Il ruolo e le sfide della distribuzione al tempo del Coronavirus

Read Time:3 Minute, 21 Second

C’è una crisi in atto che riguarda il Paese intero, con fase acutissima in Lombardia, e situazioni meno gravi nel resto d’Italia. Ogni settore è stato intaccato più o meno pesantemente, tranne forse quello farmaceutico e relativo alla produzione di presidi medico-sanitari, ecco che viene naturale chiedersi che cosa accade al “nostro” settore di riferimento, quello che per alcuni è un hobby meraviglioso, per altri è anche un lavoro non sempre facile, e la crescita innegabile di questi anni potrebbe essere vanificata da questo lungo stop, lo stesso che – tanto per dirne uno – ha già fatto slittare fiere molto importanti da nord a sud.

Un altro aspetto, importante, sarà capire in quanto tempo la filiera si riprenderà, perché diciamocelo francamente il gioco non è un bene essenziale e in caso di crisi potrebbe essere una delle voci di bilancio familiari che verrebbero ridimensionate. Anche per questo è importante capire cosa succede lungo questa filiera che comprende autori, curatori, editori, distributori, negozianti e poi ludopub e associazionismo. Oggi parliamo con Mario Cortese, sales manager di dungeondice.it che ci racconta qualcosa di questo anello fondamentale del settore, in un momento così critico.

Come si svolge il vostro lavoro, siete uno dei più grandi distributori, fino al “lockdown” come si svolgeva la vostra attività?
Il nostro lavoro è triplice: da una parte serviamo i clienti finali come e-commerce, dall’altra i negozianti come distributore. Inoltre abbiamo un team di sviluppo interno per la produzione di giochi in scatola (GateOnGames). Dopo il lockdown abbiamo messo in stand-by completamente lo sviluppo editoriale e messo in smart working / ferie / turni alternati tutto il personale di sede ad eccezione del magazzino che continua ad operare ai sensi del DDL con tutte le precauzioni del caso (DPI, sanificazione e igienizzazione dell’ambiente etc.).

Ora avete fermato o ricevete e smistate ancora ordini di acquisto? Possiamo ancora portare giochi in casa delle persone?
Abbiamo ridotto drasticamente il lavoro: spediamo solo ai privati e a pochi negozi online.

Ci sono stati risvolti positivi di qualche tipo in questa situazione?
Nessuna positività: l’incertezza e l’impossibilità di incontrarsi sono due elementi fortemente ostativi al consumo e al nostro settore in particolare. Gli ordini b2c online sono praticamente invariati mentre quelli b2b sono, come era logico aspettarsi, collassati. Inoltre noi abbiamo deciso, in modo credo responsabile, di non effettuare promozioni né incentivare l’acquisto dei privati in questo periodo per ridurre al minimo l’impatto sul personale, sui corrieri e sui negozi che in questo momento sono chiusi e quindi “fuori dalla competizione”. Troviamo assolutamente scorretti e irresponsabili alcuni atteggiamenti di colleghi che, fregandosene dell’emergenza generale, promuovono la vendita a danno di tutti i negozianti fisici. Ricordiamo che i negozianti fisici sono la prima linea di questo settore: senza di loro non c’è divulgazione e quindi non c’è la naturale creazione di clientela che occorre anche ai negozi online.

Quali sono i giochi che maggiormente vi vengono richiesti? E in quali aree del paese lavorate di più?
In questo momento non notiamo una diversificazione significativa dei criteri di acquisto. Sono più scelti i giochi economici e quelli in offerta. Molte persone a casa sono autonome e sicuramente temono per il loro reddito. Quanto alla distribuzione nazionale è invariata, salvo le aree del nord più colpite in cui la quarantena è più stretta e sono in corso molti scioperi sindacali di autotrasportatori.

Questa quarantena, questo stare tutti insieme forzatamente e dover trovare nuovi stimoli o vie di fuga, può essere una occasione per una scoperta da parte di una fetta più ampia di pubblico del gioco da tavolo?
Non credo. Il gioco da tavolo non genera autonomamente e indipendentemente nuovi appassionati. Gli appassionati si creano nei circoli, nei club, nelle associazioni, nei ludopub e nei negozi fisici (oltre che ad alcune fiere di settore). Purtroppo per il nostro settore, per fortuna per la nostra salute, sono tutte attività chiuse e in stand-by. Pertanto sono molto certo del fatto che questa crisi sanitaria si abbatterà in modo negativo sul nostro settore nei prossimi mesi.

0 0

About Post Author

Lucandrea "Jarluc" Massaro

Con il nick di Jarluc lo trovate loggato qua e là sul web, è il boss di questo blog
Happy
Happy
0 %
Sad
Sad
100 %
Excited
Excited
0 %
Sleppy
Sleppy
0 %
Angry
Angry
0 %
Surprise
Surprise
0 %

Average Rating

5 Star
0%
4 Star
0%
3 Star
0%
2 Star
0%
1 Star
0%

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *