Alla (ri)scoperta di RUNE…

Un marchio storico che torna in formato deluxe in tempo per il PLAY di Modena

Gran bella cover…

Quattro chiacchiere con Angelo Alvisi, cofondatore di Fulcrum Associazione Culturale con Mirko Pellicioni e che con Edizioni Scudo di Luca Oleastri, porteranno al Play di Modena il numero zero di RUNE, una rivista che – per chi è nato negli anni ’80 ed era giocatore nei mitici ’90 – è un po’ un must. Incuriosito gli ho rivolto qualche domanda…

Avete recuperato marchio storico…

Sì Luca Oleastri e Mirko Pellicioni sono fortemente legati alle vecchie riviste e alla vecchia “guardia”del mondo del gdr italiano, hanno voluto riportare in auge una di queste vecchie glorie. Una incomprensione ha determinato l’impossibilità di usare il marchio Kaos, ma l’idea di riproporre quel tipo di rivista è piaciuta e Ciro Alessandro Sacco e Danilo Moretti hanno dato disponibilità a fare RUNE. E’ una grande responsabilità…

Verissimo! Ma – come si suol dire – ce n’era “bisogno”?

Quello che RUNE va a colmare è un vuoto, ci sono molte rivista di alta qualità, ma non c’è una rivista nel segmento deluxe, superiore alle 100 pagine. Non vogliamo metterci in competizione, ma colmare un vuoto. Daremo spazio a qualunque tipo di articolo, nel numero 0 ad esempio ci sarà un articolo sul’Old School e uno sull’Indie. Massima libertà quindi e massimo pluralismo purché di qualità. Crediamo nella contenutistica, gli inserti occupano una parte importante della rivista, non ci saranno mai delle “recensioncine”, ci saranno sempre cose utili per giocare. Ci siamo ispirati alle riviste d’arte come format e a quelle di lusso, non ci siamo voluti rintanare nelle riviste di 25 pagine con tutto quello che deve uscire, saremo un aperiodico ma di certo usciremo – nelle intenzioni – ogni anno per il Play e per Modena, quindi minimo due numeri, vedremo se arrivare a tre.

Dove vi troviamo al Play?

Saremo assieme alla Terra dei Giochi e a RPG meeting, vicino alla Need Games. Come Fulcrum saremo lì a presentare i prodotti di Kaizoku e di Alephtar e ci saranno i tavoli e poi Tales of Blades and Heroes di Andrea Sfiligoi, e Titania di Daniele Bertoli di cui ci saranno i quickstarter. Entro Lucca partiranno i relativi Kickstarter. Abbiamo faticato parecchio in queste settimane per chiudere tutte queste cose, dalla rivista ai quickstarter!

Inserti c’è tanta roba in copertina, di cosa si tratta?

Gli inserti sono tutte avventure che ci sono state concesse dagli autori ed editori, qualche pagina per ciascuna.

Ci eravamo ripromessi di fare un numero 0 da 75 pagine e siamo arrivati a 100 e tanta roba è slittata al numero 1. Abbiamo preferito fare una prima edizione per prendere le misure. Nel prossimo numero ci saranno tanti spunti giocabili immediatamente per i nostri lettori. La nostra idea non è di fare una rivista di informazione, ma di utilizzo.

Il mio articolo è su Vampiri, era importante parlarne visti tutti gli annunci, dal gioco da tavolo al videogioco alla 5a edizione: è una nuova primavera per il secondo più grande immaginario di gioco dopo D&D. Tra l’altro di Eternal Struggle non ha parlato quasi nessuno, anche per questo era importante dare voce ad una esperienza di gioco sicuramente di nicchia ma molto bella. Anche poter parlare di crossmedialità era una occasione per noi.

Come mai c’è questa nuova golden age?

Ci sono tutta una serie di concause: in primis siamo usciti da un periodo a cavallo degli anni 2000, siamo usciti dal momento dei mmorpg, in cui il mondo geek si sposta online e prosciugano risorse. Questa cosa ora è cambiata, il gioco online si è spostato altrove e i vecchi giocatori sono tornati. Poi ci sono le nuove tecnologie, che permettono di conoscere anche i prodotti più piccoli che una volta erano conoscibili solo tramite passaparola. Blog e videoblog oggi portano alla luce molti prodotti e sono di facile fruizione. E’ cambiato l’immaginario collettivo del geek,

A Paolo Parente – che è un mito di illustratore – cosa avete chiesto?

[ride] L’intervista è di Luca Oleastri, nell’articolo si parla proprio di lui, del suo lavoro, gli abbiamo chiesto di raccontarsi un po’. Siamo felici che ci sia un artista come lui in questo numero zero perché quando abbiamo annunciato RUNE è stato tra i primi a spronarci e a rendersi in qualche misura disponibile.

Solo gioco di ruolo?

Uno o due articoli sul gioco non di ruolo in ogni uscita ci saranno, anche se è complicato per il tipo di rivista che abbiamo in mente, però articoli in cui magari si analizzano le influenze reciproche tra gioco di ruolo e videogioco o le contiguità tra diversi medium sicuramente sono cose che faremo, del resto come ti dicevo il mio articolo su Vampiri non riguarda solo il gdr, ma tutti i titoli che in questo periodo sono usciti o annunciati.

Grazie!

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