECRAFT

Forse per questo motivo è molto interessante la serie che HBO sta mandando in onda in queste settimane dal titolo Lovecraft Country:

Lovecraft Country non è solo un’altra serie horror, è una storia di razzismo, discriminazione, paura, maschilismo e tensione sociale che si muove in una versione alternativa del mondo, in cui i veri orrori coesistono con mostri e creature inimmaginabili.

(GQ)

Tratto dall’omonimo romanzo di Matt Ruff, la serie Lovecraft Country eleva ancora di più il gioco [della qualità cinematografica delle serie tv] costringendoci a ricordare i momenti più importanti, duri e crudi della storia del mondo e tutte quelle azioni, disumane ma compiute da esseri umani, che ci rendono mostri peggiori di quelli della finzione. Credo che sia questo il lascito vero del “Solitario di Providence“, aver spalancato una porta verso l’abisso e averci ritrovato l’umanità dentro.

Inutile parlare dei numerosi libri e racconti, così come dei giochi – da tavolo, di ruolo, per pc – che si sono ispirati (o hanno catturato a piene mani) dai Miti di Cthulhu (che tra l’altro è una espressione posteriore) – già il fatto che siano tanti e di così largo consumo e successo indicano la penetrazione di questo autore nell’immaginario collettivo. Nessuno più di lui probabilmente ha influenzato il genere horror mescolandolo così sapientemente alla fantascienza. E’ lì a terrorizzare ancora le generazioni presenti con la minaccia che siamo soli di fronte ad un “universo indifferente” (come direbbe il dottor Strange), ma che questa solitudine non vuol dire che non ci sia qualcosa, vuol dire che saremo soli a doverla affrontare. E questo sgomenta più di qualsiasi altra minaccia. La solitudine è la vera arma di distruzione (e di distrazione) di massa, e il nostro tempo ne è la prova.

Se mai riusciremo a tornare al cinema ci attende questo che sembra un promettente adattamento di Color out of Space con Nicolas Cage:

E’ una storia di terrore cosmico sui Gardner, una famiglia che si trasferisce in una remota fattoria nel New England rurale per sfuggire al caos del 21° secolo. I suoi membri sono impegnati ad adattarsi alla loro nuova vita quando un meteorite si schianta nel loro cortile. Il misterioso aerolite sembra fondersi nel terreno, infettando sia la terra che le proprietà tipiche dello spazio-tempo con uno strano colore ultraterreno. Con orrore, la famiglia Gardner scopre che questa forza aliena sta gradualmente mutando ogni forma di vita che tocca … compresi loro stessi.

(il cineocchio)

PER APPROFONDIRE LA VITA DI HP LOVECRAFT: S.T. Joshi “IO SONO PROVIDENCE: LA VITA E I TEMPI DI H.P. LOVECRAFT” volume 1: 1890-1920

Se riusciremo a rimanere sani di mente in questi tempi stra-ordinari forse sarà anche grazie al contributo di autori visionari come Lovecraft, altrimenti “buona Apocalisse a tutti!”

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Lucandrea "Jarluc" Massaro

Con il nick di Jarluc lo trovate loggato qua e là sul web, è il boss di questo blog
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