Dungeons and Dragons non è (più) una cosa da ragazzini. Almeno negli Stati Uniti

Una notizia che ha circolato poco, perfino tra gli addetti ai lavori, sono le cifre che Kickstarter ha divulgato pochi giorni fa: in un decennio, nella sua sezione dedicata al gaming (da tavolo, per pc, giocattoli), KS ha ospitato oltre 17 mila progetti finanziati (non sappiamo quanti invece non sono andati a buon fine) per un totale di un miliardo di dollari di sottoscrizioni da parte di oltre 3 milioni di iscritti.

Numeri importanti che definiscono sempre di più l’uscita di questo settore dallo stato di minorità. Se ormai è noto che i videogiochi smuovono budget paragonabili ai film di Hollywood, non tutti sanno che anche nel settore più di nicchia del gioco da tavolo le cifre iniziano ad essere importanti.

Kickstarter milionari

Dai 9 milioni di dollari per Exploiding Kitten (ne parlavamo qui), fino al supplemento dedicato a come si gestisce un castello e un feudo, ideato per la quinta edizione di Dungeons and Dragons, da Matt Colville dal titolo evocativo: “Strongholds & Streaming”.

Quanto hanno stanziato gli appassionati? Oltre 2 milioni di dollari. Anche lui finisce nella Top 100 dei progetti più finanziati di sempre. Ed è sempre il tema di D&D che scalda il cuore (e alleggerisce i portafogli) degli appassionati.

Uno dei più bei progetti di sempre è quello legato a Critical Role, di Matthew Mercer, un canale Twitch che trasmette una lunga e appassionante campagna di D&D, molto curata e che è diventata punto di riferimento per i cultori del gioco di ruolo anche per l’elevata qualità tecnica (i giocatori/protagonisti sono tutti attori professionisti). Critical Role ha lanciato un KS per realizzare una serie a cartoni animati: The Legend of Vox Machina. Quasi 89 mila persone hanno sottoscritto oltre 11 milioni di dollari di pledge.

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Come svecchiare la vostra ludoteca con 5 semplici giochi

Ci sono giochi immortali che ormai tutti conoscono, tutti ne hanno visto la scatola, magari anche giocato una o due volte. Tutti sanno, più o meno, di cosa si tratta, anche magari alla cultura popolare. Quante volte avete visto Monopoly in un film? Oppure quante volte avete sentito la battuta sui carriarmatini in Kamchatka? Di sicuro, se avete più di trent’anni conoscete Twister (non fosse altro perché era un modo per fare i molliconi con le ragazze) oppure Taboo o il Labirinto Magico (un evergreen per i più piccoli).

Nel frattempo però il design dei giochi è molto migliorato, attualmente ce ne sono letteralmente migliaia, moltissimi dei quali possono essere un eccellente sostituto dei precedenti titoli.

Insomma ecco qualche suggerimento per svecchiare il vostro parco giochi, e fare una bella figura con gli amici, proponendo quelli che sono – a tutti gli effetti – i nuovi classici, o che lo potrebbero diventare, acquistare oggi uno di questi giochi vi permetterà di passare il testimone ai vostri figli: una scatola con gli angoli ricuciti con lo scotch, un po’ come è capitato ai trenta/quarantenni con il Cluedo di quando si era bambini, con il Risiko ereditato da mamma e papà e così via.

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“Echi Resistenti” il gioco urbano che vi porta al centro della Liberazione

Durante la settimana del 25 aprile sono numerosi gli eventi che si svolgeranno a Modena e in Emilia Romagna per celebrare la Liberazione e la lotta al nazifascimo in quelle terre.

Tra le tante iniziative coordinate con l’Istituto Storico di Modena, il progetto (alla sua seconda edizione) di un “Urban Game” su questi temi curato dall’associazione PopHistory dal titolo Echi Resistenti. Urban Game della Liberazione, una sorta di caccia al tesoro, da fare da soli o a squadre, per i luoghi della resistenza modenese, alla ricerca di Irma, la staffetta partigiana che ha dei piani fondamentali per le brigate partigiane, ma non si trova.

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Kickstarter rivela le cifre dei pledge del gaming

La celebre piattaforma di crowdfunding con un post sul blog aziendale ha rivelato che la sezione games (che comprende tutto, compreso i videogame) dal 2009 ad oggi ha raggiunto la ragguardevole cifra di 1 miliardo di dollari. Un 1 con nove zeri, ecco quanto i giocatori di tutto il mondo hanno speso, in un crescendo di successi, di kickstarter di grande interesse, finanziati a volte in poche ore, a volte per centinaia di volte la richiesta dei creatori. KS ci dice anche che i giochi prodotti sono stati circa 17 mila e i backers oltre 3 milioni. Sono numeri importanti che segnano una grande vitalità del settore, viviamo davvero un’epoca d’oro? Parrebbe di sì…

LEGGI ANCHE: 7 giochi che ho provato al Modena PLAY

7 giochi da tavolo (e non solo) provati per voi da TPI al Modena PLAY

Lo scopo di chi va al Modena Play è quello di incontrare autori ed illustratori, di comprare giochi, magari qualche scatola ormai introvabile, ma soprattutto di giocare. È un punto d’orgoglio provare più giochi possibili, avere così un quadro delle ultime uscite o di giochi che non si è mai avuto occasione di testare prima dell’acquisto, del resto come si potrebbe stare dietro a tutte le uscite in tutti i segmenti del variegato mondo del gioco intelligente?

Anche noi ci siamo cimentati su diversi tavoli, provando giochi lunghi o brevi “filler” da poche decine di minuti, giochi da tavolo e di ruolo, e perfino un gioco di miniature per dare ai lettori di TPI qualche spunto per provare nuovi giochi o di approfondirne le meccaniche. In ordine rigorosamente alfabetico abbiamo provato:

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Novità distributive dal Grande Cranio

Un video con il CEO di Cranio Creation e la responsabile comunicazione Miss Meeple

Cranio Creations annuncia la nuova politica distributiva dei suoi prodotti. Nell’ottica di una maggiore chiarezza della politica aziendale e con lo scopo di ottenere una copertura maggiore e più strutturata dei punti vendita nazionali, Cranio Creations decide di gestire in prima persona la distribuzione dei propri giochi sui punti vendita. Tutti i player del settore che vorranno gestire il prodotto Cranio, dovranno contattare direttamente l’azienda milanese. Solo in questo modo si potranno garantire condizioni uguali per tutti e potremo offrire day one strutturati. Per essere sicuri di arrivare anche al più piccolo negoziante, Cranio Creations ha scelto un unico partner fidato, DungeonDice.it. Cranio Creations auspica in questo modo di recuperare un maggiore controllo sulla qualità del prodotto, di fornire un servizio più soddisfacente per l’utente, e di garantire una diffusione capillare dei propri giochi in tutti i punti vendita.

Giocare al gioco del Trono con gli amici? Si può fare.

Il Trono di Spade, che oggi in Italia si appresta ad iniziare la sua ultima stagione, è forse uno dei fenomeni mediatici più forti degli ultimi anni. Chi non ha mai sentito il motto degli Stark “L’inverno sta arrivando”, anche sotto forma di meme o di prese in giro. Così come tante altre citazioni famose, specie tra i più giovani come “Valar Morgulis” a cui solo i più impallinati sapranno come rispondere (a proposito: Valar Dohaeris).

Non potevano mancare, vista la ricchezza dell’ambientazione nata dalla penna di George R.R. Martin, giochi che ne sfruttassero la potenzialità narrativa e ampliassero l’esperienza di lettori e spettatori portandola al tavolo da gioco. Vediamo insieme quali possibilità ci sono, per tipologie e prezzi, di esplorare Westeros dal salotto di casa.

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Le escape room “casalinghe”, un gioco da tavolo per tutti

C’è un gioco che ha attirato l’attenzione anche degli italiani meno inclini a passare il tempo facendo giochi di società, le escape room, le stanze da cui dover fuggire entro un tempo stabilito – solitamente un’ora – risolvendo enigmi di varia difficoltà e ingegnosità.

La bellezza di queste “stanze” in cui giocare in gruppi (in media 5-7 persone) è la varietà dei temi, che permette di incontrare il favore e l’interesse di appassionati di horror, di investigazione classica, di avventura, fantasy e quant’altro. Non è un caso quindi che questa modalità di gioco sia stata adottata da una serie di giochi, usciti tutti nell’ultimo periodo, che replicano le modalità dell’escape room classica, ma portandola nel salotto di casa tramite carte, componentistica semplice e regole ridotte all’osso, un vero “cavallo di Troia” per portare un gioco da tavolo anche in quelle case che non hanno nemmeno Monopoly.

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Si chiude l’11esima edizione di Play, +10%

Sono state oltre 44mila le persone (nel 2018 erano 40mila) che nei tre giorni della manifestazione sono entrate alla Fiera di Modena

La più grande fiera italiana del gioco, espresso in tutte le sue sfumature e articolazioni, ha chiuso questa sua edizione con un nuovo record, staccando oltre 44 mila biglietti, con oltre 120 giornalisti accreditati, e con oltre 22mila metri quadri esposizioni. Una ottima performance che ci dice che il settore è in costante crescita. Una performance di tutto rispetto di cui gli organizzatori (in primis ModenaFiere), cioè le Associazioni ludiche il Club Tremme, La Tana dei Goblin e Gilda del Grifone possono andare fiere.

Soddisfazione dal presidente di ModenaFiere, Alfonso Panzani che ha dichiarato che ormai “Play-Festival del gioco conferma di esser l’evento nazionale di riferimento con il 90% dei visitatori che proviene da fuori regione. Un dato che, di fatto, mette indirettamente in evidenza anche le importanti ricadute economiche sul territorio, soprattutto in termini di prenotazioni alberghiere e di consumo di pasti presso i pubblici esercizi. Risultati che collocano a pieno titolo la manifestazione dedicata al mondo ludico a fianco di Modenantiquaria e Skipass”. Ma ancora più importante è quanto ha detto il direttore artistico e ideatore del Play, Andrea Ligabue che dice alla stampa: “Tutto davvero quest’anno sembra essere andato per il meglio. C’è stata una crescita complessiva, sia degli spazi sia dell’offerta e giudicare dai sorrisi che ho visto in giro abbiamo esaudito le aspettative di chi è venuto a giocare con noi, qui a Play. Inoltre, anche lo spessore culturale dell’evento si è ulteriormente arricchito, grazie a convegni di alto profilo, ad ospiti di fama internazionale ed anche alla preziosa e riuscita collaborazione con INAF, Istituto Nazionale di Astrofisica che ha dimostrato quanto gioco e ricerca possano essere vicini tra loro. Un grazie speciale anche ad UNIMORE che quest’anno è stata ancora più presente e propositiva a partire dai campionati italiani di giochi logici.”

Modena PLAY, un luogo per tutti

“Mi ci hanno trascinato i bambini. Ma posso dire che abbiamo fatto bene a venire, per le infinite possibilità di gioco e divertimento che la fiera offre”, questa l’opinione di un papà. A cui ha fatto immediatamente eco una mamma, sottolineando l’opportunità per le famiglie all’interno di Play-Festival del gioco, ovvero “Quelle di fare giocare i bimbi con un unico biglietto, un giorno intero”. Il segmento dei giochi pensati espressamente per i bambini e da giocare in famiglia con mamma e papà è un segmento in grande crescita, che segue il trend della letteratura per l’infanzia, grande motore del settore editoriale, un segmento che – apparentemente – non conosce crisi.

Lo si capisce dalle molte famiglie presenti nei corridoi e nelle sale, nelle carrozzine, nei tavoli in cui si giocava e dove, più o meno, ogni casa editrice aveva almeno un titolo dedicato a loro. Naturalmente la parte del leone lo fanno i giochi più strutturati, per appassionati, ma non sono i “gioconi” a muovere il mercato, sono i giochi da fare in un’ora, con componentistica colorata e ben rifinita, che non costi troppo e di buona longevità. le famiglie con piccoli al seguito ai tavoli da gioco, che si sono affiancate ai numerosi appassionati che hanno affollato i padiglioni per giocare e per i quali la manifestazione incassa una promozione a pieni voti. Ci sono ragazzi arrivati appositamente da Venezia che definiscono la fiera”Illuminante e ricca: noi ormai ci veniamo da cinque…” C’è il visitatore tedesco che è alla seconda volta e che non se la sarebbe persa per nessuna ragione al mondo: “Perché quanto riesco a trovare a Play in termini di novità ed originalità non riesco a trovarlo in altre manifestazioni del genere”. Che detto da un tedesco, è molto importante vista la lunghissima tradizione di eccellenza, specie nel gioco da tavolo. E poi ancora il gruppo di amici – da Ravenna, Bologna, Pavia, Milano che si riunisce in occasione di Play per i giochi di ruolo proposti, trovando decisamente interessante quest’anno “Il fatto di potersi fermare anche dopo la chiusura per partecipare appunto ad uno esclusivo di questi.” Ma anche visitatori da Napoli, Roma, Padova, che non si soffermano al solo divertimento, quanto piuttosto alla fiera in sé: “Molto cresciuta negli anni, pronta a rispondere ad esigenze crescenti, ottimizzata negli spazi e funzionale, a differenza di altre manifestazioni di settore. Per dirla in altro modo – dicono – che tu sia bimbo, adolescente o adulto e la tua passione è il gioco, a Play di sicuro non ti annoi.”

Si torna a casa stanchi, ma felici da questa tre giorni che anche grazie agli spazi “maggiorati”, ha permesso di evitare l’effetto calca, ma soprattutto ha permesso – nella sua enorme varietà e nella pazienza dei volontari e degli standisti – di permettere a tutti di trovare il proprio gioco, difficilmente si torna a casa a mani vuote. Noi, non l’abbiamo fatto…

Come si diventa inventori di giochi?

Intervista al Senior Game Designer Andrea Chiarvesio

L’industria del gioco in Italia, come altrove, sta vivendo un vero boom, ma è ancora piccola rispetto a paesi come Francia e Germania, tuttavia l’interesse cresce e lo fa in maniera a volte inaspettata e trasversale, come ad esempio quando la Scuola Holden di Alessandro Baricco a Torino, che di recente elevata al rango universitario, ha da poco chiuso uno dei suoi workshop proprio sulla progettazione del gioco e lo storytelling.

Proprio queste due dimensioni, apparentemente lontane, sono in realtà molto vicine e simili in certi approcci creativi. A dirlo a TPI è uno dei due tutor del corso, Andrea Chiarvesio, oggi Senior Game Designer presso CMON e con esperienze lavorative in Wizards of the Coast e Upperdeck, a lui abbiamo chiesto proprio questo: “Tutte le volte che incontro una persona che fa un lavoro diverso, mi meraviglio nel ritrovare punti di contatto e analogie”, spiega riferendosi al suo collega di corso, Alessandro Avataneo che è autore e regista sia teatrale sia cinematografico.

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